Multa presa all’estero
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9 Lug 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Multa presa all’estero

Recentemente mi è stata notificata una multa per eccesso di velocità presa all’estero 6 mesi fa; quali sono i termini per la notifica e quale normativa si applica?

 

Fino a qualche anno fa, le infrazioni commesse al volante sulle strade di Paesi stranieri difficilmente venivano punite. La multa era regolarmente emessa ma, a causa di difficoltà nel reperire le informazioni necessarie sul trasgressore e sul veicolo, spesso gli Stati preferivano rinunciare alla riscossione della sanzione o, pur avviando la trafila burocratica, non ottenevano risultati.

 

Col recepimento delle direttive europee in materia di sicurezza stradale e delle disposizioni per l’accesso e lo scambio di informazioni tra Paesi UE [1], lo scenario è cambiato. Gli organi di polizia della nazione in cui è stata commessa la violazione hanno facoltà di chiedere al nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché alla Direzione generale della motorizzazione:

  • i dati relativi ai veicoli;
  • i dati relativi ai proprietari o agli intestatari dei veicoli.

 

Acquisiti i suddetti dati, ciascuno Stato dell’Unione Europea, in caso di avvio di procedimenti sanzionatori a seguito di violazioni stradali, seguendo tempi e modalità della propria normativa nazionale, ne informa il proprietario, l’intestatario del veicolo o la persona che ha commesso l’infrazione, anche se risiede all’estero.

 

A tal fine, lo Stato membro invia una “lettera d’informazione” sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale nella lingua del documento d’immatricolazione del veicolo. Tale documento include ogni informazione pertinente e, più in particolare, indica la natura dell’infrazione in materia di sicurezza stradale, il luogo, la data e l’ora dell’infrazione, l’oggetto della violazione, la sanzione, ed eventualmente anche i dati riguardanti il dispositivo usato per rilevare l’infrazione. Il cittadino italiano può pagare o contestare l’infrazione e inviare osservazioni all’autorità straniera che si occupa di esaminare il caso.

 

Il sistema descritto si applica in tutti i casi seguenti e, più in generale, alla violazioni nelle quali non è stata effettuata una contestazione immediata:

  • eccesso di velocità;
  • mancato uso della cintura di sicurezza;
  • mancato arresto davanti a un semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza;
  • guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti;
  • mancato uso del casco protettivo;
  • circolazione su una corsia vietata;
  • uso indebito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

 

Per le violazioni stradali commesse all’estero, pertanto, trova applicazione la normativa del Paese in cui sono state commesse.

 

 

Le sanzioni

Il sistema sanzionatorio è diverso da Paese a Paese e lo sono altrettanto anche le modalità di riscossione. Alcuni Stati membri cercano di recuperare il dovuto quando il trasgressore si ripresenta nel territorio; altri invece avviano procedimenti giudiziari; altri ancora inquadrano tali violazioni in ambito penale, come la Svizzera, con conseguenze alle volte abnormi rispetto all’effettiva infrazione.


[1] D.lgs. n. 37/2014, che ha recepito la direttiva UE n. 2011/82, il cui contenuto è ripreso anche dalla direttiva UE 2015/413.

 


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