Querela: come ritirarla?
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6 Ago 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Querela: come ritirarla?

La remissione della querela è l’atto con il quale il querelante, dopo avere presentato la querela, manifesta la volontà di ritirarla. Vediamo come procedere.

 

La querela è l’atto mediante il quale la persona offesa da uno dei delitti per i quali non è disposta la procedibilità d’ufficio (per i quali è prevista la denuncia), manifesta la propria volontà di perseguire penalmente il fatto di reato di cui la stessa è vittima [1].

 

Si ricorda che la procedibilità d’ufficio è la conseguenza di alcuni reati a seguito dei quali l’azione penale deve essere avviata nel momento in cui giunge la notizia del crimine.

 

 

Querela: in cosa consiste il ritiro?

Si parla di remissione (o ritiro) della querela quando il soggetto che ha l’ha presentata in un primo momento contro un reato di cui è stato vittima manifesta la volontà da di non voler più perseguire penalmente l’autore.

 

Si tratta, quindi, di un atto di revoca che, una volta accettato dal querelato, determina la cessazione dell’azione penale precedentemente iniziata e l’estinzione del reato.

 

 

Querela: quando può essere ritirata?

La remissione può essere effettuata in qualsiasi momento (per dirla in termini tecnici, in ogni stato e grado del procedimento), fino a quando non è intervenuta una sentenza di condanna, da intendersi come condanna definitiva, a meno che la legge disponga diversamente.

La remissione, inoltre, non può essere sottoposta a termini o a condizioni.

 

 

Querela: chi può ritirarla?

Il ritiro può essere presentato personalmente dal querelante o dal difensore munito di apposita procura speciale.

Se la persona offesa è deceduta, il diritto di remissione della querela, può essere esercitato anche dagli eredi, se tutti sono d’accordo.

 

 

Querela: quali sono le tipologie di ritiro?

La remissione può essere sia processuale che extraprocessuale [2].

 

Nel primo caso, è fatta in sede di processo, nel corso del giudizio e va effettuata con le stesse forme della rinuncia espressa alla querela, ossia con una dichiarazione con cui la persona offesa dal reato manifesta espressamente – appunto – la volontà di voler rimettere la querela.

 

La remissione extraprocessuale invece, cioè quella resa al di fuori del processo, può essere espressa o tacita; quest’ultima può essere desunta dall’adozione di fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela, fatti che devono essere univoci e non diversamente interpretabili [3]: ad esempio, non conta la mancata comparizione della persona offesa nel dibattimento. Tuttavia, proprio in riferimento a quest’ultima ipotesi, l’assenza del querelante all’udienza può valere come remissione tacita, se lo stesso sia stato previamente ed espressamente avvisato che tale eventuale assenza può essere interpretata come atto tacito di remissione della querela.

 

 

Querela: quando il ritiro diventa efficace?

Affinché la remissione della querela acquisti efficacia, determinando l’estinzione del reato, è necessario che la stessa sia accettata dal querelato, il quale potrebbe invece avere interesse a dimostrare la propria innocenza rispetto ai fatti posti a fondamento dell’imputazione. Proprio in quest’ottica la remissione non produce effetto, se il querelato l’ha espressamente o tacitamente ricusata [4].

 

Analogamente alla dichiarazione di remissione, anche quella di accettazione, se effettuata nel processo, deve rivestire le stesse forme previste per la rinuncia espressa alla querela.

L’accettazione tacita, invece, può essere desunta anche da fatti incompatibili con la volontà di ricusare la remissione.

 

 

Querela: chi paga le spese del ritiro?

Le spese del procedimento, in caso di remissione della querela, gravano sul querelato, salvo diverso accordo delle parti esplicitamente convenuto nell’atto di remissione stesso.

 

Querela: il ritiro è sempre possibile?

L’istituto della remissione non opera nei confronti delle querele riguardanti i casi di violenza sessuale o atti sessuali con minorenni, che rimangono irrevocabili.

Al pari della querela, la remissione si caratterizza per avere effetto estensivo: significa che quella fatta a favore di uno soltanto fra coloro che hanno commesso il reato si estende a tutti, ad esclusione del soggetto che l’abbia ricusata verso il quale non produce effetto.

 

 

Querela: fac simile di un atto di remissione

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di ________

Dichiarazione di remissione della querela

Procedimento n.______

Il sottoscritto ___________________ (indicare tutte le generalità della parte e l’eventuale domicilio eletto presso un difensore)

 

Premesso che:

In data _______________ ha sporto formale querela nei confronti di ________________ (indicare generalità) per il reato previsto e punito dall’art. _______.

E’ ora intenzione del sottoscritto rimettere la suddetta querela

 

Dichiara

ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 340 del codice di procedura penale, di rimettere la querela sporta nei confronti di _______.

Spese a carico del querelato.

Data, città e firma del querelante

 

Dichiarazione di accettazione della remissione della querela

Il sottoscritto ____________ (indicare generalità del querelato) preso atto della dichiarazione di remissione della querela presentata da __________________

 

dichiara

di accettare la remissione della querela.

Data, città e firma del querelato

 


[1] Art. 336 cod. proc. pen.

[2] Art. 152, co. 2, cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 7936, del 1983.

[4] Art. 155 cod. pen.

 


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