Premi di risultato e welfare aziendale: la tassazione
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4 Lug 2016
 
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Premi di risultato e welfare aziendale: la tassazione

Agevolazioni fiscali per i lavoratori dipendenti: la circolare dell’Agenzia Entrate 15 giugno 2016, n. 28/E spiega le tasse applicabili sui premi di produttività.

 

Premi di produttività per i lavoratori dipendenti: con le recenti modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2016 [1], arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate contenuti in una recente circolare (qui scaricabile in formato integrale [2]). In particolare, la circolare fornisce chiarimenti in merito alla tassazione agevolata per premi di produttività e welfare aziendale.

 

Ricordiamo che, dal 1° gennaio 2016, sono state introdotte misure fiscali agevolative per le retribuzioni premiali, anche in collegamento con la partecipazione dei dipendenti all’organizzazione del lavoro, nonché per lo sviluppo del welfare aziendale, che si sostanziano nell’attribuzione di opere, servizi nonché in alcuni casi somme sostitutive ( di seguito anche benefit), connotati da particolari rilevanza sociale. Si tratta di disposizioni che interessano diverse componenti del reddito di lavoro dipendente collegate tra di loro in un disegno unitario, finalizzato a ridurre l’onere fiscale gravante sul lavoro subordinato, sia a favore dei dipendenti – assoggettati ad una minor tassazione per alcune voci retributive – sia a favore dei datori di lavoro, per il risparmio degli oneri contributivi dovuto all’ampliamento delle componenti escluse dal reddito di lavoro dipendente ed alla possibilità di dedurre – nella determinazione di tale reddito – spese sostenute per il welfare aziendale in precedenza soggette invece a una limitata deducibilità.

 

In ogni caso, sarà necessario verificare quanto disposto, di volta in volta, dal rispettivo contratto collettivo nazionale di lavoro.

 

 

Tassazione agevolata dei premi di risultato

I redditi derivanti dai premi di risultato e delle somme derivanti dalla partecipazione agli utili percepiti dai dipendenti del settore privato, sono soggetti a tassazione agevolata consistente nell’applicazione di una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionale e comunale nella misura del 10%, salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro. La tassazione agevolata è prevista fino al limite di 2.000 euro lordi al netto dei contributi previdenziali, innalzato a 2.500 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

 

 

Premi di produttività solo per il settore privato

L’agevolazione risulta riservata, come per il passato, al settore privato.

Sono infatti escluse dalla applicazione della norma agevolativa le Amministrazioni pubbliche dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN).

Atteso il tenore letterale della norma, sono per contro assoggettabili ad imposta sostitutiva i premi e gli utili erogati ai dipendenti di enti pubblici economici, in quanto tali enti non rientrando tra le amministrazioni pubbliche dello Stato.

 

 

I dipendenti interessati ai premi di produttività

La tassazione agevolata interessa i titolari di reddito di lavoro dipendente entro il limite di 50mila euro, al netto di eventuali premi sostitutivi, a scelta del dipendente, con i benefit che non concorrono alla formazione del reddito.

In particolare, l’agevolazione si applica ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno precedente a quello di percezione delle somme agevolate, a euro 50.000. La misura indicata richiede quindi, analogamente alle precedenti agevolazioni due requisiti:

  • uno di natura qualitativa, costituito dalla natura del reddito prodotto,
  • l’altro di natura quantitativa, individuato nel limite reddituale.

 

Per il primo aspetto, il tenore letterale della norma esclude che l’agevolazione sia applicabile ad altre categorie di soggetti, quali, ad esempio, i soggetti titolari di redditi assimilati al lavoro dipendente [3].

Per quanto concerne il limite reddituale, si evidenzia che le nuove norme, avendo stabilito un tetto più elevato rispetto a quello previsto dalle precedenti edizioni, fissato in euro 40.000, ampliano la platea dei lavoratori che possono accedere al beneficio.

 

Il limite reddituale di euro 50.000 deve essere calcolato tenendo conto dei redditi di lavoro dipendente conseguiti nell’anno precedente a quello di applicazione dell’agevolazione, anche se derivanti da più rapporti di lavoro, e deve comprendere anche le pensioni di ogni genere.

 

 

Welfare aziendale

Inoltre, per “welfare aziendale” si intendono prestazioni, opere e servizi corrisposti al dipendente in natura o sotto forma di rimborso spese aventi rilevanza sociale (servizi, somme o prestazioni per la fruizione da parte dei familiari dei dipendenti di servizi educativi e di istruzione, o servizi di assistenza destinati a familiari anziani o non autosufficienti).

 

Tali benefit sono esclusi dal reddito di lavoro dipendente e, pertanto, l’eventuale scelta del dipendente di convertire i premi di risultato agevolati nei benefit compresi nel welfare aziendale consente di detassare completamente il valore dei benefit, non più soggetto neanche all’imposta sostitutiva. Il dipendente è tenuto a comunicare al datore di lavoro-sostituto d’imposta l’insussistenza del diritto di avvalersi del regime sostitutivo nel caso in cui nell’anno precedente abbia conseguito redditi di lavoro dipendente superiori al limite di 50mila euro o nel caso in cui nell’anno di corresponsione degli emolumenti abbia percepito somme già assoggettate ad imposta sostitutiva al fine della verifica del limite dei premi agevolabili. Il dipendente può, inoltre, comunicare allo stesso datore di lavoro l’eventuale rinuncia al regime agevolato.


[1] L. 208/2016.

[2] Ag. Entrate circolare n. 28/E del 15.06.2016.

[3] Art. 50, comma 1, lettera c-bis, del TUIR.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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