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Lo sai che? Pubblicato il 6 luglio 2016

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Lo sai che? Incidente stradale e risarcimento del passeggero trasportato

> Lo sai che? Pubblicato il 6 luglio 2016

Il terzo trasportato può chiedere il risarcimento diretto all’assicurazione del conducente, così come agire nei confronti di quest’ultimo; se l’auto è sprovvista di assicurazione può chiedere i danni al fondo di garanzia.

In caso di incidente stradale, l’eventuale passeggero trasportato all’interno di una delle auto al momento dello scontro ha diritto a essere risarcito immediatamente, a prescindere dalle responsabilità del sinistro: in buona sostanza, tanto nell’ipotesi in cui il conducente che gli stava dando un passaggio fosse nella ragione, quanto in quella del torto, la sua assicurazione deve comunque indennizzare il trasportato per tutti i danni fisici riportati. E ciò vale sia nel caso in cui si tratti di trasporto a titolo di cortesia, gratuito o oneroso.

Il passeggero che non ottenga il risarcimento può citare in causa direttamente l’assicurazione del conducente o il conducente stesso o entrambi in via solidale (ossia chiedendo nei confronti di ognuno di essi il risarcimento): infatti, la possibilità concessa dal codice delle assicurazioni [1] al terzo trasportato di agire per il risarcimento del danno direttamente nei confronti dell’assicurazione dell’auto nella quale si trovava al momento dell’incidente non elimina, comunque, la responsabilità anche del relativo proprietario [2]. È quanto chiarito dal Tribunale di Potenza con una recente sentenza [3]. Ma procediamo con ordine.

Incidenti: chi paga il passeggero?

Quando si verifica un incidente stradale e all’interno di una delle auto coinvolte vi è un passeggero (cosiddetto terzo trasportato) quest’ultimo può fare richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa del conducente che lo trasportava. Per ottenere l’indennizzo dovrà solo dimostrare di essere stato presente all’interno dell’auto al momento dello scontro, ma non dovrà fornire anche la prova delle eventuali responsabilità dei rispettivi conducenti. Difatti, quand’anche la colpa dell’incidente fosse dell’automobilista che lo trasportava, egli avrebbe comunque diritto all’indennizzo.

La richiesta di risarcimento del passeggero

Per chiedere il risarcimento, il passeggero può inoltrare una lettera all’assicurazione mediante raccomandata a.r. in cui descrive sommariamente la vicenda, il luogo e la data, le modalità dello scontro, i danni riportati.

Ecco un possibile modello:


Spett.le Assicurazione….

Via…, città…

Raccomandata a.r.

In data… in via … all’altezza del numero civico … si verificava uno scontro tra l’auto … di proprietà del sig. … assicurata con la compagnia … polizza n. … condotta dal sig. … patente n. …., all’interno della quale il sottoscritto si trovava in qualità di terzo trasportato, e l’auto … di proprietà del sig. … assicurata con la compagnia … polizza n. … condotta dal sig. … patente n. ….

La dinamica del sinistro può essere così sintetizzata: [descrivere sommariamente le modalità dello scontro].

Il sottoscritto, in conseguenza dello scontro, subiva i seguenti danni: … riscontrati dal pronto soccorso dell’ospedale di … presso il quale veniva immediatamente trasportato. Lì veniva rilasciato referto medico con la seguente diagnosi … I danni venivano giudicati guaribili in giorni …

Ciò posto, nel rendersi disponibili per la visita medica di controllo, volta a stimare le lesioni fisiche subite, si intima con la presente il risarcimento di tutti i danni subiti, patrimoniali e non, con riserva, in difetto, di adire le vie giudiziarie e segnalare l’eventuale inadempienza all’Autorità amministrativa di controllo.

Data, firma


Se l’assicurazione non paga

Se l’assicurazione dovesse contestare la richiesta del terzo trasportato, ritenendo ad esempio che non sia provata la sua presenza all’interno dell’automobile incidentata o che i danni non sono quelli lamentati, il passeggero può agire in causa. A tal fine egli può effettuare una triplice scelta:

  • citare direttamente l’assicurazione dell’auto presso la quale si trovava al momento del sinistro: questa possibilità, concessa dal codice delle assicurazioni [1], è certamente quella preferibile perché più celere e anche più sicura;
  • citare il proprietario e/o conducente dell’automobile in quanto responsabile del danno, a prescindere dalle sue responsabilità nel sinistro: egli però potrà citare, a sua volta, in qualità di garante, la propria assicurazione affinché lo manlevi in caso di condanna da parte del giudice;
  • citare entrambi i soggetti, ossia il proprietario e/o conducente dell’auto e, insieme, la sua assicurazione, chiedendo al giudice la condanna in solido. Questo significa che, a sentenza emessa, il giudice potrà imporre a entrambi i convenuti il pagamento del danno, ma è chiaro che, per conto dell’automobilista, dovrà pagare l’assicurazione, per via del contratto di rc-auto tra i due sottoscritto.

Se il proprietario dell’auto non è assicurato

Infine, qualora l’auto non dovesse essere assicurata perché il proprietario non ha sottoscritto una valida polizza rc-auto, il terzo trasportato avrebbe la possibilità di agire nei confronti del Fondo di Garanzia Vittime della Strada o, con esso, comunque nei confronti del proprietario e/o conducente. In tali ipotesi il fondo coprirà tutti i danni subiti dal passeggero.

note

[1] Art. 141 d.lgs. n. 209/2005 (cosiddetto “codice delle assicurazioni”).

[2] Art. 2054 cod. civ.

[3] Trib. Potenza, sent. n. 563/16.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE ORDINARIO DI POTENZA

SEZIONE CIVILE

Il giudice istruttore dott. Amleto Pisapia in funzione di giudice monocratico ha pronunciato la

seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 498/2012 del ruolo generale dei procedimenti civili avente ad oggetto

l’azione per il risarcimento del danno ex art. 2054 c.c.

TRA

E.B., rappr. e difesa dall’avv. M. presso il cui studio sito in Bisceglie alla piazza (…) è elett.te

domiciliata;

attore

G., nella qualità di società mandataria di I. SPA, in persona del proprio legale rapp. pro tempore,

rappr. e difesa dall’avv. L., presso il cui studio sito in Genzano di Lucania alla via (…), è elett.te

domiciliata;

F.V., rappr. e difeso dall’avv. C., presso il cui studio sito in Bisceglie alla via (…) è elett.te

domiciliato;

convenuti

SVOLGIMENTO DEL GIUDIZIO E MOTIVI DELLA DECISIONE

L’attrice (di età pari a 37 anni all’epoca dei fatti) propone azione per il risarcimento del danno

patrimoniale (spese mediche pari a Euro 21,00) e non patrimoniale (danno alla salute), oltre spese

legali con attribuzione al procuratore per dichiarato anticipo, allorché ella, in qualità di terza

trasportata, subiva lesioni personali in occasione del sinistro del veicolo su cui viaggiava, privo di

copertura assicurativa ma provvisto di targa di prova, condotto da F.V., in data 14 febbraio 2010

(quest’ultimo si era reso acquirente del veicolo alcuni giorni prima in data 9 febbraio), il quale, in

località (…), nell’impegnare una curva, perdeva il controllo del mezzo andando a finire in un

burrone: cita, ai sensi dell’art. 141 decreto legislativo 185/1992 (c.d. “codice della strada”), la

società assicurativa I. S.p.A. quale ente gestore del fondo di garanzia delle vittime della strada ai

sensi dell’art. 19 legge 990/1969 attesa la mancata copertura assicurativa del veicolo danneggiante

(data di scadenza della copertura assicurativa fornita da Z. alla data del 6 febbraio 2010, laddove la

successiva copertura assicurativa, fornita da L. per la targa in prova, fu stipulata solo a far data dal

17 febbraio 2010, come da documentazione allegata), che si costituisce eccependo la mancata prova

della assenza di copertura assicurativa anche in ragione della mancata contestazione della

violazione dell’art. 193 codice della strada ad opera delle forze dell’ordine nell’immediatezza del

fatto, con richiesta di agire in rivalsa nei confronti del responsabile in regresso ex art. 292 decreto

legislativo 209/2005 (c.d. “codice assicurazioni”) nonché l’altro convenuto V., eccependo il difetto

di legittimazione passiva stante la mancanza della prova circa la titolarità del veicolo nonché della

targa (in prova).

In via istruttoria, chiesta ed ammesso interrogatorio formale del convenuto (giammai reso

all’udienza all’uopo fissata) a prova per testi (B.) confermativa della circostanza di aver prestato

servizio di soccorso alla auto – vettura di V. finita in un burrone; nomina di ctu, nella persona del

dott. C., che procedeva alla determinazione del danno alla salute commisurato in 6%, oltre un grado

di invalidità temporanea relativa per gg. 45 (75%) ed ulteriori 60 gg. (50%).

All’udienza del 2 ottobre 2015, il Tribunale si riserva per la decisione con la concessione dei termini

di cui all’art. 190 c.p.c.

Tutto ciò premesso, la domanda è fondata.

Viene invocato nel presente giudizio l’art. 141 decreto legislativo 209/2005 (c.d. “codice delle

assicurazioni”) che consente al terzo trasportato, qualunque sia il titolo di trasporto (se di cortesia,

gratuito od oneroso) di agire per il risarcimento del danno subito direttamente nei confronti della

società assicurativa del veicolo su cui era a bordo al momento del sinistro senza, al tempo stesso,

rinunciare alla tutela di cui all’art. 2054 c.c. ed agire, pertanto, altresì, nei confronti del proprietario

e/o del conducente del veicolo in base alla norme generali sulla responsabilità in tema di

circolazione stradale (Cass. 19 novembre 2007 n. 23918).

Che l’attrice fosse terza trasportata (la cui presenza non è stata riscontrata dalle forze dell’ordine al

momento del fatto giunti sui luoghi di causa – cfr. verbale del 14 febbraio 2010 – né dal teste

escusso) è emerso, seppur indirettamente, dall’istruttoria e dall’esame dei documenti allegati ed in

particolare valorizzando tutti i seguenti elementi che, aventi individualmente valore di prova

indiziaria, assurgono, se congiuntamente esaminati, a prova presuntiva per la loro univocità ed in

particolare II) la circostanza riferita dalle forze dell’ordine di aver appreso della presenza dell’attrice

tanto dalla guardia medica consultata in prossimità dell’intervento (cfr. verbale allegato) quanto,

soprattutto, dallo stesso convenuto contattato (per le vie brevi) nell’immediatezza del fatto che ha

consentito di identificarla già al momento del fatto stesso senza possibilità di interpolazione

successive (vero che le forze dell’ordine intervenute riferiscono di circostanze apprese de relato –

perciò estranee al contenuto del verbale avente fede privilegiata – ma è altrettanto vero che tale

strumento di valutazione indiretto può concorrere, unitamente ad altri elementi oggettivi e

concordanti acquisiti, alla formazione di convincimento del giudice di cui infra) II) la circostanza

del ricovero dell’attrice presso la struttura sanitaria in prossimità del fatto (i.e. due giorni dopo

l’evento) in occasione del quale ella ha anche dichiarato di essere stata effettivamente coinvolta

come terza trasportata in un sinistro avvenuto, appunto, in data 14 febbraio; III) la circostanza che il

coinvolgimento nel sinistro dell’attrice non è stato mai seriamente contestato da V. nei propri scritti

difensivi assurgendo, anch’esso, ad elemento di valutazione come fatto ammesso ex art. 115 c.p.c.

ratione temporis applicabile al giudizio de quo (instaurato nel 2012, ossia dopo la novella del 2009).

Nessuna rilevanza, poi, all’eccezione circa il difetto di legittimazione passiva e/o titolarità passiva

del rapporto contestato che può essere seriamente presa in considerazione sia in relazione alla

posizione processuale di V. (che risulta essere proprietario del veicolo avendolo acquistato alcuni

giorni prima del fatto nonché conducente il mezzo medesimo – circostanza bastevole a fondare la

propria responsabilità ex art. 2054 c.c. – come tale identificato anche dalle forze dell’ordine

intervenute e già titolare – rectius la società V. di cui egli è socio – di polizza assicurativa già

scaduta) quanto della stessa società assicurativa costituita in qualità di garante del fondo (nel

periodo, temporalmente circoscritto, il veicolo su cui l’attrice viaggiava effettivamente risulta

sprovvisto di copertura assicurativa) per cui nulla osta all’accoglimento della domanda risarcitoria.

Circa il quantum risarcitorio, sulla scorta della risultanza dell’accertamento medico esperito,

trattandosi di lesioni personali qualificabili come “micro – permanenti” derivanti da circolazione

stradale, esso va quantificato in base ai valori attualizzati di cui alle tabelle attuative dell’art. 139 del

decreto legislativo 209/2005 ed in relazione all’età al momento del fatto nel seguente modo: Euro

9.209,47 per il danno alla salute stimato al 6%, Euro 1.562,28 (Euro 46,29 x 45 x 75%) ed ulteriori

Euro 1.388,70 (Euro 46,29 x 60 x 50%) per complessivi Euro 12.110,45.

Le spese di lite, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

pronunciando sulla domanda proposta, così dispone:

accoglie la domanda proposta e, per l’effetto, condanna tutti i convenuti in solido tra di loro, al

risarcimento del danno nei confronti di E.B., attrice, nella misura pari a Euro 12.110,45, somma già

adeguata alla attualità, cui andranno aggiunti gli interessi compensativi, nella misura legale, sulla

sorta capitale rivalutata a decorrere dalla data dell’evento, con rivalsa di I. S.p.A. nei confronti di

F.V. per ogni onere corrisposto nel presente giudizio; condanna, altresì, tutti i convenuti, in solido

tra di loro, al rimborso delle spese di lite nei confronti di E.B., attrice, che si liquidano in Euro

800,00 per spese documentate, cui dovrà aggiungersi il compenso per l’ausiliario del giudice se

posto a carico dell’attore, e Euro 2.500,00 per compenso omnicomprensivo, oltre iva e cap ed altri

accessori con attribuzione al procuratore per dichiarato anticipo.

Così deciso in Potenza il 19 aprile 2016.

Depositata in Cancelleria il 21 aprile 2016.

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