Lavori di ristrutturazione fatti male: chi paga
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5 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Lavori di ristrutturazione fatti male: chi paga

La responsabilità è soltanto dell’impresa e se ha sbagliato è possibile chiedere un risarcimento danni o uno sconto. Più complicati i problemi in condominio.

 

Ristrutturare la ristrutturazione? Sarebbe il colmo. Ogni tanto non mancano le sorprese quando si decide di fare dei lavori in casa: un muro storto, un’apertura interna non a norma, un serramento montato male. La legge [1] disciplina gli appalti, le difformità ed i cosiddetti “vizi d’opera”, di cui l’impresa deve rispondere fornendo una garanzia del lavoro eseguito.

 

 

Ristrutturazione fatta male: di chi è la colpa

L’impresa che ha eseguito i lavori di ristrutturazione è la prima responsabile di un’opera eseguita male. Tuttavia, in qualche caso la responsabilità potrebbe essere imputata al direttore dei lavori o al progettista, i quali tenderanno a dire che è stata l’impresa a sbagliare le loro direttive.. Non mancherà, insomma, un certo “rimpallo” di colpe. Problema che, in caso di difformità o di vizi d’opera rilevati, può essere risolto con una perizia tecnica in grado di individuare il problema ed il responsabile.

La garanzia contemplata dal Codice civile è da considerare prescritta dopo due anni dalla consegna dei lavori ultimati. I difetti devono essere denunciati entro 60 giorni dalla loro scoperta, formalizzando una richiesta danni per vie legali. A meno che l’impresa riconosca di avere sbagliato e provveda a riparare il danno a sue spese. C’è, però, una garanzia di 10 anni nel caso in cui il vizio o la difformità comporti il rischio di rovina dell’edificio. In questa eventualità, il termine per presentare denuncia, accompagnata da perizia tecnica, è di un anno dalla scoperta del difetto.

Ma quando si scopre “ufficialmente” un lavoro di ristrutturazione fatto male? Per la Cassazione [2] il momento della scoperta del vizio non è necessariamente quello in cui ci si accorge di un problema ma quando ragionevolmente si rafforza la certezza che il difetto è conseguente ad una probabile responsabilità dell’impresa che ha eseguito i lavori. La Suprema Corte ha poi stabilito in successive sentenze che la consapevolezza decorre da quando viene redatta una perizia tecnica da cui emergono forti indizi di responsabilità da parte dell’appaltatore.

 

 

Ristrutturazione fatta male: cosa fare

Non sempre si ha del tempo a disposizione, ma, quando si chiama un’impresa per una ristrutturazione, la cosa migliore sarebbe seguire i lavori in prima persona, in modo da capire subito se ci sono dei problemi. Se questi, invece, vengono fuori nel tempo, il committente può:

  • pretendere la sistemazione del lavoro fatto male a spese dell’impresa che ha sbagliato. Non è detto che debba essere la stessa impresa a rifare il lavoro [3]. E’ possibile interpellare un altro artigiano e chiedere il risarcimento a quello che ha fatto male il lavoro, anche se le spese sono superiori a quelle previste dall’appalto originale [4];
  • chiedere uno sconto sul prezzo già pagato o da pagare oltre al risarcimento dei danni subiti;
  • pretendere la risoluzione del contratto, la restituzione delle somme pagate ed il risarcimento dei danni.

 

 

Lavori fatti male in condominio

La Cassazione è intervenuta anche sui lavori condominiali che, perché fatti male, creano un danno ad un singolo appartamento [5]. La sentenza riguarda un condomino che aveva subìto dei danni a causa delle opere di bonifica e di isolamento del tetto dell’edificio. La Corte Suprema ha individuato come responsabile l’impresa che ha realizzato i lavori, dato che è tenuta a rispondere per problemi creati a terzi. La responsabilità, però, si può allargare al condominio in qualità di committente per due motivi: per avere interferito con l’appaltatore nell’esecuzione del lavoro o per avere commissionato il lavoro ad un’impresa non all’altezza.

Secondo la Cassazione, è possibile chiamare in causa anche l’amministratore del condominio quando sia venuto meno ai suoi doveri, in qualità di delegato, di controllare il regolare svolgimento dei lavori, a meno che l’impresa abbia commesso una palese negligenza di sua libera iniziativa.


[1] Art. 1665-1677 cod.civ.

[2] Cass. sent. 1655/1986.

[3] Cass. sent. 5103/1995.

[4] Cass. sent. 1948/1989.

[5] Cass. sent. 20557/2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
26 Lug 2016 DE MASI MARCELLO

BUONA SERA ,VOLEVO CAPIRE COSA POTEVO FARE , HO FTTO DEI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE CASA CIRCA DUE ANNI FA , IERI MI E CROLLATO IL CONTROSOFFITTO IN SALA , L IMPRESA CHE HA FATTO I LAVORI HA CHIUSO , A CHI DEVO RIVOLGERMI LA SUA ASSICURAZIONE RISPONDE ANCORA DI EVENTUALI DANNI .
GRAZIE