Come compilare la domanda per gli assegni familiari
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5 Ago 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come compilare la domanda per gli assegni familiari

Assegni al nucleo familiare: come si compila la domanda, come si invia, in quali casi è richiesta l’autorizzazione.

 

Gli Anf, assegni al nucleo familiare, spettano ai lavoratori dipendenti, ai cococo e ai lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata. Non devono essere confusi con gli assegni familiari che spettano ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri ed ai pensionati iscritti alle gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, lavoratori agricoli), né con gli assegni familiari erogati dai Comuni.

 

 

Anf per i dipendenti

Gli Anf sono una prestazione, a favore del lavoratore, volta al sostegno economico della famiglia, erogata dall’Inps ma anticipata dall’azienda in busta paga. In certi casi il trattamento è erogato direttamente dall’Inps, ad esempio per chi percepisce una pensione o ammortizzatori sociali a carico dell’Istituto.

L’ammontare degli assegni cambia a seconda della tipologia del nucleo familiare (con o senza disabili, con entrambi i genitori o unico genitore…) del numero dei componenti e del reddito complessivo della famiglia.

Fanno parte del nucleo, oltre al richiedente:

 

– il coniuge non legalmente ed effettivamente separato;

– i figli o equiparati  di età inferiore a 18 anni;

– i figli o equiparati di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, se il nucleo familiare è composto da più di tre figli (o familiari assimilati) di età inferiore a 26 anni;

– i figli maggiorenni inabili che si trovano, per difetto fisico o mentale, nella assoluta e permanente impossibilità di lavorare;

– i fratelli, le sorelle ed i nipoti del richiedente, minori di età o maggiorenni inabili, se orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione ai superstiti.

 

 

Domanda Anf: quando deve essere inviata

Gli assegni familiari, per essere riconosciuti, devono essere richiesti esplicitamente dal lavoratore: a tal fine è necessario inoltrare una domanda al datore di lavoro, tramite il modello SR 16 Anf Dip.

Gli assegni devono essere richiesti ogni anno, secondo il loro periodo di validità: ogni periodo parte dal primo luglio, per terminare il 30 giugno dell’anno successivo.

Pertanto, è necessario presentare la domanda Anf al proprio datore di lavoro entro il 30 giugno di ciascun anno. Il datore di lavoro non deve trasmettere la domanda all’Inps, ma deve conservarla, in quanto potrebbe essere richiesta dall’Istituto.

 

 

Domanda Anf: come deve essere compilata

Il modulo di domanda SR 16 Anf/Dip, reperibile e stampabile dal sito dell’Inps, deve essere compilato dal lavoratore indicando i seguenti elementi:

 

dati anagrafici (codice fiscale, data di nascita, residenza) del lavoratore richiedente;

stato civile;

– eventuale iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli;

– dati dei componenti del nucleo familiare e specifica relazione di parentela;

ammontare dei redditi del nucleo relativi al periodo in questione (se gli assegni sono richiesti, ad esempio, per il periodo da luglio 2016 a giugno 2017, dovrà essere indicato il reddito 2015); in particolare vanno indicati:

 

  • nella prima colonna, tutti i redditi da lavoro dipendente e assimilati, da pensione, da prestazione (disoccupazione, malattia, cassa integrazione etc) ed i redditi percepiti in Italia o all’estero, compresi gli arretrati;
  • nella seconda colonna, i redditi di qualsiasi natura derivanti da lavoro autonomo, da fabbricati, da terreni, al lordo dell’eventuale detrazione dell’abitazione principale (quindi il reddito dell’abitazione principale conta);
  • nella terza colonna, il tipo di modello fiscale su cui è riportato l’importo dei vari redditi dichiarati (CUD- CU o certificazione reddituale, 730, Unico, 770) nel caso in cui il richiedente sia tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • nella quarta colonna, il totale complessivo dei redditi (colonna 1 più colonna 2);

 

assenza di altro ANF o di altro trattamento di famiglia nello stesso periodo;

– eventuali variazioni nei componenti del nucleo.

 

Una volta compilata la domanda, va datata, sottoscritta e consegnata al datore di lavoro, che determinerà l’importo dell’assegno spettante in base alle tabelle Inps. Gli importi delle prestazioni del 2016 non sono variati, rispetto a quelli del 2015.

 

 

Anf: domanda all’Inps

Nel caso in cui gli Anf siano invece richiesti all’Inps, la domanda può essere effettuata:

 

– tramite il sito web dell’istituto, sezione Servizi per il cittadino, domande di prestazioni a sostegno del reddito- Anf: è necessario il possesso di Pin dispositivo;

– tramite il Contact Center Inps Inail, chiamando il numero 803.164; anche in questo caso sarà necessario il possesso del Pin;

– tramite Patronato.

 

 

Anf arretrati: domanda

Se il lavoratore ha diritto agli assegni al nucleo familiare arretrati, deve seguire la medesima procedura e compilare il modello SR 16 Anf/Dip, consegnandolo al datore di lavoro: indicherà, però, i redditi riferiti all’anno precedente rispetto a quello del periodo di spettanza (ad esempio, se spettano gli arretrati per il periodo da luglio 2014 a giugno 2015, indicherà i redditi dell’anno 2013).

Il datore di lavoro a cui vanno richiesti gli assegni è quello presso il quale si è prestato servizio nel periodo di spettanza degli Anf, anche se l’attività è cessata: solo in caso di accertata impossibilità, per la ditta, di anticipare gli assegni, gli stessi dovranno essere richiesti direttamente all’Inps (seguendo la stessa procedura illustrata nel precedente paragrafo). In nessun caso è possibile richiedere gli assegni arretrati, relativi a periodi lavorati in un’altra impresa, al nuovo datore di lavoro [1].

Gli Anf arretrati si prescrivono in 5 anni.

 

 

Autorizzazione Anf

Nel caso in cui il lavoratore si trovi in situazioni particolari (nucleo con coniugi separati o divorziati, genitori conviventi non coniugati, etc.), per inserire determinati familiari nel nucleo è necessaria un’autorizzazione dell’Inps, ANF 43, che deve essere richiesta presentando il modello di domanda ANF 42.

L’autorizzazione dell’Inps deve essere richiesta, nel dettaglio, per i i seguenti soggetti:

 

fratelli, sorelle e nipoti;

figli di genitori divorziati o separati legalmente (propri o del coniuge), figli nati fuori del matrimonio riconosciuti dall’altro genitore, oppure figli dell’altro coniuge nati da precedente matrimonio sciolto per divorzio;

– figli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, purché studenti o apprendisti, per i nuclei familiari composti da più di tre figli (o equiparati) di età inferiore a 26 anni;

nipoti minori a carico del nonno o della nonna richiedente;

– familiari residenti all’estero;

– familiari disabili (in assenza di certificazione sanitaria);

– minori affidati a strutture pubbliche e collocati in famiglia.

 

Il modulo Anf42 deve essere compilato anche nel caso in cui il coniuge del richiedente, che non sia legalmente ed effettivamente separato o divorziato, non abbia firmato la dichiarazione di responsabilità all’interno della domanda Anf.

Per includere i figli naturali del richiedente non convivente, riconosciuti da entrambi i genitori, oltre all’Anf43 è necessario allegare  l’ulteriore modulo Anf/FN.

 

La domanda di autorizzazione va sempre presentata all’Inps, anche se la richiesta Anf è presentata al datore di lavoro. La domanda di autorizzazione all’Inps può essere presentata tramite sito web, contact center o patronato: devono essere allegati alla richiesta i documenti che attestano la situazione di fatto del richiedente.

 

 

Anf: a quanto ammontano

L’assegno più alto, a seconda della tabella Anf utilizzata, spetta a chi ha un reddito del nucleo inferiore a una determinata fascia, che va da un minimo di 0-13.593,49 euro, per i nuclei familiari senza figli e senza componenti inabili, a un massimo di 0-27.899,67 euro per i nuclei orfanili composti da soli maggiorenni inabili.

L’assegno più basso è collocato, per quanto concerne la fascia maggiormente restrittiva, entro 47.565,11 euro (per i nuclei familiari senza figli e senza componenti inabili), mentre, per quanto concerne la fascia più “elastica”, per aver diritto a un assegno minimo non bisogna aver superato 114.376,49 euro (la fascia si riferisce ai nuclei familiari con un solo genitore e almeno un figlio minore in cui sia presente almeno un  componente inabile ed ai nuclei familiari con un solo genitore, senza figli minori e con almeno un figlio maggiorenne inabile).

L’assegno massimo, cioè quello collegato alla fascia più bassa di reddito, varia, a seconda della tabella e del numero dei componenti, da 2.294,38 euro mensili a 46,48 euro.

Per sapere come calcolare l’assegno spettante, vi invitiamo a leggere la nostra Guida agli assegni per il nucleo familiare.


[1] Ord. Naz. CDL Risp. Interpello Prot.006676.

 


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Commenti
6 Ott 2016 VIOLETA GABRIELA ILIUTA

Buon giorno! Come posso inviare modulo SR16 anf/dip se io ho gia fatto la domanda di dissocupazione.Ho scaricato e ho compilato il modulo pero non riesco mandarlo.Grazie.