Ape, come funzionano le detrazioni e i contributi?
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28 Giu 2016
 
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Noemi Secci
 


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Ape, come funzionano le detrazioni e i contributi?

Anticipo della pensione tramite prestito e penalizzazione dell’assegno: detrazione e contributi diminuiranno la decurtazione del trattamento.

 

La penalizzazione prevista con l’Ape, lo strumento che consentirà di anticipare l’età della pensione grazie a un prestito bancario, in diversi casi potrà essere ridotta. In particolare, lo Stato tutelerà i disoccupati di lunga durata ed i soggetti meno abbienti, mentre le aziende saranno tenute ad erogare dei contributi per gli esuberi licenziati vicini al pensionamento.

Così, da un massimo dell’8% di penalizzazione si potrà scendere a un massimo del 4%, secondo l’entità del futuro trattamento e del contributo statale o aziendale erogato.

 

 

Ape: età e anticipo

L’Ape permetterà di anticipare sino a un massimo di 3 anni l’età per la pensione di vecchiaia. Attualmente il requisito di età è pari a 66 anni e 7 mesi per uomini e dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome e 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato; dal 2018, l’età sarà pari a 66 anni e 7 mesi per tutti. Nel 2019 dovrebbe innalzarsi a 66 anni e 11 mesi, secondo i parametri della Legge Fornero, ma in base ai parametri Istat resi noti nel 2015 potrebbe addirittura alzarsi a 67 anni per tutti.

Resterà invece fermo il requisito di contribuzione, pari a 20 anni, oltre al requisito minimo relativo al trattamento, che dovrà superare di 1,5 volte l’assegno sociale.

 

 

Ape: prestito e penalizzazioni

L’anticipo della pensione sarà possibile grazie a un prestito bancario, che avrà un ammortamento ventennale. L’importo della penalizzazione, corrispondente alla rata mensile di restituzione del finanziamento, dunque, varierà sia in base al periodo anticipato, sia in base all’importo della futura pensione.

Ad ogni modo, l’Ape non potrà superare il 95% della futura prestazione.

Il tasso del prestito (Tan: tasso annuo nominale) sarà, in base a quanto reso noto, del 3%, ma a questo dovrà aggiungersi l’importo dell’assicurazione per il rischio di premorienza: l’ammontare del premio assicurativo sarà pari al 30% del valore dell’Ape.

Interverranno, però, due strumenti, che abbasseranno l’importo delle rate mensili e, dunque, delle penalizzazioni: i contributi aziendali e i contributi statali o detrazioni.

 

 

Ape: detrazioni

Le detrazioni saranno destinate ai cittadini meno abbienti e ai disoccupati, in particolare a coloro che possiedono una pensione lorda non superiore a 5.000 euro. Queste detrazioni serviranno ad abbassare l’impatto delle rate del prestito, sin quasi ad azzerarlo. Il contributo statale più consistente, pari al 65% del finanziamento, è previsto per i disoccupati di lunga durata.

È stato calcolato che, grazie agli aiuti statali, la penalizzazione oscillerà dall’1% al 3%, contro un’oscillazione dall’1% all’8% per chi non ha diritto a detrazioni o contributi.

La penalizzazione media si attesterà, comunque, dall’1,4% al 5% annuo.

 

 

Ape contributi

Per i lavoratori in esubero, inoltre, sono previsti dei contributi da parte dell’azienda: questi potranno essere erogati da un minimo del 25% a un massimo del 65% e contribuiranno a far scendere notevolmente il taglio dell’assegno (si stima, a seconda dell’importo della futura pensione, da un massimo del 4% a un minimo dell’1%).

In pratica, l’azienda si accollerà parte del prestito concesso al lavoratore, in cambio della sua uscita anticipata volontaria.

Sicuramente l’Ape risulterà uno strumento appetibile sia per i lavoratori, che potranno ottenere anticipatamente sino al 95% della futura pensione, sia per le aziende, che copriranno solo in parte il costo del prepensionamento dei dipendenti. Questo potrebbe scendere ancora, peraltro, se il lavoratore richiedesse un importo ancora più basso rispetto al 95% del trattamento.

Attualmente, gli accordi di prepensionamento prevedono, a carico del datore di lavoro, l’intero costo del futuro trattamento, tramite l’istituto dell’isopensione: proprio per questo motivo, lo strumento è poco utilizzato, in quanto le spese a carico dell’impresa sono troppo ingenti.

Con l’Ape, dunque, i prepensionamenti saranno molto più utilizzati.


 


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