Condominio: le nuove regole per il riscaldamento
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2 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Condominio: le nuove regole per il riscaldamento

Secondo la nuova riforma condominiale, chi vuole si potrà sganciare dall’impianto di riscaldamento centralizzato con un notevole risparmio sulla bolletta. Al via anche il contacalorie.

 

Il riscaldamento centralizzato è una delle forme di riscaldamento più diffuse in Italia, nell’ambito degli edifici condominiali. Serve all’intero palazzo e non può essere regolato autonomamente così come avviene con l’impianto di riscaldamento autonomo. La legge assegna la responsabilità della sicurezza e della gestione dell’impianto all’amministratore del condominio che ha anche il dovere di avvisare tutti i condomini dell’adeguamento.

 

 

Riscaldamento condominiale: quali sono le nuove norme?

La riforma del condominio [1] ha inciso anche in questa materia, sancendo nuove regole per il riscaldamento centralizzato.

 

Gli inquilini possono, ora, staccarsi dal riscaldamento centralizzato quando vorranno, non essendo necessario chiedere il parere positivo all’assemblea.

 

Chi, però, sceglie l’autonomia in materia deve assicurarsi di non provocare squilibri di funzionamento o in qualche modo aumentare la spesa del gas degli altri condomini. Inoltre, deve sempre continuare a pagare i costi derivati della manutenzione straordinaria dell’impianto di riscaldamento centralizzato condominiale.

 

Ma non è tutto: la legge impone l’obbligo di installare sui caloriferi un sistema di contabilizzazione del calore per consentire ai condomini di pagare davvero ciò che consumano. Il cosiddetto “contacalorie” va installato entro i limiti di legge.

 

 

Riscaldamento condominiale: in cosa consiste il conta calorie?

La contabilizzazione del calore è un sistema che permette di ripartire le spese di riscaldamento in modo equo: il pagamento del riscaldamento verrà eseguito in base al consumo effettivo di ciascun utente.

 

In questo modo, i singoli abitanti potranno sfruttare i vantaggi di un impianto centralizzato e, al contempo, fruire della libertà di un impianto autonomo mediante la termoregolazione e il cronotermostato. Grazie a delle valvole termostatiche sarà possibile misurare il calore emesso da ogni calorifero, controllare e regolare la temperatura in ogni singola stanza dell’intero condominio.

 

 

Riscaldamento condominiale: cosa comporta la riforma?

Essere autonomo dall’impianto centralizzato ha i suoi vantaggi, consentendo ai condomini di razionalizzare i propri consumi e di diminuire la propria spesa energetica. Va ricordato al riguardo che in Italia il 30% della spesa energetica dipende dalle nostre abitazioni; più del 50% di tale consumo è prodotto dal riscaldamento.

 

 

Riscaldamento condominiale: come usarlo bene?

Imparare a utilizzare bene i termosifoni porta a un risparmio sicuro. Spesso è sufficiente, infatti, regolare la temperatura dell’impianto a 19° C. Per ogni grado in più i consumi aumentano dell’8%, quindi è meglio abbassare la temperatura di 1-2 gradi e indossare un maglioncino che riscaldare in eccesso la casa e pagare di più.


[1] L. n. 220, dell’11.12.2012, entrata in vigore il 18.06.2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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