Imposta di registro: tutte le informazioni utili
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7 Lug 2016
 
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Maura Corrado
 


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Imposta di registro: tutte le informazioni utili

L’imposta di registro è un’imposta indiretta obbligatoria per la registrazione di una scrittura, pubblica o privata: come eseguire la registrazione, in quali termini e quanto costa.

 

L’imposta di registro è un’imposta indiretta (che, cioè, colpisce il trasferimento di ricchezza: ad esempio, l’acquisto di un appartamento): è dovuta per la registrazione di una scrittura, pubblica o privata, ed è commisurata ai valori espressi nella scrittura medesima.

 

Essa trova fondamento nell’obbligo o nella volontà, da parte dei cittadini, di annotare ogni atto scritto (contratti, scritture private, costituzione di enti o di società, sentenze, decreti, ecc…) presso un registro pubblico, allo scopo di non poterne più modificare la data e il contenuto. Questo registro, tenuto dall’apposito Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, riporta in ordine cronologico tutti gli atti sottoposti a registrazione. L’imposta che deriva da queste operazioni colpisce pertanto, quali trasferimenti di ricchezza, i valori venali (cioè i valori di mercato dei beni) o patrimoniali contenuti negli atti, come la vendita o la locazione di un immobile.

 

È importante ricordare che l’imposta di registro è alternativa all’IVA, che è un’altra imposta indiretta: gli atti soggetti a IVA non scontano pertanto l’imposta di Registro, salvo quanto previsto in materia di locazione e cessione di fabbricati da imprese costruttrici.

 

 

Imposta di registro: come si effettua la registrazione?

Come anticipato, presupposto per il versamento dell’imposta in questione, è la registrazione di una scrittura che si effettua mediante la presentazione all’Ufficio del Registro di due copie dell’atto (tre copie, di cui una in carta libera, per gli atti pubblici – cioè quelli redatti davanti ad un pubblico ufficiale quale, ad esempio, un notaio – o le scritture private autenticate: sono tali quelle rese davanti ad un pubblico ufficiale che attesta l’identità della persona che sottoscrive), delle quali una viene restituita all’interessato con la data  e gli estremi della avvenuta  registrazione.

 

Per i contratti di locazione e altri atti relativi agli immobili è stata attivata una procedura di registrazione telematica, che sostituisce, con identiche caratteristiche, la presentazione diretta all’Ufficio.

 

Il termine per effettuare la registrazione varia a seconda del tipo di atto.

 

Sono sottoposti a registrazione obbligatoria:

– tutti gli atti scritti compiuti in Italia;

 

– i contratti, anche verbali, aventi per oggetto locazioni, trasferimenti di azienda, trasferimento di proprietà o di diritti reali (ad esempio: il diritto di abitazione);

 

– gli atti formati all’estero che comportino trasferimenti pari a quelli sopra indicati.

 

La legge prevede i casi di registrazione entro un termine fisso, generalmente fissato in 20 giorni. Per i contratti di locazione e gli altri atti relativi a diritti sugli immobili il termine è, invece, di 30 giorni, mentre per gli atti formati all’estero di 60 giorni.

 

Sono invece sottoposti a registrazione solo in caso d’uso, cioè quando una delle parti intenda dimostrare, con l’avvenuta registrazione, l’efficacia temporale del contratto:

  • i contratti aventi per oggetto una prestazione di lavoro autonomo;
  • le scritture private non autenticate;
  • i contratti di locazione “stagionali”, cioè inferiori a 30 giorni nel corso dell’anno.

 

 

Imposta di registro: a quanto ammonta?

La base da cui partire per calcolare l’imposta di registro è costituita dal valore dell’atto (per le permute – ossia lo scambio della propria proprietà con un’altra -, le donazioni, i contratti di associazione con beni apportati), o dagli importi espressi in esso (per i contratti onerosi traslativi o costitutivi di diritti reali, per i contratti di associazione con apporto di valore), con un’aliquota percentuale o in misura fissa, secondo la tariffa prevista dalla legge.

 

Solo per le cessioni aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, l’acquirente – a determinate condizioni e opportunamente consultato il notaio – può chiedere che la base imponibile sia determinata in riferimento alla rendita catastale rivalutata, a prescindere dal prezzo pattuito (cd. meccanismo del prezzo/valore).

 

L’imposta applicata in misura proporzionale varia in base al contenuto dell’atto.

 

Recenti disposizioni di legge hanno inoltre modificato le aliquote applicabili dal 1° gennaio 2014 ai trasferimenti immobiliari, prevedendone una ridotta al 2% per l’acquisto della prima casa, ed una al 9% per tutti gli altri casi.

 

 

Imposta di registro: come si calcola su immobili acquistati all’asta?

Chi acquista un immobile ad un’asta giudiziaria sconta le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di € 200 ciascuna, anziché alla aliquota ordinaria (l’imposta di registro sarebbe del 9%) purché, in sede di assegnazione, manifesti l’intento di  rivenderlo entro 24 mesi. Il beneficio compete tanto alle persone fisiche quanto alle persone giuridiche, e termina il 31.12.2016. Nel caso in cui l’immobile non fosse rivenduto entro la predetta scadenza, l’acquirente sarebbe tenuto al versamento dell’intera imposta dovuta, con l’aggravio di  sanzioni pari al 30% e dei relativi interessi di mora.

 

 

Imposta di registro: come pagarla?

Il versamento dell’imposta di registro avviene utilizzando il modello F23, reperibile presso gli sportelli bancari e postali, o scaricabile da diversi siti, compreso quello dell’Agenzia delle Entrate.

Dal 2011 è inoltre prevista la possibilità di utilizzare anche il modello F24.

 

Per gli atti pubblici o autenticati, cioè quelli per i quali è prevista la presenza del notaio, l’imposta sarà pagata direttamente al professionista, che provvederà a versarla alle scadenze previste.

 

Nel caso di registrazione di contratti di locazione, è possibile effettuare il versamento mediante addebito diretto, da parte dell’Agenzia delle Entrate, sul proprio conto corrente: in tal caso, occorre disporre dei programmi di registrazione scaricabili dal sito della predetta Agenzia, oppure rivolgersi ad un intermediario fiscale, che provvederà alla registrazione ed al relativo addebito dell’imposta.


 


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