Pergolati, gazebo, tende da sole: si possono istallare sempre e comunque?
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2 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Pergolati, gazebo, tende da sole: si possono istallare sempre e comunque?

Istallare un pergolato, un gazebo o altre strutture simili per esterni comporta la necessità di autorizzazioni e permessi ma anche di un tecnico di fiducia. Vediamo come procedere.

 

Per vivere maggiormente gli spazi esterni, come terrazzi e balconi, spesso si utilizzano tende da sole, tettoie, pergolati o addirittura verande. E’ noto però che, a seconda del tipo di struttura che si installa, bisogna richiedere delle autorizzazioni al Comune di appartenenza o al condominio in cui si risiede.

 

Individuare la categoria a cui è assimilabile l’opera che si vuole realizzare è importante per determinare quale sia il titolo abilitativo adeguato e non incorrere in un abuso, seppur inconsapevole.

 

In merito a pergolati, pensiline e tettoie, le definizioni e le autorizzazioni da richiedere variano da Comune a Comune, non essendoci una normativa chiara e unitaria a livello nazionale. Quindi è bene consultare il Regolamento Edilizio del proprio Comune e richiedere la consulenza di un tecnico abilitato per il proprio caso specifico.

 

 

Manufatti per esterni: come vengono considerati?

In generale, quasi tutti i regolamenti edilizi comunali contengono le proprie definizioni di pergolati, gazebo e altri simili manufatti, le quali – a propria volta – si rifanno alle definizioni contenute nella rispettiva normativa regionale.

 

Ad ogni modo, le strutture di tal genere sono considerate facilmente rimovibili, perché la loro installazione non richiede grosse opere di trasformazione del territorio (come la costruzione di plinti o palificate di fondazione): ciò risulta particolarmente rilevante, perché l’iter burocratico sarà molto meno gravoso di quello richiesto, ad esempio, per la costruzione di un edificio, con notevole risparmio di tempo e spese per imposte, oneri concessori e onorari dei professionisti coinvolti.

 

Solitamente, un pergolato o gazebo privo di chiusure laterali e con copertura costituita da un telo retrattile non rientra nel calcolo della superficie utile o accessoria (cioè quella destinata agli spazi di servizio che contribuiscono a migliorare la qualità dell’abitare), e quindi la sua installazione non è soggetta al pagamento del costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria.

 

Al contrario una struttura da esterni con telo fisso (cioè stabilmente legato o ancorato alla struttura portante) e impermeabile (ad esempio di pvc) può essere classificata come tettoia e quindi rientrare nel calcolo della superficie accessoria. Inoltre, a volte, le chiusure laterali formate da membrane avvolgibili di pvc sono assimilate a veri e propri tamponamenti e perciò costituiscono un involucro edilizio a tutti gli effetti, dotato di volume e superficie (e quindi soggetto al pagamento del costo di costruzione – contributo commisurato, in percentuale, al costo dell’edilizia convenzionata – e degli oneri di urbanizzazione dovuti al Comune per contribuire alle spese da questo sostenute per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria come strade e parcheggi  e secondaria come asili e scuole, necessarie per la vita della collettività).

 

 

Manufatti per esterni: cosa si può fare e cosa no?

Anche se le prescrizioni sulle caratteristiche tecniche dei manufatti sono molto variabili da Comune a Comune, pur con gli opportuni distinguo è comunque possibile affermare che in generale:

 

– sono ammessi solo pergolati di forma quadrata o rettangolare, mentre talvolta sono ammessi anche gazebo rotondi, ottagonali o simili;

 

– sono previste dimensioni e/o superfici massime per ogni singolo manufatto;

 

– non sono ammesse le fondazioni, ma è comunque possibile ancorare il manufatto al terreno o a una pavimentazione preesistente, ad esempio tramite piastre metalliche e bulloni o tirafondi;

 

– la copertura può essere costituita unicamente da vegetazione (ad esempio rampicanti) oppure da teli retrattili di tessuto permeabile;

 

– non sono ammesse le chiusure laterali, ad esempio costituite da tramezzi in legno o vetrate scorrevoli, anche se in alcuni Comuni è possibile dotare i pergolati di membrane avvolgibili di pvc trasparente.

 

 

Manufatti per esterni: che distanze e quali adempimenti bisogna rispettare?

Spesso (ma non mancano tuttavia parecchie eccezioni in senso contrario), un pergolato, gazebo o altro simile manufatto non è soggetto al rispetto delle distanze minime dai confini del lotto o altri edifici previste dal regolamento comunale, ma solamente a quanto prescritto dal codice civile.

 

Solitamente l’installazione di un pergolato o gazebo, purché privo di qualsiasi chiusura laterale e/o copertura fissa, rientra nell’ambito della manutenzione straordinaria, e quindi per la sua installazione, a seconda dei casi, è richiesta la presentazione di una Comunicazione di Inizio Lavori per manutenzione straordinaria (CIL o CILA) oppure di una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

 

A volte, tuttavia, e ovviamente in base alle caratteristiche del manufatto (altezza, peso, dimensioni in pianta, ecc…), può essere necessaria anche la presentazione di una pratica antisismica e/o il deposito del progetto strutturale completo di calcoli e relazioni: ad esempio la normativa dell’Emilia Romagna in materia di prevenzione del rischio sismico considera priva di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici l’installazione di pergolati di altezza media 3 m, realizzati con strutture (in legno, elementi metallici, ecc…) aventi peso proprio (G1) ≤ 0,25 kN/m2; tutti i manufatti con caratteristiche superiori sono quindi obbligatoriamente soggetti al deposito del progetto strutturale.

 

 

Manufatti per esterni: a chi rivolgersi?

In base a quanto detto, è altamente consigliabile che chi intende installare un pergolato o gazebo nel proprio giardino o terrazzo si rivolga a un tecnico abilitato (architetto, ingegnere o geometra), incaricandolo di eseguire tutti gli adempimenti necessari (verifica preliminare della normativa regionale e comunale e successiva stesura e presentazione della pratica edilizia per l’installazione). Egli compirà un’accurata analisi del Regolamento Edilizio e del Piano Regolatore Generale (tavole cartografiche e Norme Tecniche di Attuazione). In tal modo, sarà nelle condizioni di valutare se l’edificio in cui verrà installato il manufatto è gravato da vincoli, come ad esempio il vincolo di beni culturali, e di verificare se il manufatto già eventualmente scelto dai committenti risulta conforme alle prescrizioni, scegliendone la collocazione più opportuna in relazione alle minime distanze richieste dai confini del lotto e/o dagli edifici vicini.

 

In caso di prescrizioni poco chiare o comunque soggette a possibili interpretazioni non univoche, procederà a uno o più colloqui di chiarimento con i tecnici del Comune.

 

Il passo successivo sarà quello di individuare la pratica edilizia richiesta per l’installazione e la verifica dell’eventuale necessità di depositare il progetto strutturale.


 


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