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Lo sai che? Pubblicato il 9 agosto 2016

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Lo sai che? Imposta di registro: chi paga per la registrazione della sentenza?

> Lo sai che? Pubblicato il 9 agosto 2016

Finita la causa ed emessa la sentenza, lo Stato bussa alla porta dei contendenti per richiedere la spesa di registrazione della decisione. Vediamo come funziona il pagamento e su chi grava.

 

Terminata la causa, il giudice emette la sentenza: sulla scena processuale cala il sipario e protagonista di questa nuova fase diventa l’Agenzia delle Entrate. Le parti, infatti, sono tenute a pagare la c.d. imposta di registro, ossia quella tassa che scatta per il fatto stesso che il giudice abbia emesso un provvedimento a conclusione dell’intero iter processuale (si parla più propriamente di imposta di registrazione della sentenza). Spesso capita che le parti in causa – vincitori e perdenti – una volta terminato il giudizio, dimentichino di dover procedere a tale ulteriore esborso dovuto allo Stato e si ritrovino inesorabilmente a fare i conti con una cartella esattoriale di Equitalia da svariate centinaia di euro.

Il problema quindi è uno solo: a chi tocca pagare?

Imposta di registro: come funziona il pagamento?

È l’Agenzia delle Entrate che ha l’obbligo di accertare ed individuare la parte, o le parti, tenute al pagamento dell’imposta di registrazione della sentenza.

Individuato il soggetto obbligato, il responsabile avvia nei suoi confronti la procedura obbligatoria, senza ulteriori aggravi per i soggetti non obbligati.

La realtà, però, è diversa: di fatto, l’Agenzia delle Entrate invia con raccomandata, al domicilio di tutte le parti coinvolte nel giudizio, siano esse risultate vittoriose o sconfitte, l’avviso che, per il pagamento della registrazione della sentenza, X imposte, sanzioni ed interessi dovuti dalle parti in causa sono stati liquidati in X euro (c.d. avviso di liquidazione dell’imposta). Allegati all’avviso vi sono una scheda riguardante le avvertenze, altri fogli vari ed il modello F23 in più copie.

La prassi posta in essere dall’Agenzia, quindi, si riduce ad una irregolare comunicazione inviata a ciascun soggetto interessato separatamente alla sentenza , con l’obbligo di imporgli il pagamento, anche se dallo stesso non dovuto. Proprio per questo motivo, capita spesso che i soggetti interessati, senza consultarsi tra loro, paghino ognuno per proprio conto l’imposta dovuta all’Agenzia; lo Stato si arricchisce così di somme non dovute ed i cittadini non obbligati, dunque, saranno costretti ad intraprendere azione di recupero della somma ingiustamente sostenuta, finendo nei logoranti tempi della burocrazia.

Proprio in virtù di quanto detto, nonostante l’Agenzia delle Entrate invii il pagamento a tutti i soggetti della causa, è bene sapere che l’imposta di registrazione della sentenza deve essere pagata solo dalla parte che nel giudizio ha perso. Qualora il pagamento venga anticipato dalla parte risultata vittoriosa, quest’ultima potrà richiedere il rimborso della somma alla parte sconfitta.

 

Imposta di registro: cosa fare se arriva un avviso di liquidazione?

Se dovesse capitarvi di ricevere un avviso di liquidazione dell’imposta di registro della sentenza o, nella peggiore delle ipotesi, una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate per mancato pagamento, ed avete vinto la causa, è bene rivolgersi all’avvocato che vi ha seguito, il quale di certo solleciterà la controparte al pagamento dell’imposta dovuta allo Stato, eventualmente con una lettera di diffida.

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