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Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2016

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Lo sai che? Come sapere da chi è mandata la visita fiscale?

> Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2016

Accertamenti sanitari: è possibile sapere se il medico fiscale è mandato dall’Inps o dall’amministrazione-datore di lavoro?

Ogni volta che mi assento per malattia viene inviato subito il medico fiscale, dal primo giorno di assenza: vorrei tanto sapere chi è che me lo manda.

Gli accertamenti sanitari da parte del medico fiscale possono essere disposti, entro le fasce orarie di reperibilità, in qualsiasi giorno della settimana, compresi i sabati e le domeniche ed anche dal primo giorno di malattia. Anzi, la richiesta di visita fiscale nel primo giorno di malattia è obbligatoria, se l’interessato è un dipendente pubblico e l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.

Negli altri casi, l’invio della visita fiscale non è obbligatorio, ma a discrezione del dirigente dell’amministrazione, se il lavoratore malato è un dipendente pubblico; se è un dipendente di un’azienda privata, è il datore di lavoro a richiedere gli accertamenti sanitari, con spese a suo carico. In entrambi i casi, può anche capitare che sia l’Inps a disporre dei controlli a campione.

Ma come sapere chi è stato a mandare la visita fiscale?

Visita fiscale dipendenti pubblici

Nel caso di un dipendente pubblico assentatosi in una giornata precedente o successiva a un giorno non lavorativo, si ha la certezza del fatto che la visita sia disposta  dall’amministrazione, a causa dell’obbligo gravante sul dirigente, tenuto a richiedere i controlli sanitari sin dal primo giorno di malattia in tale ipotesi [1].

Tra le giornate non lavorative che obbligano alla disposizione della visita fiscale immediata vanno comprese non solo le domeniche ed i festivi, ma anche giorni liberi, ferie, riposi, e permessi.

Negli altri casi, l’invio della visita è lasciato alla piena discrezionalità dell’amministrazione: in particolare, il dirigente deve disporre i controlli sulle assenze per malattia valutando la condotta complessiva del dipendente e le spese connesse all’effettuazione della visita, considerando, tuttavia, che l’esigenza principale è quella di contrastare e prevenire l’assenteismo.

Il controllo, ad ogni modo, può essere disposto a campione dall’Inps ma, data l’esiguità delle risorse, si tratta di un’eventualità abbastanza rara.

In ogni caso, per i dipendenti pubblici non può essere disposta più di una visita fiscale per la stessa malattia [2], a meno che non si tratti di ricaduta o non vi sia un ampliamento della prognosi.

Visita fiscale dipendenti privati

Per i dipendenti privati, tolto il caso dei controlli a campione da parte dell’Inps, la disposizione della visita fiscale è lasciata alla discrezionalità del datore di lavoro.

Questi invia il controllo a proprie spese ed è libero di richiederlo sin dal primo giorno, durante le domeniche e nei festivi.

Il datore di lavoro potrebbe inviare la visita fiscale più volte, non esistendo una norma che vieti esplicitamente il doppio invio, per i lavoratori privati: una famosa sentenza della Cassazione [3], però, prevede che il lavoratore, una volta avvenuto l’accertamento sanitario, non è più tenuto a rispettare le fasce di reperibilità, né può essere sanzionato per questo.

Se, peraltro, il datore di lavoro richiede più volte nell’arco della stessa malattia, senza che vi sia stata ricaduta o allungamento della prognosi, può ravvisarsi anche un intento persecutorio nei confronti del dipendente. Due visite, comunque, non bastano a dimostrare l’intento persecutorio [4], così come nulla prova il fatto che il medico fiscale sia passato al di fuori delle fasce di reperibilità, in quanto l’orario, una volta avvenuta la prima visita, è deciso direttamente dal medico.

Certificato del medico fiscale

Nel certificato rilasciato dal medico fiscale è comunque indicato chi ha richiesto la visita, se il datore di lavoro- amministrazione o l’Inps d’ufficio. Il medico fiscale, in particolare, è tenuto a informare il lavoratore sulle motivazioni della visita e, al termine della stessa, deve:

– informarlo sull’esito della visita e sul fatto che deve essere apposta la firma sul verbale;

– informarlo sul diritto da parte del lavoratore ad effettuare annotazioni sul verbale che firma;

– informarlo sul fatto che la firma senza osservazioni equivale all’accettazione dei contenuti e del giudizio prognostico;

– informarlo sul fatto che la firma con annotazione di dissenso comporta una successiva visita del Dirigente medico legale di Sede o dell’ASL.

Fasce di reperibilità per la visita fiscale

Ricordiamo che le fasce attualmente previste per l’effettuazione della visita fiscale sono:

– per i dipendenti pubblici, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18;

– per i dipendenti del settore privato, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

note

[1] Art. 55 septies, D.lgs. 165/2001.

[2] Art. 2 D.M. n.206/2009.

[3] Cass. sent. n. 1942/1990.

[4] Cass. sent. n. 27429/2005.

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