Figure principali di vendita
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9 Lug 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Figure principali di vendita

Vendita di beni immobili, di beni mobili e clausole particolari: vendita con riserva di gradimento, vendita a prova, vendita su campione.

 

 

Vendita di beni immobili

I beni immobili sono soggetti a particolare disciplina riguardante:

 

— la forma degli atti: in quanto gli atti relativi ad immobili vanno sempre redatti con forma scritta;

 

— la pubblicità: che per gli immobili si attua con la trascrizione in particolari registri;

 

— la garanzia e la tutela: i beni immobili, infatti, offrono una maggiore garanzia ai creditori in quanto sono ipotecabili.

 

 

La vendita di detti beni può avvenire:

 

a misura: nel caso in cui l’immobile sia alienato con l’indicazione della sua misura, e per un prezzo stabilito in ragione di un tanto per ogni unità di misura;

 

a corpo: quando tale riferimento alla misura del bene manchi del tutto.

 

 

Vendita di beni mobili

La vendita di cose mobili non richiede l’adozione di una forma particolare ma è circondata da una serie di garanzie. Infatti, il rapporto deve avere una pronta esecuzione, le irregolarità devono essere rapidamente accertate, le conseguenze di una eventuale inadempienza liquidate senza indugio. Per la tutela di queste esigenze è prevista una peculiare normativa, articolata intorno ai seguenti mezzi di garanzia:

 

— potestà di chiedere l’accertamento dei difetti della cosa (art. 1513);

 

— esecuzione coattiva per inadempimento del compratore (art. 1515) o del venditore (art. 1516);

 

— risoluzione di diritto quando — prima della scadenza del termine stabilito per l’esecuzione della vendita — una delle parti abbia fatto l’offerta della propria prestazione e l’altra parte abbia lasciato scadere il termine di esecuzione senza adempiere (art. 1517);

 

— rivendicazione del venditore diretta a riottenere il possesso delle cose vendute, se il prezzo non viene pagato (art. 1519).

 

 

Clausole particolari

Vendita con riserva di gradimento (art. 1520): tale vendita non si perfeziona finché il gradimento del compratore non sia comunicato al venditore. Essa presenta una certa affinità con l’«opzione»: infatti, vincolato è soltanto il venditore, non, invece, il compratore, che può negare il gradimento senza dover dare alcuna motivazione.

 

Vendita a prova (art. 1521): è una vendita che non presuppone l’esame della merce da parte dell’acquirente ed è sottoposta alla condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità pattuite o sia idonea all’uso cui è destinata. Essa viene anche denominata «salvo assaggio» o «salvo visita». La «prova» si esegue nel termine e con le modalità stabilite dalle parti. Si ricordi che — a differenza dalla vendita con riserva di gradimento, nella quale il contratto è in via di formazione — qui il contratto è già concluso ed impegna entrambe le parti (non soltanto il venditore).

L’efficacia della vendita, inoltre, non è rimessa al mero arbitrio del compratore, ma dipende dall’esito obiettivo della prova.

 

Vendita su campione (art. 1522): a tale sistema di vendita si ricorre, per lo più, quando le merci sono lontane: trattasi di una vendita perfetta, non sottoposta a condizione, in cui il compratore può chiedere la risoluzione del contratto per qualsiasi difformità che la merce consegnatagli presenti rispetto al campione, che precedentemente ha avuto in visione. Il campione costituisce l’unico elemento indicativo della qualità della merce.

 

Vendita su tipo di campione (art. 1522): differisce dalla «vendita su campione» perché in questo tipo di vendita, per ottenere la risoluzione, deve ricorrere una difformità notevole dal campione, che ha solo valore di orientamento, e cioè serve solo ad individuare, in modo approssimativo, la qualità della merce.

 

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