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Lo sai che? Pubblicato il 6 agosto 2016

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Lo sai che? Come funzionano gli aiuti de minimis?

> Lo sai che? Pubblicato il 6 agosto 2016

Agevolazioni pubbliche di modesta entità: come funzionano i limiti de minimis per le imprese ed i professionisti.

 

Ogni incentivo o contributo pubblico è soggetto a dei precisi limiti, secondo un noto regolamento europeo [1]: questi limiti sono detti “de minimis” e, se superati, obbligano alla comunicazione preventiva degli aiuti alla Commissione Europea, in quanto potrebbero creare distorsioni alla concorrenza.

I limiti si applicano a tutti, imprese e professionisti: sono escluse le sole imprese della pesca, dell’acquacoltura, le imprese di produzione primaria dei prodotti agricoli e quelle che operano nella trasformazione e commercializzazione di questi prodotti.

Per aiuti si intendono non solo incentivi e contributi, ma tutte le misure pubbliche che possono arrecare un vantaggio, diretto o indiretto.

Aiuti de minimis: limiti

I limiti previsti dal regolamento de minimis, in particolare, prevedono che gli aiuti che un’impresa o un lavoratore autonomo può ricevere non possano superare 200.000 euro nell’arco di 3 anni. Il triennio considerato è mobile: in pratica, ogni volta che è concesso un aiuto di Stato, bisogna considerare il totale degli aiuti concessi nei 2 anni precedenti più quelli dell’anno in corso.

Per la verifica del mancato superamento del limite, devono essere sommati tutti gli importi degli aiuti ottenuti dal soggetto nel triennio così individuato, inclusa l’agevolazione per il caso a cui si riferisce.

Rientrano nell’importo massimo, ad esempio, le assunzioni incentivate, i crediti d’imposta, gli sgravi per i contratti di lavoro agevolati (se superano il 25% dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi Inail), i finanziamenti agevolati, le garanzie su crediti, etc.

Aiuti de minimis e agevolazioni per l’assunzione di dipendenti

Il rispetto dei requisiti de minimis vale, in particolare, per lo sgravio contributivo concesso per i fruitori di Naspi (pari al 20% dell’indennità residua) e per gli apprendisti.

Per quanto concerne gli apprendisti, per ottenere gli sgravi contributivi è necessario dichiarare all’Inps che nell’anno di stipula del contratto di apprendistato e nei 2 anni precedenti non sono stati fruiti aiuti di Stato, regionali o locali eccedenti il limite complessivo di 200.000 euro. Inoltre non bisogna aver fruito di aiuti poi dichiarati illegali o incompatibili [2].

Non sono invece soggetti alla disciplina de minimis gli incentivi erogati a favore dei lavoratori svantaggiati: questi, difatti, non minacciano la concorrenza.

Ad esempio, sono fuori dalla dichiarazione de minimis gli sgravi per l’assunzione di donne residenti in aree svantaggiate.

Per quanto concerne le assunzioni degli iscritti al programma Garanzia Giovani, queste, grazie a un nuovo decreto direttoriale [2], sono fuori dai limiti de minimis nel caso in cui realizzino un incremento occupazionale.

Altri limiti

Per alcune imprese si applicano dei limiti diversi:

– quelli previsti dal regolamento della Commissione Europea del 2006 [3], riferito a settori particolari, come il trasporto merci su strada: in questo caso il tetto massimo di aiuti è pari a 100.000 euro;

– quelli previsti da un altro regolamento del 2013 [4] per il settore della produzione agricola: in questo caso il limite degli aiuti è pari a 15.000 euro nell’arco di 3 anni.

note

[1] Reg. CE n. 1407/2013.

[2] Decr. Dir. Gen. MLPS 169/2015.

[3] Reg. Comm. UE n. 1998/2006.

[4] Reg. CE n. 1408/2013.

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