Remissione tacita di querela se il querelante non compare in udienza
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30 Giu 2016
 
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Remissione tacita di querela se il querelante non compare in udienza

La mancata comparizione all’udienza dibattimentale del querelante è una tacita rinuncia alla querela.

 

Sezioni Unite: la Cassazione ha appena fatto sapere che [1], da oggi in poi, la mancata comparizione del querelante all’udienza dibattimentale sarà intesa come remissione della querela.

 

La Corte Suprema è così intervenuta a dirimere una serie di contrasti sorti tra i giudici in tema di remissione tacita della querela. In particolare, il 23 giugno 2016 scorso era stata sottoposta al vaglio delle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione una questione particolarmente controversa tra i giudici: veniva infatti chiesto se potesse esser configurata come remissione tacita di querela la mancata comparizione all’udienza dibattimentale – sia davanti al giudice di pace che davanti al tribunale ordinario – del querelante che fosse stato previamente avvertito dal giudice che l’eventuale sua assenza sarebbe stata poi interpretata come fatto incompatibile con la volontà di persistere nella querela.

 

A riguardo, le Sezioni Unite hanno ritenuto che all’assenza del querelante si possa dare il significato della remissione tacita di querela [2]. Il che si giustifica nel senso di favorire, per quanto possibile, la conciliazione tra le parti [3].

 

Le ultime sentenze della Cassazione avevano lasciato già intuire quale sarebbe stata la soluzione adottata dalle Sezioni Unite: solo lo scorso febbraio [4] la Cassazione aveva detto che la mancata comparizione in giudizio del soggetto querelante doveva essere inquadrata come remissione tacita della querela. In particolare, la Corte di legittimità ha affermato come la mancata presentazione della parte querelante in udienza debba essere interpretata quale totale disinteresse della stessa parte lesa alla celebrazione del processo, ovvero, quale inequivocabile manifestazione della volontà di abbandonare la pretesa punitiva nei confronti del reo.

 

 

Quali conseguenze comporta la remissione della querela?

Gli effetti della sentenza sono di un certo rilievo: difatti, la remissione tacita dell’atto di querela per mancata comparizione del denunciante comporterà l’estinzione del reato oggetto d’imputazione. Ciò perché il nostro codice di procedura penale [5] stabilisce che il giudice dichiara il non doversi procedere tutte le volte in cui vi sia il solo dubbio sull’esistenza di una causa di estinzione del reato.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Penali, sentenza 23 giugno – 21 luglio 2016, n. 31668
Presidente Canzio – Relatore Conti

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza del 7 marzo 2014, il Giudice di pace di Taranto ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di P.L. in ordine ai delitti di ingiuria e minaccia in danno di C.C. perché estinti per remissione di querela, sul presupposto in diritto che l’assenza in udienza, tanto della persona offesa (previamente avvertita dal giudice che la sua mancata comparizione sarebbe stata considerata come volontà di conciliare la lite e, quindi, di rimettere la querela) quanto dell’imputato (parimenti avvertito che la sua assenza sarebbe stata considerata come accettazione della remissione della querela), significasse tacita espressione, rispettivamente, di remissione della querela e di accettazione della medesima.
2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso il Procuratore generale presso la Corte di appello di Lecce, sez. dist. di Taranto, deducendo violazione di legge, in forza del principio affermato da Sez. U, n. 46088 del 30/10/2008, Viele, Rv. 241357, secondo cui nel procedimento davanti al giudice di pace instaurato a seguito di citazione disposta dal pubblico ministero, ex art. 20 d.lgs. n. 274 del 2000, la mancata comparizione del querelante – pur

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[1] Cass. S.U. informazione provvisoria n. 18 del 23.06.2016. N.r.g.: 36727/2014.

[2] La Corte richiama gli artt. 152, 90-bis, 340, 555 c.p.p. e l’art. 29 d.lgs. n. 274/00.

[3] Così Cass. sent. n. 8638/2016 che aveva parlato appunto del cosiddetto “favor conciliativo tra le parti”.

[4] Cass. sent. n. 12417/2016 del 23.03.2016.

[5] Art. 531 cod. proc. pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
1 Lug 2016 Mario DI LORENZO

Ai fini del pagamento delle spese processuali, che valenza ha tale remissione?