Rottamazione auto: come demolire il mezzo usato
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5 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Rottamazione auto: come demolire il mezzo usato

Come rottamare l’auto usata, sia in caso di acquisto di nuovo mezzo che di disfacimento: la radiazione dal PRA e la demolizione.

 

La burocrazia, specie quella in materia ambientale, è spesso farraginosa e irta di insidie: un esempio è il caso di rottamazione e demolizione delle auto usate, trattandosi di carcasse particolarmente pesanti, pericolose e nocive a livello ambientale. Pertanto esiste una normativa speciale [1] che disciplina tutti gli adempimenti per rottamare la vecchia auto, procedere alla sua radiazione dal PRA e, infine, alla demolizione. In generale, comunque, il proprietario viene esonerato da ogni responsabilità civile, penale o amministrativa nel momento in cui ottiene il cosiddetto certificato di rottamazione da un soggetto abilitato.

In ogni caso è sempre consigliabile, prima della demolizione, effettuare una visura al PRA per verificare che sull’auto Equitalia non abbia iscritto il fermo amministrativo. In tal caso occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo, pagando l’integrale debito (anche a rate), e solo dopo richiedere la “cessazione della circolazione per demolizione”. Ma procediamo con ordine e analizziamo tutte queste possibili situazioni, spiegando come fare per rottamare e demolire l’auto usata.

 

 

Come rottamare e demolire l’auto usata?

Se vuoi far demolire la tua vecchia auto, la disciplina è diversa a seconda dell’intenzione di acquistarne contemporaneamente una nuova o meno. Procediamo da quest’ultima ipotesi:

 

 

Rottamazione di auto senza acquisto di una nuova

In tal caso devi consegnare l’auto esclusivamente a uno dei centri di raccolta abilitati (il cosiddetto “demolitore”). Qui vengono svolte le operazioni di messa in sicurezza del mezzo (come l’asportazione di carburanti, oli, filtri, liquidi refrigeranti, batterie) e successiva demolizione. Il centro deve avere l’autorizzazione per la gestione rifiuti rilasciata da Regione o Provincia.

 

Il gestore del centro rilascia il certificato di rottamazione e provvede alla lui stesso alla cancellazione dal Pra entro i 30 giorni successivi alla consegna del veicolo. A tal fine dovrà presentare al Pubblico Registro Automobilistica la richiesta di “cessazione della circolazione per demolizione”.

 

Il proprietario del mezzo deve consegnare al centro di raccolta l’auto da demolire, con la targa, la carta di circolazione e il certificato di proprietà cartaceo (o il foglio complementare). Se si dispone di Certificato di Proprietà digitale (CDPD), non c’è bisogno di consegnare quello cartaceo, in quanto il demolitore è autorizzato a procedere direttamente con il CDPD.

Se la targa o i documenti sono stati smarriti o rubati, andrà consegnata la relativa denuncia di smarrimento o furto.

 

Dopo la consegna dell’auto il centro di raccolta rilascia al proprietario del veicolo il “certificato di rottamazione” con cui viene esonerato da ogni responsabilità (civile, penale e amministrativa), ad esclusione dei fini tributari, per i quali occorre sempre fare riferimento alle disposizioni normative delle singole Regioni. È questo il documento formale che segna la trasformazione da veicolo a rifiuto.

 

Non è compito del proprietario dell’auto procedere alla radiazione/cancellazione dal Pra dell’auto rottamata. L’adempimento, infatti, compete solo al demolitore (centro raccolta).

 

 

Rottamazione di auto senza acquisto di una nuova

Se vuoi rottamare la vecchia auto e, nello stesso tempo, acquistarne una nuova, potrai consegnare il vecchio mezzo o al centro di raccolta o al concessionario o al gestore della succursale della casa costruttrice o all’automercato, che non devono essere autorizzati per la gestione dei rifiuti.

 

Costoro devono accettare il veicolo (non potendosi rifiutare) e, in tal caso, dovranno anche rilasciare il certificato di rottamazione “in nome e per conto del centro di raccolta che riceve il veicolo”. In conseguenza di ciò devono provvedere alla cancellazione dal Pra e, successivamente, consegnare il veicolo al centro di raccolta, fornendo ad esso gli estremi della ricevuta di denuncia al Pra e la consegna delle targhe, il certificato di proprietà e la carta di circolazione del veicolo.

Anche in questo caso, la cancellazione dal Pra deve avvenire entro 30 giorni naturali e consecutivi dalla consegna del veicolo e dall’emissione del certificato.

 

Anche in tale ipotesi, non spetta al proprietario dell’auto procedere alla radiazione/cancellazione dal Pra dell’auto rottamata. Tale adempimento, come detto, compete solo al concessionario/automercato/succursale della casa costruttrice.

 

 

Per quanto tempo va conservato il certificato di rottamazione?

Il certificato di rottamazione va conservato 10 anni. Esso deve contenere i seguenti dati: dati anagrafici del proprietario del veicolo; numero di registrazione e firma del titolare dell’impresa che rilascia il certificato; indicazione dell’autorità competente che ha rilasciato l’autorizzazione allo smaltimento dei veicoli; data e ora della presa in carico del mezzo e del rilascio del certificato; impegno a provvedere alla richiesta di cancellazione dal Pra entro 30 giorni; estremi di identificazione del veicolo (classe, marca, modello, numero di telaio e targa); dati personali e firma di chi consegna il mezzo.

 

 

Dopo la rottamazione si deve pagare il bollo auto?

Con la rottamazione dell’auto cessa l’obbligo del pagamento della tassa automobilista (cosiddetto bollo auto) a carico del proprietario, anche se poi l’operatore non effettua la cancellazione dal Pra [2]. Ma Lazio e Lombardia richiedono con leggi regionali la cancellazione.

 

 

Se sull’auto è iscritto il fermo amministrativo di Equitalia?

Non è possibile rottamare e demolire un’auto su cui Equitalia abbia già iscritto il fermo amministrativo (il cosiddetto “blocco dell’auto”). Pertanto, è prima necessario cancellare al PRA il fermo amministrativo (dopo aver pagato le somme dovute a Equitalia) e dopo richiedere la “cessazione della circolazione per demolizione”.

Ricordiamo che la richiesta di dilazione (cosiddetta rateazione) non comporta la cancellazione del fermo auto. Tuttavia, con la dimostrazione del pagamento della prima rata, Equitalia rilascia una quietanza che, se consegnata al PRA, consente la sola sospensione del fermo per poter tornare a circolare; fermo restando che la cancellazione definitiva può avvenire solo a pagamento dell’ultima rata.

 

Per sapere se una vettura è sottoposta a fermo, si chiede la «visura nominativa allo stato attuale» che risulta al Pra, possibile direttamente agli sportelli (a 6 euro) o tramite agenzia oppure on line sul sito Aci (a 8,83 euro, di cui 2,32 + Iva 22% per il servizio telematico).

 

 

Se l’auto è stata abbandonata

Nel caso di veicolo in evidente stato di abbandono, anche se su un’area privata, la legge [3] prevede che detto mezzo sia da considerare “fuori uso”; quindi le autorità possono disporne la rottamazione.

Altrettanto dicasi nei casi previsti dalla disciplina sui veicoli rinvenuti da organi pubblici e non reclamati dal legittimo proprietario.

 

 

La radiazione di un’auto all’estero

Si può radiare dal Pra per demolizione anche i veicoli demoliti all’estero. A tal fine bisogna presentare:

  • certificato di proprietà o foglio complementare, targhe e carta di circolazione;
  • nota di presentazione al Pra, sul retro del certificato di proprietà o sul NPC3, in doppio originale, stampabile dal sito Aci o distribuito negli Sportelli telematici dell’automobilista (uffici provinciali Aci o Motorizzazione e agenzie);
  • certificazione del demolitore estero con traduzione ufficiale.

 

 

Quanto costa la rottamazione?

Demolire un autoveicolo ha costi fissi:

  • imposta di bollo: 32 euro se il proprietario è in possesso del certificato di proprietà; se invece lo ha smarrito o ne ha subìto il furto o il veicolo è ancora di quelli vecchi che invece hanno il foglio complementare, l’imposta sale a 48;
  • Emolumenti ACI: 13,50 euro;
  • il resto è un costo variabile e copre le eventuali spese di trasporto del veicolo al centro di raccolta del demolitore.

 

 

Che fare se il demolitore non cancella l’auto dal PRA?

Se il demolitore è stato inadempiente e non è più autorizzato a svolgere la sua attività, è prevista la possibilità di annotare la perdita di possesso del veicolo.

La perdita del possesso si può eseguire in due modi:

  • presentando al PRA una richiesta di perdita di possesso, insieme a una dichiarazione sostitutiva, esibendo l’originale del certificato di rottamazione rilasciato dal demolitore autorizzato. Con tale adempimento non bisogna più pagare il bollo auto a decorrere dal periodo di imposta successivo alla data di rilascio del certificato di rottamazione;
  • con un ricorso al giudice di pace di ottenere una sentenza che accerti, a fronte della documentazione e delle prove prodotte, l’avvenuta demolizione del veicolo. In tal caso, gli effetti della demolizione decorreranno dalla data accertata in sentenza dal giudice.

[1] D.lgs. n. 209/2003.

[2] Ministero Finanze circolare n. 122/E dell’11.05.1998.

[3] Art. 3, co. 1, lettera b), Dlgs 209/2003.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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Commenti
6 Lug 2016 patrizia mantovani

Buongiorno io ho trovato un’inesattezza nella descrizione della demolizione in caso di fermo amministrativo da parte dell’Equitalia, in quanto la cosa è successa a me, avevo l’auto con fermo amministrativo, la dovevo demolire, l’Equitalia ha mandato un loro agente a valutare l’auto e visto che non era in condizioni di poterla rivendere ad un’eventuale asta, mi hanno rilasciato un foglio da portare al Pra per poter procedere alla normale demolizione, non è sempre vero che per demolirla bisogna pagare le cartelle!