Telefonate dei call center: impossibile evitarle tutte
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6 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Telefonate dei call center: impossibile evitarle tutte

Il Garante aveva istituito il Registro delle Opposizioni. Ma linea fissa e cellulare squillano ancora. Molti utenti si sono tolti dall’elenco. Come fanno ad avere il loro numero?

 

Mattina, pomeriggio e sera. Soprattutto a pranzo e a cena, quando sanno che l’utente è a casa. Gli operatori dei call center sono diventati di famiglia. Propongono delle offerte “imperdibili” su qualsiasi servizio. Anche ai cittadini che hanno tolto il proprio numero dall’elenco telefonico o che si sono iscritti al Registro pubblico delle opposizioni, strumento messo dal Garante della privacy a disposizione di chi è stanco di ricevere chiamate di telemarketing. Arrabbiarsi con l’operatore non basta (diciamo pure che non serve): bisogna conoscere i diritti garantiti dalla legge. E agire di conseguenza.

 

 

Si possono evitare tutte le telefonate dei call center?

La risposta è no. Il Registro pubblico delle opposizioni, operativo dal 31 gennaio 2011, è stato istituito per limitare le chiamate commerciali.  Gli abbonati che non vogliono sentire squillare il loro telefono se non per chiamate di parenti o amici possono iscriversi gratuitamente online. Da quel momento, nessuna società di telemarketing è legittimata a fare una telefonata commerciale a quel numero.

 

Ci sono, però, due eccezioni. La prima, il caso in cui l’abbonato non sia iscritto all’elenco telefonico. L’iscrizione al Registro delle opposizioni, infatti, riguarda chi ancora compare sull’elenco. La seconda, il caso in cui l’abbonato, anche ingenuamente, abbia dato ad una certa società l’autorizzazione ad essere chiamato a casa. Ad esempio, se nella lettera piccola di uno di quei contratti che vengono firmati per la fornitura di telefonia, internet, gas o energia elettrica è stato dato il consenso a ricevere delle telefonate promozionali, la chiamata sarà legale. Le possibilità, a questo punto, sono due: ascoltare quello che ha da proporci l’operatore oppure augurargli in fretta buona giornata e riappendere. C’è, comunque, una terza possibilità: ritirare in qualsiasi momento il consenso dato all’azienda, consenso che deve essere documentabile per iscritto al Garante.

 

Da segnalare, inoltre, il divieto di effettuare operazioni commerciali tramite telefonate anonime. In altre parole, se il numero da cui si chiama un abbonato è “oscurato”, cioè appare sul display “chiamata anonima”, quella telefonata sarà illegale.

 

 

Come fanno ad avere il mio numero di telefono

Resta il problema di chi è iscritto nell’elenco telefonico e che, di conseguenza, non può essere aderire al Registro pubblico delle opposizioni. Teoricamente, il Garante ha disposto che dal 1 agosto 2015 nessuno possa utilizzare questi numeri per attività promozionali senza avere prima acquisito il consenso dell’utente. Un’altra cosa è che lo si faccia comunque. Ma si sappia che è vietato.

 

Altro modo di entrare in possesso di un numero telefonico è quello di spulciare i pubblici registri, gli elenchi, atti o documenti conosciuti da tutti. L’esempio più lampante, un albo professionale o un curriculum pubblicato sul web con tanto di recapiti. In questo caso, i call center possono fare delle telefonate commerciali solo se la promozione riguarda l’attività svolta dall’interessato (sempre che quest’ultimo non abbia detto di no) oppure se il telemarketing è previsto dalla normativa di riferimento.

 

Certo che, in questo caso, stabilire dei limiti è difficile: come fa un abbonato a dire che un’offerta per l’energia elettrica non è pertinente con la sua attività?

 

 

Chiamate indesiderate dal call center: cosa fare

Nonostante un utente sia iscritto al Registro pubblico delle opposizioni, la telefonata di qualche call center arriva comunque. L’abbonato, in questo caso, dovrà verificare che l’iscrizione al Registro sia effettivamente avvenuta, che siano trascorsi 15 giorni dal momento dell’iscrizione (il tempo stabilito per poter presentare opposizione) e di non avere dato il consenso al trattamento dei propri dati per attività di telemarketing.

 

Appurato ciò, l’utente può rivolgersi all’autorità giudiziaria competente o al Garante per la privacy, presentando una segnalazione (è gratuita), oppure un reclamo o un ricorso al costo di 150 euro per diritti di segreteria.

 

L’operatore che non ha rispettato le norme del Garante può ricevere una sanzione da 30.000 euro a 180.000 euro. Se la violazione arrivasse da più operatori, cioè se lo stesso utente passasse la giornata a rispondere ai call center, ogni operatore potrebbe ricevere una sanzione da 50.000 euro a 300.000 euro.

 

Possono essere bloccate anche le chiamate indesiderate dai call center sugli smartphone. Sia i cellulari che usano Android sia gli iPhone hanno delle app a disposizione per bloccare i numeri indesiderati. Tra le applicazioni più utilizzate su Android, ci sono “Dovrei rispondere” e “Lista Nera” , mentre i dispositivi Apple usano molto spesso SMSNinja.


 


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