Sollecito per il pagamento dello stipendio
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29 Giu 2016
 
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Redazione
 


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Sollecito per il pagamento dello stipendio

Lavoratori dipendenti: se l’azienda non ha pagato lo stipendio della busta paga mensile è possibile inviare un sollecito, contenente una diffida a versare l’importo, entro cinque anni.

 

Se l’azienda presso cui lavori è in ritardo nel versarti la busta paga ti sarai certamente chiesto come si scrive un sollecito per il pagamento dello stipendio senza dover, per forza, far intervenire un avvocato: il che non è solo opportuno per non appesantire la condizione economica del lavoratore, già in difficoltà per via della mancata disponibilità economica, ma anche per non inasprire immediatamente i rapporti con il datore di lavoro. L’intervento di un legale, infatti, conferisce alla diffida quel tono di “ufficialità” e perentorietà che una semplice lettera del dipendente potrebbe non avere, almeno nell’immaginario collettivo. Resta fermo il fatto che il sollecito di pagamento per lo stipendio ha comunque gli stessi effetti sul piano giuridico, a prescindere di chi lo abbia firmato, se l’avvocato o lo stesso dipendente.

 

Per scrivere un sollecito di pagamento dello stipendio è sufficiente conoscere l’indirizzo dell’azienda presso cui si presta lavoro, indirizzo che viene riportato su tutte le buste paga o sul contratto di lavoro stesso firmato dal dipendente o sulla lettera di assunzione. È necessario che la lettera sia inviata con raccomandata a.r. o sia consegnata nelle mani di un soggetto dell’amministrazione autorizzato a ritirare la posta; in tal caso bisognerà farsi rilasciare una copia della lettera controfirmata per accettazione.

 

In ultimo è possibile inviare il sollecito di pagamento anche attraverso la posta elettronica certificata (PEC), da un altro indirizzo anch’esso “certificato”. Ogni azienda – imprenditore individuale o società che sia – è tenuta per legge ad avere un indirizzo PEC. Per conoscere l’indirizzo PEC dell’azienda ove lavori basta consultare la nostra guida sui pubblici elenchi degli indirizzi di posta elettronica certificata.

 

 

Come si scrive un sollecito di pagamento dello stipendio

Passiamo ora a vedere come si scrive un sollecito di pagamento dello stipendio. La prima cosa da fare è l’intestazione della lettera: dovrete innanzitutto indicare sulla lettera chi è il mittente e chi il destinatario, al pari di una normale corrispondenza. Se non possedete una carta intestata, sarà sufficiente indicare i vostri dati anagrafici (nome, cognome, residenza, codice fiscale) o all’inizio o a fine della lettera.

 

Come oggetto della lettera potreste scrivere “Sollecito di pagamento dello stipendio” o una formula equivalente.

 

Non esistono forme predeterminate dalla legge per scrivere una diffida di pagamento dello stipendio, ma è opportuno indicare, al suo interno, alcuni elementi essenziali per consentire al debitore di individuare il credito da voi vantato e comprendere la perentorietà della richiesta. Tali elementi sono:

  • la mensilità non corrisposta e di cui si chiede il pagamento;
  • la modalità per il pagamento della stessa (se non già noto all’azienda): ad esempio, estremi di conto corrente bancario o postale;
  • l’avvertimento che, in difetto di pagamento entro un termine prefissato (di norma 10 giorni), si procederà per le vie giudiziali, ossia ricorrendo al giudice per ottenere il pagamento in via coattiva;
  • data e firma (elementi non necessari se si invia il sollecito con PEC).

 

Non c’è bisogno di indicare l’importo preciso da accreditare, poiché esso deve essere già conosciuto dell’azienda datrice di lavoro che, a tal fine, dovrà consultare il proprio consulente del lavoro o chi, per lei, compila le buste paga.

 

 

Dopo quanto tempo si può inviare il sollecito di pagamento per lo stipendio?

La legge non fissa un termine minimo entro cui inviare il sollecito di pagamento. Per cui, in teoria, potrebbe essere spedito anche il giorno successivo a quello di scadenza dell’obbligo di versamento. Tuttavia, è sempre opportuno concedere un minimo di flessibilità all’azienda la quale potrebbe non aver pagato non per volontà o mancanza di liquidità, ma semplicemente per qualche intoppo di carattere organizzativo.

 

Esiste però un termine massimo entro cui la diffida deve essere inviata per evitare che il credito si prescriva e il lavoratore non abbia più diritto a ottenere il pagamento dello stipendio: questo termine è di cinque anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Per maggiori informazioni sul punto leggi la guida sulla prescrizione dei crediti di lavoro.

 

 

Se hai già firmato la busta paga

Qualora abbiate ricevuto il pagamento dello stipendio, ma l’azienda vi abbia fatto firmare la busta paga, non dovete temere alcunché: questa firma non vi pregiudica se posta “per accettazione”. Se invece è stata posta “per quietanza” potete comunque sempre provare (con testimoni e/o con l’estratto conto) che il pagamento dello stipendio in realtà non è mai avvenuto. Dunque, tale dichiarazione non può essere un pregiudizio per il dipendente.

 

 

Gli effetti del sollecito di pagamento

Sia che lo vogliate chiamare sollecito che diffida che invito bonario, se la lettera contiene gli elementi appena indicati essa avrà l’effetto di:

  • mettere in mora il debitore, ossia l’azienda, facendo scattare il vostro diritto agli interessi;
  • interrompere la prescrizione.

 

 

Il modello: fac simile della lettera di sollecito

Ecco, qui di seguito, una possibile lettera di sollecito per il pagamento dello stipendio.

 

 

Spett.le Società…

Via…

Comune…

 

Il sottoscritto sig. …, residente in …, codice fiscale …, assunto presso la vostra azienda in data…, con qualifica di …, svolgente funzioni di …, ad oggi non ha ricevuto il pagamento della mensilità di … per il lavoro prestato presso di Voi.

 

La presente, pertanto, per sollecitarvi al pagamento dell’importo di cui sopra, entro e non oltre 10 giorni dal suo ricevimento. Con riserva, in difetto di quanto sopra, di ricorrere all’autorità giudiziaria, con ulteriore aggravio di spese e oneri a vostro carico.

Qualora abbiate già provveduto al pagamento di cui sopra, Vi chiedo di non tenere conto della presente. Diversamente, Vi invito ad effettuare il pagamento secondo le modalità a Voi già note, ossia presso il conto corrente intestato al sottoscritto, di cui alle seguenti coordinate IBAN…

 

La presente è valevole anche ai fini dell’interruzione della prescrizione.

Data, luogo, firma.


Autore immagine: 123rf com

 


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