L’offerta al pubblico e l’accettazione della proposta contrattuale
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2 Lug 2016
 
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Edizioni Simone
 


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L’offerta al pubblico e l’accettazione della proposta contrattuale

L’offerta diretta al pubblico; l’accettazione: nozione, requisiti; l’accettazione tacita; il contratto tra persone lontane.

 

 

Offerta al pubblico

È un particolare tipo di «proposta» consistente in un’offerta diretta al pubblico, cioè in incertam personam, e fatta col sistema dei pubblici proclami affinché sia eventualmente accettata da persona cui essa convenga (MESSINEO). Da un punto di vista pratico il requisito della pubblicità si intende soddisfatto da ogni forma che renda l’offerta facilmente conoscibile al pubblico: come la pubblicità sui giornali, l’affissione di manifesti murali etc. Anche l’offerta di dolciumi o sigarette attraverso un apparecchio automatico rientra nella figura dell’offerta al pubblico. L’offerta al pubblico costituisce proposta revocabile: non è necessario che la revoca giunga a conoscenza di tutti coloro che hanno preso cognizione della proposta, ma è sufficiente che sia fatta nella stessa forma della proposta (art. 1336).

 

L’offerta deve essere completa, cioè contenere gli elementi essenziali del contratto alla cui conclusione è diretta; in caso contrario, non è suscettibile di accettazione e vale come invito a trattare. La differenza tra l’offerta e la promessa al pubblico può essere così sintetizzata: — l’offerta è un atto prenegoziale e costituisce il nucleo di un eventuale e futuro contratto che si perfezionerà soltanto con l’accettazione; — la promessa è, invece, secondo l’opinione dominante, un vero e proprio negozio giuridico, fonte di obbligazione, e vincola il promittente indipendentemente dall’accettazione, appena resa pubblica.

 

 

L’accettazione

È la dichiarazione diretta al proponente che contiene l’accoglimento della proposta.

 

L’accettazione deve essere:

 

— tempestiva, in quanto deve pervenire entro un congruo termine, quale quello fissato dal proponente o reso necessario dalla natura dell’affare o dagli usi;

— pienamente conforme a tutte le clausole contenute nella proposta: se è anche parzialmente difforme, o se giunge a conoscenza del proponente oltre il termine pattuito o ordinariamente necessario, vale solo come controproposta (art. 1326);

— deve avere la forma richiesta dal contratto che si vuole concludere e deve essere fatta alla persona del proponente o ad un suo rappresentante (perché è dichiarazione recettizia);

— anche l’accettazione può essere revocata (o ritirata) purché la revoca giunga al proponente prima dell’accettazione stessa (art. 1328, co. 2°).

 

 

Accettazione tacita

Si ha qualora l’esecuzione immediata del contratto sia richiesta dal proponente o dalla natura dell’affare o dagli usi (a meno che anche in questi ultimi casi non sia espressamente esclusa dal proponente). Ad es.: scrivo ad un libraio di spedirmi un certo libro, senza necessità di preventiva risposta. In questi casi il contratto si conclude nel tempo e nel luogo in cui ha inizio l’esecuzione (art. 1327) ed il proponente non potrà revocare la proposta dopo che l’altra parte abbia iniziato ad eseguire la prestazione richiesta. L’accettazione tacita, comunque, deve risultare da un comportamento manifesto ed inequivocabile e non da una mera dichiarazione.

 

 

Il contratto tra persone lontane

Mentre nessun problema pratico sorge quando i contraenti sono vicini, ossia in grado di percepire direttamente proposta e accettazione, occorre esaminare il caso in cui essi sono lontani e debbono comunicare per corrispondenza o attraverso un nuncius.

 

Poiché, ovviamente, trascorre del tempo fra l’emissione dell’accettazione, il suo invio e l’arrivo di essa al proponente, occorre accertare il momento del perfezionamento del contratto. Il nostro legislatore ha adottato un sistema intermedio fra quello dell’arrivo dell’accettazione (teoria della ricezione: art. 1335) e quello dell’effettiva conoscenza (teoria della cognizione: art. 1326, co. 1°): il principio della cognizione, infatti, è stato temperato con la presunzione che l’accettazione diretta ad una persona si ritiene conosciuta da questa se è giunta all’indirizzo del destinatario (teoria della ricezione); si tratta, tuttavia, di una presunzione iuris tantum: cioè il destinatario può provare di non averla conosciuta, senza sua colpa. Si ricordi che non occorre la trasmissione dell’accettazione:

 

— se il proponente non richiede una preventiva risposta o la risposta è esclusa dalla natura dell’affare o degli usi: l’accettazione, in tal caso, può essere manifestata con l’esecuzione della prestazione;

— nel caso di contratto con obbligazione del solo proponente (art. 1333).

 

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