Assegno di ricollocazione 2016 per i disoccupati da oltre 4 mesi
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3 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Assegno di ricollocazione 2016 per i disoccupati da oltre 4 mesi

Nuovo assegno di ricollocazione e politiche attive del lavoro: le misure a favore dei disoccupati che stanno per entrare in vigore.

 

In arrivo il nuovo assegno di ricollocazione, una misura a favore dei disoccupati percettori di Naspi (l’attuale indennità di disoccupazione, che sostituisce Aspi e mini Aspi) che, dopo 4 mesi dalla cessazione del precedente rapporto, non hanno ancora trovato un nuovo impiego.

L’assegno di ricollocazione sarà un sussidio indipendente dalla Naspi o dall’Asdi (l’assegno di disoccupazione, un’indennità ulteriore che spetta a chi ha terminato la Naspi, se si trova in particolari condizioni di difficoltà), erogato sotto forma di voucher: vediamo, nel dettaglio, l’ammontare e la durata del trattamento ed i servizi per l’impiego offerti.

 

 

Assegno di ricollocazione: ammontare

L’assegno sarà erogato sotto forma di voucher, ma non sarà uguale per tutti: in particolare, andrà da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 4.000 euro, a seconda del profilo di occupabilità del beneficiario.

Il profilo di occupabilità, in particolare, dipenderà da una valutazione fatta dal centro per l’impiego sulla base di vari parametri che possono comportare maggiori difficoltà nel trovare un nuovo impiego, come competenze, esperienza pregressa, zona di residenza ed età dell’interessato.

 

 

Voucher di ricollocazione: a che cosa serve

Una volta definito l’ammontare del voucher, il disoccupato potrà decidere se spenderlo nel proprio centro per l’impiego o in un’agenzia per il lavoro accreditata dalla Regione di residenza. Dopo aver scelto l’agenzia o l’ente che si occuperà di assisterlo nella ricerca di un nuovo impiego, il lavoratore sarà inserito in un percorso finalizzato a trovare una nuova occupazione ed affiancato da un tutor o job advisor.

L’agenzia o il centro per l’impiego potranno essere remunerati tramite voucher solo una volta trovata la nuova occupazione per il beneficiario, o a seguito di un concreto risultato ottenuto.

Nulla sarà dunque riconosciuto a seguito della sola assistenza e consulenza: la remunerazione legata al risultato è finalizzata a rendere la misura maggiormente incisiva e vincolante per l’ente che segue il disoccupato.

Il lavoratore, in ogni caso, non dovrà inserire nella dichiarazione dei redditi quanto percepito con i voucher, poiché si tratta di un reddito esente da tassazione.

 

 

Voucher e patto di servizio

Il patto di servizio, cioè il documento che il lavoratore deve firmare e al quale deve attenersi per ricevere la Naspi, l’Asdi o la Dis-Coll (disoccupazione per i cococo), durante il periodo di erogazione del voucher è sospeso. Il patto di servizio, nel dettaglio, contiene un dettagliato programma che il disoccupato deve seguire: può prevedere, ad esempio, percorsi di formazione, incontri di orientamento, incontri per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di un lavoro. Se il disoccupato diserta gli incontri, è sanzionato in modo pesante, a seconda del numero di assenze, sino alla decadenza dall’indennità e dallo stato di disoccupazione.

Gli obblighi, nel caso dell’assegno di ricollocazione, ricadono invece sull’agenzia o sul centro per l’impiego che segue il lavoratore, in quanto sono gli enti, non il disoccupato, i destinatari finali della prestazione.

 

 

Voucher: da quando saranno disponibili?

Ad oggi non sono ancora state definiti né i criteri per determinare l’ammontare effettivo dell’assegno di ricollocazione, né i profili di occupabilità relativi: dovrà, a tal fine, essere adottata una delibera del consiglio di amministrazione dell’Anpal (l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), che dovrà essere approvata dal Ministro del lavoro e delle Politiche sociali.


 


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