Condizionatori d’aria: la detrazione conviene ancora
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30 Giu 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Condizionatori d’aria: la detrazione conviene ancora

Il Governo mantiene l’ecobonus per gli impianti di climatizzazione. Conviene farlo subito: dal 2017 le agevolazioni fiscali si dimezzeranno. Che faccia caldo o no.

 

Per tutto il 2016 il Governo mantiene le detrazioni del 65% e del 50% sui lavori di miglioramento energetico della casa. Anche quelli che riguardano l’installazione di impianti di climatizzazione, quelli che ci fanno stare al fresco e che d’inverno ci fanno stare al caldo. Purché siano ad alta efficienza energetica. Cioè, che oltre a farci risparmiare in bolletta, facciano anche bene all’ambiente.

 

Se avete in mente di installare a casa un condizionatore d’aria ma siete indecisi, sappiate che dal 2017 (a meno che il Governo non decida di spalmare ulteriormente le agevolazioni) le detrazioni fiscali saranno molto meno convenienti: i bonus si ridurranno al 37% e le spese massime verranno dimezzate.

 

 

L’ecobonus sui condizionatori d’aria

Il Governo riconosce l’ecobonus del 65% per tutti gli interventi di efficienza energetica realizzati entro il 31 dicembre 2016. Interventi che comprendono anche alcuni tipi di condizionatori d’aria e che potranno godere di una detrazione fiscale dell’Irpef o dell’Ires su 10 anni e su una spesa massima di 100.000 euro. In pratica, i soldi da recuperare verranno rimborsati in una rata annua per 10 anni.

 

E’ possibile usufruire dell’ecobonus se si installa un condizionatore d’aria con pompa di calore. Un impianto, cioè, che raffredda e riscalda, a seconda della stagione. Unica condizione: che sia ad alta efficienza energetica (l’Agenzia delle Entrate ha delle specifiche tabelle) e che sostituiscano l’impianto di riscaldamento esistente.

 

La detrazione Irpef o Ires è pari al 65% della spesa sostenuta e viene rimborsata su 10 anni con quote di pari importo. Attenzione, però: la detrazione non è cumulabile con quella del 50% per altri interventi simili. Vuol dire che se il contribuente già usufruisce di questa detrazione per un altro intervento simile (ad esempio una stufa a pellet acquistata in precedenza), la detrazione si fermerà al 50%. Sono, comunque, detraibili le spese legate ai lavori, di progetto e amministrative, con un limite di spesa di 30.000 euro.

 

Per usufruire della detrazione, è necessario pagare tramite bonifico bancario o postale, indicando la causale relativa ai lavori fiscalmente detraibili. Sul bonifico, inoltre, occorre allegare il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva del rivenditore. Vengono accettati anche i pagamenti con carta di credito.

 

 

Bonus 2016 sui condizionatori: quanto valgono

Il valore dei bonus sui condizionatori dipende dal tipo di climatizzatore e dall’impianto.

 

Condizionatori con ristrutturazione edile: la detrazione è del 50% sul prezzo del climatizzatore, purché sia a risparmio energetico.

 

Condizionatori a risparmio energetico in sostituzione di un impianto di riscaldamento: la detrazione è pari al 65% dei lavori sostenuti con un tetto di spesa di 46.154 euro.

 

Condizionatori con bonus mobili. Sono quelli installati quando si realizza una ristrutturazione edilizia straordinaria. Se rientrano almeno nella classe energetica A+ la detrazione fiscale è del 50% sui costi sostenuti.

 

Bonus condizionatore senza ristrutturazione. Interessa chi non ha fatto alcun lavoro in casa ma ha soltanto chiesto l’installazione di un impianto di climatizzazione. In questo caso, la detrazione è del 50% su 10 anni.

 

Importante anche il calcolo dell’Iva agevolata: l’imposta è del 10% e non del 22%, in quanto il condizionatore d’aria è considerato un bene significativo. Fate bene i conti, però: il 10% viene calcolato non sul costo totale del condizionatore ma sulla differenza tra il valore complessivo del servizio e il costo dell’apparecchio.


 


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