Vittime di attentati: c’è un risarcimento?
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6 Ago 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Vittime di attentati: c’è un risarcimento?

Il terrorismo sconvolge anche i Paesi più vicini all’Italia. L’ultimo pensiero, appena successo il fatto, è quello del risarcimento. Ma è un diritto di chi ne è rimasto coinvolto.

 

Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, Istanbul. Il terrorismo colpisce ovunque e chiunque. Passato lo choc, restano i problemi per chi ha perso una persona cara o per chi è rimasto ferito. Problemi psicologici, certo, ma anche di natura economica. Difficile, in quei momenti, pensare ad un risarcimento per i danni subiti da un attentato terroristico. Difficile ma necessario. Perché ne si ha diritto.

 

Esiste, infatti, una normativa a tutela di chi rimane coinvolto in un reato violento. Che sia un’autobomba, che sia una rapina legata ad un successivo attentato (mi rubano il cellulare, con quel cellulare fanno scoppiare una bomba). L’Italia, purtroppo, non è allineata all’Europa a livello di normative in materia. Tant’è che la Commissione Europea ha chiesto a Palazzo Chigi di adeguarsi. Soprattutto per quanto riguarda i danni subiti da un italiano all’estero.

 

Chi sono le vittime del terrorismo

La principale normativa italiana di riferimento [1] prevede una serie di aiuti economici, fiscali e previdenziali concessi dal Ministero dell’Interno e identifica in questi soggetti le vittime di terrorismo:

 

 

– I cittadini italiani, stranieri o apolidi deceduti o feriti in atti terroristici o di criminalità a stampo mafioso che si sono verificati nel territorio italiano dal 1 gennaio 1961;

 

– I cittadini italiani residenti in Italia vittime di atti terroristici che si sono verificati all’estero dal 1 gennaio 1961;

 

– Le vittime della strage di Ustica e della cosiddetta banda della Uno bianca;

 

– Le vittime della criminalità organizzata, del dovere e i sindaci caduti nell’espletamento delle loro funzioni;

 

– I cittadini incorsi in azioni criminose compiute in Italia in via ripetitiva ed in luoghi pubblici;

 

– I familiari superstiti delle vittime di eventi terroristici, della criminalità organizzata e del dovere.

 

 

I benefici alle vittime del terrorismo

A tutti loro (e ai loro familiari) sono concessi benefici di natura economica e non economica.

 

I benefici di natura economica prevedono 200.000 euro (in caso di decesso) oppure 2.000 euro per ogni punto percentuale di invalidità in base alla tabella Inail.

 

E’ contemplato, inoltre, un assegno vitalizio non reversibile esente da Irpef.

 

Per quanto riguarda i benefici di natura non economica, la legge concede delle agevolazioni in ambito pensionistico, il collocamento obbligatorio con preferenza e precedenza a parità di titoli, l’esenzione del pagamento del ticket per qualsiasi tipo di prestazione sanitaria e la riserva di posti per l’assunzione ad ogni livello e qualifica.

 

 

Risarcimento in caso di attentato su aerei o navi

In caso di attentato terroristico a bordo di un aereo o di una nave, bisogna fare capo alle Convenzioni di Montreal e di Atene e al Regolamento europeo in materia di trasporto marittimo [2]. Esempio (tragico ma necessario per capire): in caso di attentato terroristico a bordo di un aereo, la compagnia dovrà risarcire i parenti con 100.000 DSP (Diritti Speciali di Prelievo, valuta del Fondo Monetario Internazionale), pari a circa 125.000 euro. Il risarcimento viene riconosciuto per il solo fatto che il passeggero sia deceduto a bordo dell’aereo.

 

 

Risarcimento in caso di reato violento all’interno dell’Ue

In base alle direttive europee, le vittime di un reato violento all’interno di un Paese dell’Unione Europea devono essere indennizzate in maniera equa e adeguata allo Stato in cui è avvenuto l’attentato. Questo vuol dire che lo stesso fatto di cui rimane vittima un italiano, commesso in Francia, in Spagna o in Germania, deve avere lo stesso risarcimento di un reato violento compiuto in Italia.

 

E qui c’è da fare una precisazione importante: la vittima di un reato violento commesso in Italia non ha gli stessi diritti della vittima di un attentato terroristico. Se quest’ultima può avere il risarcimento già citato e stabilito dalla legge, chi subisce un reato violento deve fare i conti con il criterio del giudice.

 

Non a caso, la Commissione Europea ha contestato all’Italia l’inadeguatezza della legislazione in materia. In sostanza, secondo Bruxelles, Roma dovrebbe adeguarsi alla normativa che tutela le vittime dei reati violenti, ovunque accadano, purché all’interno dell’Unione.


[1] Legge 206/2004.

[2] Regolamento europeo n. 725/2004.

 


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