Dichiarazione congiunta: il coniuge paga i debiti dell’altro
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6 Lug 2016
 
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Dichiarazione congiunta: il coniuge paga i debiti dell’altro

Anche se c’è stata separazione tra marito e moglie, Equitalia può notificare la cartella esattoriale solo a uno dei due: l’altro resta ugualmente obbligato a pagare.

 

Occhio a chi ha fatto, in passato, la dichiarazione dei redditi congiunta: infatti, anche se la coppia si separa, il coniuge non debitore può essere tenuto a pagare i debiti dell’altro che abbia ricevuto una cartella di Equitalia. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1]. Secondo i giudici, infatti, in caso di dichiarazione dei redditi presentata dai coniugi in forma congiunta il non dichiarante è tenuto a pagare imposte ed eventuali sanzioni anche se si è legalmente separato dall’altro

 

In buona sostanza, se è vero che la regola generale vuole che la cartella esattoriale sia notificata sia al debitore che ai coobbligati in solido, questa regola però non vale nel caso in cui marito e moglie abbiano optato, in passato, per la dichiarazione dei redditi congiunta: in questo caso si verifica una sorta di “solidarietà” nel debito, con la conseguenza che il fisco può chiedere il pagamento indifferentemente all’uno o all’altro, senza peraltro bisogno di notificare a entrambi la medesima cartella di pagamento.

 

Ma attenzione: questa regola vale anche se la coppia è separata. Facciamo un esempio per comprendere in quale “pasticcio” potrebbe trovarsi l’ex coniuge che, ormai andato a vivere da un’altra parte, si trovi a dover rispondere nei confronti di Equitalia per debiti dell’altro. Se quest’ultimo, infatti, ha ricevuto la cartella, l’Agente per la riscossione non è obbligato a notificarla anche all’altro coniuge ormai separato. Con la conseguenza che chi non ha materialmente ricevuto l’atto di Equitalia, oltre a non avere la possibilità di opporsi alla richiesta di pagamento, potrebbe anche vedersi piombare, dall’oggi al domani, un pignoramento.

 

La questione può sembrare davvero iniqua e in violazione del diritto di ogni contribuente a potersi difendere, eppure la Suprema Corte non ha dubbi: la facoltà di far valere il difetto di notifica della cartella di pagamento, per chi subisce un pignoramento, come vizio del procedimento, non vale nel caso di dichiarazione dei redditi congiunta atteso che la legge [2] stabiliva, in tale caso, che l’amministrazione notifichi solo a uno dei due l’avviso di accertamento (o la cartella di pagamento), ferma rimanendo la responsabilità solidale dell’altro per le imposte e gli accessori iscritti a ruolo a nome dell’ex.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 9 febbraio – 6 luglio 2016, n. 13733
Presidente Di Amato – Relatore Virgilio

Ritenuto in fatto

1. G.M. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana, sez. staccata di Livorno, indicata in epigrafe, con la quale, in accoglimento dell’appello dell’Ufficio, è stata dichiarata la legittimità della cartella di pagamento emessa nei confronti della contribuente a seguito di avviso di accertamento, notificato al coniuge legalmente separato e divenuto definitivo per omessa impugnazione, relativo al 1996, anno per il quale era stata presentata dichiarazione congiunta ai sensi dell’art. 17 della legge n. 114 del 1977.
Il giudice d’appello ha ritenuto che la dichiarazione congiunta costituisce una facoltà il cui esercizio produce tutte le conseguenze previste dalla legge e che il venir meno, in epoca successiva, della convivenza matrimoniale non lede il diritto di difesa della moglie, la quale ha la possibilità di far valere, in sede di impugnazione della cartella, tutte le possibili ragioni di contrasto della pretesa tributaria.
2. l’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.

Considerato in diritto

1. Con l’unico motivo proposto, la ricorrente,

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[1] Cass. sent. n. 13733/2016 del 6.07.2016.

[2] Art. 17 della legge n. 114/1977.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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