Nuovo processo: l’avvocato assumerà le dichiarazioni di testimoni
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5 Lug 2016
 
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Nuovo processo: l’avvocato assumerà le dichiarazioni di testimoni

Riforma della giustizia: pronto il nuovo decreto legge; il rito sommario diventa la regola.

 

Arriva un nuovo decreto legge di riforma del processo civile e, con esso, il rito sommario di cognizione diventa la regola. L’avvocato avrà poi la possibilità di assumere dichiarazioni scritte da utilizzare come testimonianze nel corso della causa. Cambiano, infine, le norme sui ricorsi in Cassazione per disincentivare il terzo grado di giudizio.

Sono queste alcune delle più consistenti novità contenute nel nuovo testo, messo a punto dal Ministro della Giustizia, che il Governo si appresta a varare questa settimana nella forma di un ennesimo decreto legge. La parola d’ordine è ancora quella che ha indirizzato le ultime riforme: ridurre il carico di lavoro dei giudici, punire le strumentalizzazioni della giustizia, rendere più celere e sommario il processo.

La riforma doveva essere approvata negli scorsi mesi insieme all’ultimo decreto del Governo, poi però stralciata. Il testo è disponibile a questo link.

 

 

Ricorso in Cassazione

Si parte dalla Cassazione e dal problema ingolfamento: la metà del contenzioso è di natura tributaria, così la soluzione messa in campo prevede l’assunzione di 70 giudici ausiliari, da individuare tra i consiglieri in pensione con meno di 75 anni, che verranno destinati proprio alle liti fiscali. L’incarico avrà durata di 5 anni non rinnovabili. Verranno utilizzati anche i giudici del massimario alla definizione dei processi in corso.

 

Per assicurare la ragionevole durata del ricorso, le nuove norme ridisegnano le regole sulle decisioni in camera di consiglio, sulle istanze di regolamento di giurisdizione e di competenza, sulla correzione e revocazione della sentenza o dell’ordinanza viziata da errore materiale o di calcolo.

 

 

Processo civile di primo grado

Nell’ambito del processo civile di primo grado viene prevista l’applicazione del rito sommario di cognizione come regola per tutte le cause, con maggiori margini di manovra a disposizione del giudice, per le controversie di competenza del giudice unico. Si chiamerà rito sommario di cognizione e si applicherà alle cause di minor rilievo economico, in tutti quei casi in cui il tribunale oggi giudica in composizione monocratica, fatta esclusione per le cause in materia di lavoro.

 

Sanzioni a chi perde: non solo la condanna alle spese, ma anche una multa da 1.000 a 10.000 euro che potrà essere applicata dal giudice nel caso di responsabilità processuale aggravata. Viene così definito in termini quantitativi l’importo che il giudice può obbligare a pagare a chi abusa del processo.

 

 

Testimonianze raccolte prima del processo

Viene prevista, anche nel processo civile (come attualmente in quello penale), la facoltà per l’avvocato di raccogliere, prima della causa, dichiarazioni scritte da parte di terzi, che possano essere utilizzate come prove testimoniali. Il difensore dovrà, sotto la propria responsabilità, attestarne l’autenticità. La misura serve a snellire ulteriormente il processo per eliminare una serie di udienze che, spesso, vengono disposte solo per ascoltare i numerosi testimoni, non sempre peraltro disponibili lo stesso giorno.

 

 

Taglio dei tempi

Il taglio dei tempi di durata delle cause porterebbe un netto miglioramento della posizione dell’Italia, che passerebbe dal 111esimo posto al 42esimo. Attualmente infatti la durata media dei procedimenti civili introdotti con rito sommario è stata di 535 giorni a fronte dei 900 giorni dei procedimenti avviati con rito ordinario.

 

 

Nuovi giudici

Arriva l’autorizzazione al ministero della Giustizia, per il triennio 2016-2018, all’assunzione a tempo indeterminato di un contingente di 1.000 unita di personale amministrativo da destinare agli uffici giudiziari in maggiore sofferenza. Il tirocinio viene ridotto a 12 mesi. Viene introdotto il divieto di assegnazione del personale della giustizia ad altre amministrazioni.

Nel concorso per magistrato, con applicazione anche a quello in corso di svolgimento, si prevede di lasciare comunque un 10% di posti in più per i candidati che sono comunque risultati idonei.


Autore immagine: 123rf com

 


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