Pagamento tasse con un giorno di ritardo: niente sanzioni
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6 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Pagamento tasse con un giorno di ritardo: niente sanzioni

Dichiarazione dei redditi: sulla cartella di Equitalia pagata con un solo giorno di ritardo non scattano le sanzioni perché proprio la breve dilazione è indice della volontà di non sottrarsi al pagamento delle imposte.

 

Per un solo giorno di ritardo nel pagamento delle tasse non possono essere applicate le sanzioni: il contribuente, infatti, rimediando immediatamente alla dimenticanza, ha dimostrato di non voleri sottrarre agli obblighi tributari e, peraltro, per solo 24 ore non si può parlare di un danno all’erario. Pertanto sbaglia l’Agenzia delle Entrate a comminare la multa al contribuente. È questa l’importante conclusione di una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma [1].

 

 

La vicenda

La controversia nasce da una cartella di pagamento, emessa da Equitalia, nei confronti di un contribuente, a seguito di liquidazione automatizzata delle imposte [2] effettuata dall’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione Unico.

In seguito a un controllo automatizzato, l’Agenzia delle entrate aveva elaborato e notificato al contribuente un avviso bonario, con quale, a fronte di omessi versamenti a titolo di imposte, venivano indicati gli importi dovuti a cui però si sommavano gli interessi per ritardato versamento le sanzioni calcolate in misura ridotta al 10%.

Il contribuente versava la prima rata con il giorno di ritardo; pertanto la rateazione non veniva ritenuta valida e il sistema elaborava automaticamente gli importi dovuti, a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena, comunicandoli a Equitalia per la successiva modifica della cartella di pagamento.

Il contribuente si opponeva alla cartella, lamentando la sproporzione tra l’inadempimento (il giorno di ritardo nel versamento della rata) e l’ammontare delle sanzioni irrogate in misura piena pari al 30% in cartella.

 

 

Per un giorno di ritardo non si applicano le sanzioni

Secondo i giudici tributari, non scattano le sanzioni a carico del contribuente se paga con un solo giorno di ritardo la rata relativa alle imposte. Si tratta, infatti, di “lieve ritardo” nel pagamento. Il ritardo di un solo giorno nel pagamento di una sola rata – si legge in sentenza – non può che evidenziare l’accidentalità dell’evento e non l’intenzionalità di sottrarsi a un pagamento di imposte dovute e legittimamente richieste. Manca quindi quell’intenzionalità che è alla base della sanzione prevista dalla legge.

 

Inoltre, la misura eccessiva della sanzione per un solo giorno di ritardo non è in linea con la Costituzione italiana per la quale le tasse e le relative sanzioni, oltre ad essere coerenti, devono anche essere commisurate alla capacità contributiva dei contribuenti.

 

Del resto l’illogicità delle sanzioni, in caso di lievi ritardi, è stata riconosciuta dallo stesso legislatore che [3] ha esteso a tutti i tributi l’ulteriore riduzione della sanzione a un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 15 giorni [4].

 

E più di recente, il decreto legislativo di riforma fiscale approvato l’anno scorso [5] ha introdotto il principio del «lieve inadempimento», in base al quale la rateizzazione «non decade nel caso in cui il tardivo versamento della prima rata non sia superiore a sette giorni».


[1] CTR Roma, sent. n. 3410/16.

[2] Ex art. 26-bis d.P.R. n. 600/1973.

[3] Art. 23 co. 31, d.l. n. 78/2011.

[4] Sanzione di cui all’art. 13 d.lgs. n. 472/1997.

[5] Dlgs. n. 159/15.

 


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