Il contratto per persona da nominare
Professionisti
7 Lug 2016
 
L'autore
Edizioni Simone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Il contratto per persona da nominare

Contratto per persona da nominare: nozione, dichiarazione di nomina, natura giuridica; conflitti tra aventi diritto sullo stesso oggetto.

 

 

Nozione

Si ha contratto per persona da nominare quando, al momento della conclusione di un contratto, una parte si riserva la facoltà di nominare la persona nella cui sfera giuridica il negozio deve produrre effetti (art. 1401). Con l’atto di nomina (cd. electio amici) il terzo subentra, quale parte sostanziale del contratto, in sostituzione o in aggiunta allo stipulante acquistando con effetto retroattivo diritti ed obblighi derivanti dal contratto (art. 1404) (BIANCA).

 

In particolare, il contratto per persona da nominare è sorto per soddisfare una duplice esigenza: consentire a certe persone, dotate di ingenti mezzi economici, di partecipare alle aste pubbliche senza esporre il proprio nome e di pagare un unico tributo per il trasferimento del diritto nonché permettere a taluno di concludere tempestivamente un affare riservandosi la possibilità di mantenere una posizione di intermediazione, evitando in tal modo un duplice pagamento di tributi (MIRABELLI, GAZZONI).

 

 

La dichiarazione di nomina

La dichiarazione di nomina, per avere effetto, deve essere:

 

– comunicata all’altra parte nel termine di tre giorni dalla stipulazione del contratto, salvo che le parti stesse non abbiano stabilito un termine diverso (art. 1402);

 

– preceduta da una procura anteriore alla stipulazione del contratto ovvero accompagnata dall’accettazione della persona nominata;

 

– espressa nella stessa forma che le parti hanno usato per il contratto anche se si tratta di una forma non prescritta dalla legge.

 

A tal proposito bisogna poi distinguere:

 

— se la dichiarazione di nomina è conforme ai requisiti suddetti, la persona nominata acquista retroattivamente, ossia dal momento della stipulazione, i diritti e assume gli obblighi derivanti dal contratto;

 

— se invece la dichiarazione di nomina non è fatta validamente nel termine stabilito, il contratto produce i suoi effetti tra i contraenti originari (art. 1405).

 

 

Natura giuridica

Secondo MESSINEO, la fonte dell’imputazione risiede nella designazione alternativa che spetta allo stipulante, analogamente a quanto avviene nelle obbligazioni alternative (teoria della concentrazione soggettiva).

Per GAZZONI è preferibile parlare di facoltà alternativa di sostituzione nel rapporto, dal momento che il contratto nasce sempre e solo tra promittente e stipulante ed è esclusa ogni forma di alternatività.

Secondo altri autori (SANTORO-PASSARELLI, TORRENTE) si tratta di una forma di rappresentanza «in incertam personam», poiché chi agisce non riferisce il nome della persona da nominare.

Secondo BIANCA, il contratto per persona da nominare si identifica nell’autorizzazione che una parte concede all’altra di mutare nel proprio interesse la titolarità del rapporto contrattuale con effetto retroattivo.

 

 

Conflitti fra aventi diritto sullo stesso oggetto

Si parla di conflitto quando il dante causa cede un suo diritto a due soggetti: prima a Tizio e poi, con successivo contratto, a Caio; in tale ipotesi occorre accertare quale dei due debba essere considerato dalla legge il nuovo titolare del diritto.

 

Si parla di opponibilità del contratto per indicare la prevalenza del titolo contrattuale di acquisto sul titolo vantato dal terzo (BIANCA). Secondo BIANCA, l’opponibilità è una manifestazione dell’efficacia riflessa del contratto rispetto ai terzi; per GAZZONI, invece, è necessario distinguere tra efficacia e opponibilità, in quanto quest’ultima è sempre diretta nei confronti dei terzi, mentre l’efficacia riguarda in modo diretto soltanto la posizione dei contraenti.

 

In via generale, si applica la regola della priorità nella conclusione del contratto (prior tempore potior iure), per cui viene preferito colui al quale il diritto è stato attribuito per primo: infatti chi si è già spogliato di un diritto non può disporre dello stesso a favore di altri. Tuttavia le esigenze di protezione della buona fede e dell’affidamento, nonché quelle di favorire la circolazione dei beni, introducono notevoli eccezioni a quel principio per cui:

 

— nel caso di acquisto di beni mobili (non registrati) è preferito chi per primo ne ha acquistato il possesso in buona fede;

 

— nel caso di diritti immobiliari (o mobili registrati) è preferito chi per primo ha curato la trascrizione del titolo (vedi infra);

 

— nel caso di diritti personali di godimento (es.: locazione) è preferito chi, per primo, ha conseguito il godimento della cosa (art. 1380).

 

Il contraente sacrificato ha diritto al risarcimento dei danni nei confronti della parte che ha disposto dello stesso diritto a favore di più soggetti.

 

Manuale-di-Istituzioni-di-Diritto-Privato


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti