Scontrino omesso o irregolare: come denunciare?
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30 Giu 2016
 
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Scontrino omesso o irregolare: come denunciare?

Che succede se il commerciante ti ha rilasciato uno scontrino irregolare? È possibile denunciare il fatto alla Finanza? Come si fa?

 

L’obbligo di emettere lo scontrino riguarda gran parte dei commercianti: salvo infatti rare eccezioni (per es. sigarette, carburanti, giornali, scommesse, ecc.), il titolare di un esercizio di vendita al pubblico di beni e servizi è tenuto ad emettere un documento fiscale come la fattura o, appunto, lo scontrino. Purtroppo, però, in alcuni casi, vengono emessi scontrini errati o non vengono emessi affatto; e ciò al solo scopo di far apparire, agli occhi del fisco, un fatturato più basso di quello effettivo e pagare così meno tasse. Non poche volte capita, ad esempio, che venga tolta una cifra dal prezzo pagato (così, al posto di uno scontrino di 20 euro ne viene battuto uno di 2 euro) o che a un soggetto venga consegnato un vecchio scontrino abbandonato sul banco-cassa da un precedente cliente. Sicuramente più frequenti sono i casi in cui lo scontrino non viene emesso affatto.

 

Va poi segnalata la prassi diffusa – specie da parte di bar e ristoranti – di utilizzare scontrini non fiscali. Ciò è consentito dalla legge a condizione che: 1) lo scontrino sia di colore diverso da quello ufficiale; 2) vi sia scritto “non vale come scontrino fiscale”; 3) all’atto del pagamento venga comunque emesso il regolare scontrino fiscale.

 

Al fine di evitare queste pratiche e la conseguente evasione fiscale è buona prassi che il cliente chieda sempre all’esercente l’emissione del regolare documento fiscale.

 

La mancata emissione di uno scontrino costituisce un illecito fiscale che può essere denunciato secondo le modalità che vedremo a breve.

L’emissione, peraltro, di uno scontrino irregolare potrebbe pregiudicare l’eventuale diritto dell’acquirente al rimborso del prezzo nel caso in cui il prodotto non sia funzionante o il venir meno della garanzia, non avendo il consumatore la prova di aver corrisposto l’effettivo prezzo per il bene in questione.

 

 

Che succede al cliente se il commerciante non emette lo scontrino?

Salvo la predetta difficoltà ad esercitare i diritti previsti dal codice del consumo in caso di mancato possesso dello scontrino (non essendovi la prova documentale dell’acquisto del bene), l’acquirente che non abbia richiesto lo scontrino non subisce alcuna sanzione. Le uniche multe sono quindi esclusivamente per il commerciante. Pertanto, se la finanza dovesse trovare il consumatore privo di scontrino fiscale o altra ricevuta non potrebbe contestargli nulla.

 

 

Come denunciare uno scontrino irregolare

Nel caso in cui il venditore ci abbia rilasciato uno scontrino irregolare è possibile rivolgersi alla Guardia di Finanza che, nel più ampio contesto della lotta all’evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare, ecc.).

 

Per presentare denunce, querele o segnalazioni alla Guardia di Finanza è possibile contattare:

 

– il numero gratuito di pubblica utilità 117 che è attivo 24 ore su 24;

– il reparto territoriale più vicino.

 

 

Quando si può dire che uno scontrino è regolare?

Perché possa essere fiscalmente regolare, uno scontrino deve contenere alcuni dati identificativi essenziali, ossia:

  • dati identificativi dell’esercente l’attività commerciale (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome);
  • numero di partita IVA e ubicazione dell’esercizio;
  • corrispettivo, data, ora di emissione e numero progressivo;
  • logotipo fiscale “MF“, seguito da una serie di lettere e numeri.

 

Lo scontrino non deve necessariamente indicare l’esatta natura del prodotto acquistato. Si tratta di una facoltà dell’esercente.

 

La ricevuta fiscale, invece, deve contenere:

  • dati identificativi dell’esercente (denominazione, ditta o ragione sociale o cognome e nome);
  • quantità, natura e qualità dei beni o servizi;
  • ammontare dei corrispettivi dovuti comprensivi dell’imposta sul valore aggiunto.

 


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