Rimborsi IRPEF: come e quando vengono pagati
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30 Giu 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Rimborsi IRPEF: come e quando vengono pagati

Chi vanta un credito di oltre 4.000 euro può scegliere la compensazione o chiedere il rimborso. Ma bisogna aspettare qualche mese.

 

La dichiarazione dei redditi è già stata presentata. Ma i rimborsi IRPEF, per chi vanta un credito, quando arrivano? Meglio aspettare seduti. Dal 2016 l’Agenzia delle Entrate può effettuare dei controlli preventivi sul modello 730. Controlli che devono essere ultimati entro 4 mesi dal termine stabilito per la presentazione della dichiarazione o, se consegnata in ritardo, dalla data in cui è stata inviata dal contribuente. Finiti i controlli, se si ha diritto ad un rimborso, l’Agenzia delle Entrate provvederà al pagamento entro i sei mesi successivi al termine di presentazione della dichiarazione. Cioè, a tra gennaio e febbraio dell’anno prossimo.

 

 

Rimborsi IRPEF: quando scattano controlli e blocco

L’Agenzia delle Entrate effettua il blocco dei rimborsi IRPEF per eseguire un controllo quando il contribuente (o il sostituto di imposta) presenta la dichiarazione dei redditi precompilata con delle modifiche. Gli ispettori verificano la tipologia e l’entità delle variazioni apportate al modello 730, soprattutto se queste modifiche vanno ad aumentare il credito vantato dal contribuente.

 

Se questo credito supera i 4.000 euro, l’Agenzia può effettuare dei controlli preventivi indipendentemente dalla sussistenza di detrazioni per familiari a carico.

 

L’accertamento preventivo, dunque, non avverrà se il contribuente non ha modificato il 730 precompilato. In questo caso, il rimborso IRPEF viene erogato immediatamente in busta paga o sull’assegno della pensione. A meno che il beneficiario abbia scelto la via della compensazione, cioè voglia utilizzare quel credito per pagare altre imposte dovute.

 

Il pagamento dei rimborsi IRPEF avviene, di solito, con la busta paga di luglio per i lavoratori dipendenti e sull’assegno di agosto per i pensionati.

 

 

I rimborsi IRPEF superiori a 4.000 euro

Come accennato prima, i rimborsi IRPEF superiori ai 4.000 euro sono oggetto di verifica preventiva della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se dal controllo emerge che la cifra del rimborso è regolare, il pagamento avviene non più entro 7 mesi ma entro 4 mesi dalla data di scadenza per la presentazione del 730, quindi a partire dal mese di luglio. O, comunque, entro 4 mesi dalla data in cui è stato presentato, se in ritardo.

 

 

Rimborsi IRPEF: contribuenti senza sostituto di imposta

Può succedere che un contribuente, nell’anno in corso, non abbia più un sostituto di imposta, perché ha perso il lavoro o perché, come nel caso di colf e badanti, il datore di lavoro non svolga quella funzione.

Questo contribuente può, comunque, presentare la dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate effettuerà un conguaglio e provvederà, entro la fine dell’anno, al pagamento del rimborso direttamente sul conto corrente del contribuente o con un bonifico domiciliato presso le Poste. Per i rimborsi IRPEF inferiori a 2.999 euro verrà emesso un vaglia cambiario della Banca d’Italia.

 

 

Rimborsi IRPEF in compensazione

Come abbiamo detto, il contribuente può scegliere la compensazione con altri tributi o tasse dovute (Imu, Tasi, ecc.) anziché il rimborso IRPEF in busta paga o sulla pensione. In questo caso deve compilare l’apposita sezione del modello 730.

 

Questa scelta può essere conveniente per chi vanta un credito superiore ai 4.000 euro: scalando da questa cifra le somme destinate ad altre imposte, potrà evitare il controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate ed accelerare i tempi del pagamento.


 


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