L’avvocato con una condanna penale viene cancellato dall’albo?
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30 Giu 2016
 
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L’avvocato con una condanna penale viene cancellato dall’albo?

Condanna penale di un avvocato: non scatta un automatico divieto all’iscrizione all’albo; la valutazione della condotta “irreprensibile” spetta al consiglio dell’ordine locale degli avvocati caso per caso.

 

Nel caso in cui l’avvocato riporti una condanna penale la sua cancellazione dall’albo non è automatica: spetta piuttosto al Consiglio dell’Ordine valutare, caso per caso, se sussista ancora il requisito della condotta irreprensibile, necessario ai fini della permanenza all’albo. La valutazione, quindi, va compiuta dal COA in modo autonomo e indipendente anche dall’esito del procedimento penale che ha coinvolto l’interessato. Lo ha chiarito il CNF in una recente sentenza [1].

 

Il Cnf richiama innanzitutto una sentenza della Corte Costituzione del 1996 [2] secondo cui le condotte apprezzabili sotto il profilo morale sono solo quelle che rilevano ai fini della valutazione rispetto all’affidabilità del soggetto per il corretto svolgimento delle attività e delle funzioni considerate.

 

La pronuncia richiama poi un precedente dello stesso CNF [3] secondo il quale la valutazione del requisito della condotta irreprensibile va compiuta dal COA in modo autonomo e indipendente anche dall’esito dell’eventuale procedimento penale che può aver coinvolto l’interessato, la cui condanna penale non comporta pertanto un’automatica inibizione dell’iscrizione.

 


La sentenza

N. 193/14 R.G.

RD 158/RD

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio Nazionale Forense, riunito in seduta pubblica, nella sua sede presso il

Ministero della Giustizia, in Roma, presenti i Signori: – Avv. Francesco LOGRIECO
– Avv. Rosa Capria
– Avv. Fausto AMADEI

Presidente f.f.

Segretario Componente

– Avv. Francesco CAIA
– Avv. Donatella CERE’
– Avv. Angelo ESPOSITO
– Avv. Anna LOSURDO
– Avv. Maria MASI
– Avv. Stefano SAVI
– Avv. Carla SECCHIERI
– Avv. Priamo SIOTTO
– Avv. Francesca SORBI
– Avv. Vito VANNUCCI
con l’intervento del rappresentante il P.M. presso la Corte di Cassazione nella persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Pierfelice Pratis ha emesso la seguente

SENTENZA

sul ricorso in riassunzione presentato dall’ avv. B.B. a seguito della sentenza con la quale la Corte Suprema di Cassazione accogliendo il ricorso dell’avv. B. ha cassato la decisione del Consiglio Nazionale Forense del 18/7/2013 RD n. 181-13, relativa al procedimento RG 248/12 ;

Il ricorrente, avv. B.B., non è comparso;
è presente il suo difensore avv. F. M. ;
Per il Consiglio

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[1] CNF sent. n. 158/15 del 30.10.2014.

[2] C. Cost. sent. n. 331/1996.

[3] CNF sent. n. 2/2014.

 


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