730 precompilato, che cosa controllare
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5 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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730 precompilato, che cosa controllare

Ultimi giorni per il controllo e l’invio del modello 730 precompilato: quali dati devono essere verificati per non inoltrare un modello errato.

 

La presentazione del modello 730 è agli sgoccioli: quest’anno, difatti, la scadenza è prevista il 22 luglio, ma tale termine, nella maggior parte dei casi, potrà essere fruito solo da chi presenta  personalmente la dichiarazione precompilata, in quanto i Caf devono inviare, entro il 7 luglio, l’80% delle dichiarazioni.

Peraltro, anche per chi presenta direttamente il 730 precompilato è opportuno rispettare la scadenza del 7 luglio, in quanto la presentazione tardiva potrebbe far slittare conguagli e rimborsi: resta dunque poco tempo per controllare i dati indicati nel modello precompilato e correggerli. Vediamo dunque quali sono gli errori più frequenti presenti in questo tipo di 730.

 

 

Presenza di più Cud

Nel caso in cui il contribuente abbia svolto più rapporti di lavoro, o abbia percepito indennità di disoccupazione, o si sia pensionato nell’anno, il modello precompilato potrebbe non indicare i giorni di lavoro o di pensione  nell’anno per i quali spettano le detrazioni, o indicarli in misura minore.

È il contribuente, allora, a doverli indicare manualmente, sommando tutte le giornate risultanti dai vari Cud (ora Cu, certificazione unica): se non è indicata alcuna giornata, il modello non applica le detrazioni per reddito di lavoro dipendente o di pensione, anche se spettanti. Questo può costare molto caro al contribuente, che potrebbe trovarsi a pagare anche oltre 1.000 euro di tasse in più, in realtà non dovute (a seconda del reddito e delle giornate per le quali spettano le detrazioni).

A proposito delle detrazioni, bisogna poi ricordare che le detrazioni per lavoro dipendente e pensione possono sommarsi, se i periodi spettanti nell’anno non coincidono : ad esempio, Tizio può aver lavorato sino al 28 febbraio ed  essersi pensionato il 1° marzo. In questo caso, ha diritto alla detrazione per reddito di lavoro dipendente per 59 giorni ed alla detrazione per reddito di pensione per le restanti giornate nell’anno.

Il discorso cambia nel caso in cui si abbia diritto sia alle detrazioni per reddito di lavoro dipendente, o di pensione, che a quelle per lavoro autonomo: le detrazioni per reddito di lavoro autonomo sono incumulabili, in quanto non ragguagliate al periodo di attività nell’anno. Andrà dunque applicata la detrazione più favorevole.

 

 

Cud lavoro autonomo

Sono molto numerosi anche gli errori che si presentano nel caso in cui sia riportata una certificazione dei redditi di lavoro autonomo, come quelle relative agli associati in partecipazione con apporto di lavoro (tipologia di rapporto lavorativo ancora esistente nel 2015): in queste certificazioni, difatti, è spesso indicato un reddito complessivo diverso dal reddito imponibile. Nel 730 deve essere riportato il solo reddito imponibile: in molti casi, però, il modello riporta anche l’ammontare da non sottoporre a tassazione, che invece non deve essere indicato. Numerosi anche gli errori in merito alle ritenute operate, spesso non indicate, nonché ai contributi trattenuti al dipendente: questi devono essere indicati nel quadro E e costituiscono oneri deducibili, ma spesso la loro indicazione viene omessa.

Lo stesso accade per chi presta lavoro autonomo occasionale, in quanto le certificazioni dei sostituti d’imposta spesso non riportano le spese inerenti all’attività, che invece devono essere dedotte dal reddito.

È pertanto necessario verificare tutti questi dati e correggere gli errori presenti, se non si vuole rischiare il pagamento di migliaia di euro di tasse non dovute.

 

 

Oneri e spese

Anche se ogni anno aumentano i dati relativi agli oneri deducibili e detraibili indicati nella dichiarazione precompilata, sono ancora molti i costi mancanti: in alcune ipotesi non vengono nemmeno inseriti nella dichiarazione, ma in un prospetto informativo esterno. Inoltre, spesso sono indicate spese minori rispetto a quelle realmente sostenute.

È inevitabile, allora, l’inserimento manuale dei dati mancanti, se non si vuol perdere la deducibilità o la detraibilità degli oneri: dagli scontrini della farmacia alle spese scolastiche, dal bonus ristrutturazione, mobili ed ecobonus agli interessi del mutuo, deduzioni e detrazioni possono far risparmiare migliaia di euro di tasse l’anno.

 

 

I dati da compilare

Per chi accetta il 730 precompilato senza alcuna modifica, vanno comunque compilati alcuni dati, come la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille, l’indicazione del sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente previdenziale…) o del fatto di essere privi del sostituto (in quest’ultimo caso, il rimborso è effettuato dall’Agenzia delle Entrate nel proprio conto corrente, mentre le somme a debito devono essere saldata tramite modello F24).

Se tutti i dati obbligatori non sono compilati, comunque, il sistema non procede all’invio. Una volta confermato e inviato il modello, è possibile scaricare la ricevuta dal sito dell’Agenzia delle Entrate e stampare in pdf la copia della dichiarazione inoltrata. Le comunicazioni ai sostituti d’imposta (cosiddetti 730/4) degli importi da trattenere o rimborsare vengono effettuate direttamente da parte dell’Agenzia delle Entrate.


 


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