Canone Rai: addebito sulla bolletta della luce. Modalità
Lo sai che?
4 Lug 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Canone Rai: addebito sulla bolletta della luce. Modalità

La circolare dell’Agenzia delle Entrate 21 giugno 2016, n. 29/E chiarisce le modalità di addebito del canone Rai in base al tipo di contratto di fornitura dell’energia elettrica.

 

Come avverrà l’addebito del canone Rai e, soprattutto, in quale bolletta della luce ci sarà l’aggiunta di 10 euro al mese a titolo di rate sull’imposta annuale dovuta per la detenzione di televisioni? I chiarimenti sono stati forniti, di recente, dall’Agenzia delle Entrate con una apposita circolare.

 

La circolare delle Entrate (qui scaricabile come documento allegato) specifica le regole di individuazione delle utenze residenziali addebitabili e quelle per determinare l’importo del Canone Rai in relazione alle varie casistiche, alla luce della Legge di Stabilità 2016 [2], che ha introdotto la nuova modalità di riscossione del Canone stesso con addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica. Ma procediamo con ordine.

 

 

Il primo addebito del canone Rai

A luglio, arriverà il primo addebito pari a 70 euro (secondo la legge di Stabilità in sede di prima applicazione nella bolletta di luglio si troverà una sorta di conguaglio del costo dell’abbonamento televisivo dei primi sette mesi, successivamente l’importo conteggiato in ogni bolletta sarà di 10 euro), ma nel caso in cui si sia presentata la autocertificazione, entro il 16 maggio 2016, si sarà esonerati dal pagamento del canone Rai, per tutto il 2016. Mentre, se ci si era dimenticati e si è presentata l’autodichiarazione entro il 30 giugno 2016, allora si sarà esonerati dal pagamento solo per il secondo semestre del 2016 (luglio-dicembre). L’importo dovuto in questo caso, secondo la circolare dell’Agenzia delle entrate [1] dovrà essere pari a 51,03 euro e non a 70 euro [2].

 

La presunzione di possesso della televisione

Nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica si presume la detenzione di un apparecchio televisivo, che costituisce presupposto dell’obbligo di pagamento del canone.

 

Il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate; le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre.

 

 

Individuazione delle utenze residenziali

Le utenze di fornitura elettrica su cui viene addebitato il canone Rai sono individuate considerando la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza, come desumibile dai:

  • contratti del tipo “clienti residenti” (clienti domestici che applicano le tipologie tariffarie D1, D2 e D3 per i contratti conclusi dal 2016) per i quali l’utente ha dichiarato la propria residenza nel luogo di fornitura,
  • e dai contratti del tipo “altri clienti domestici” (clienti domestici cui si applica la tariffa D3 per contratti conclusi fino al 2015), relativamente ai quali la coincidenza del luogo di residenza con quello di fornitura dell’energia elettrica è individuata in base al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria.

 

Le utenze cui si applicano le tariffe D1 o D2, per le quali sono previsti soli usi domestici residenziali, sono addebitabili con l’eccezione di quelle associate esclusivamente a codici fiscali numerici a 11 cifre.

 

Le utenze cui si applica la tariffa D3, per la quale sono previsti anche utilizzi diversi da quelli domestici residenziali, sono addebitabili se risultano residenziali e associate a codici fiscali alfanumerici, anche in seguito all’allineamento delle banche dati previsto dall’articolo 2, comma 1, del Regolamento.

Le utenze cui si applica la tariffa D3 per contratti conclusi fino al 2015, per le quali la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza è individuata in base alle informazioni disponibili nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria (c.d. allineate), rimangono addebitabili indipendentemente dalle informazioni sulla residenza eventualmente contenute nei flussi periodicamente inviati dall’impresa elettrica fornitrice con riguardo alle medesime utenze.

 

 

Presenza di più utenze residenziali

Nel caso in cui per uno stesso codice fiscale vi siano più contratti della luce e, per essi, si verifichi la coincidenza del luogo di residenza con quello di fornitura, il canone è addebitato su una sola di esse.

 

Se la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura, rientranti uno nella tipologia “clienti residenti” e l’altro (o gli altri) nella tipologia “altri clienti domestici”, si considera addebitabile la fornitura della tipologia “clienti residenti” indipendentemente dalla data di attivazione. In altri termini, prevale la fornitura per cui l’utente ha dichiarato la residenza all’impresa elettrica rispetto alla fornitura per cui la coincidenza con la residenza è individuata in base alle informazioni disponibili nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria.

Se la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura rientranti tutti nella tipologia “clienti residenti”, si considera addebitabile la fornitura con attivazione più recente o, in mancanza, con la data di inserimento nel Registro Centrale Ufficiale2 (RCU) più recente, indipendentemente dalla tipologia tariffaria.

 

 

Volture e switch

Per quanto riguarda volture e switch (cessazione di un contratto di fornitura con un’impresa elettrica e stipula del contratto di fornitura con un’altra impresa elettrica da parte dello stesso cliente finale), le volture mortis causa non comportano di per sé modifiche nell’addebito del canone, salvo che il codice fiscale entrante non abbia già un’utenza addebitabile e salva l’esistenza di cause di non addebito.

 

Lo switch non ha di per sé conseguenze sull’addebito, rimanendo attiva nei riguardi di uno stesso cliente finale una fornitura compresa nelle tipologie addebitabili.

 

In sede di prima applicazione, nella prima fattura successiva al 1° luglio 2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute; di conseguenza, costituiscono utenze addebitabili solo quelle che risultino residenziali e attive in tale data.

 

 

Importi da addebitare

L’importo che sarà addebitato è stabilito per il 2016 in complessivi cento euro, tenendo conto delle disposizioni sulla misura e sul pagamento del canone previste dalla legge, anche per applicare l’Iva e le tasse di concessione governativa.

 

Come detto in apertura, per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica residenziale, il relativo pagamento avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture scadenti successivamente alla scadenza delle rate, quale il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio a ottobre e si tiene conto dell’effettuazione del pagamento tramite addebito sulla pensione o con altre modalità, e delle esenzioni previste dalla legge.

Infine, oltre all’importo del canone per il 2016 per il rinnovo degli abbonamenti e per i nuovi, la circolare indica poi in quattro tabelle rispettivamente le rate da addebitare per utenze già attive nell’anno 2016, per utenze di nuova attivazione nell’anno 2016, del canone dovuto per il primo semestre del 2016, e casi particolari per il primo anno di addebito.


[1] Agenzia delle Entrate, circolare n. 29/E del 21.06.2016.

[2] Molte istanze, sebbene inviate a ridosso della scadenza del 30 giugno non sono ancora state trasmesse ad Acquirente unico per i conteggi della fatturazione. La conseguenza è che sarà possibile che questi contribuenti, sebbene in regola con l’adempimento, si troveranno in bolletta attribuite le 70 euro del canone. Questo perché, Acquirente unico, non avrà i dati dei clienti in questione nei tempi utili per poterli passare alle società elettriche in tempo per l’elaborazione della prima bolletta (anche perché il 4 luglio è partita l’ultima tranche di dati da parte di Acquirente unico verso le società elettriche). In questo caso, però, si dovrà pagare l’intero importo, ma come confermato da Acquirente unico, nella seconda fattura, ciò quella di agosto-settembre, i contribuenti in questione si vedranno rimborsati i 18,97 euro che non erano dovuti, visto che avevano presentato l’autodichiarazione.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti
9 Lug 2016 alberto orlando

sino ad oggi il canone rai e’ intestato a me ma luce a mia moglie conviviamo da 52 da cogniugi cosa dobbiamo fare oggi