Abbandono tetto coniugale: le conseguenze per il marito e la moglie
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8 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Abbandono tetto coniugale: le conseguenze per il marito e la moglie

Anche se l’abbandono del tetto coniugale che non più è reato (a patto che sia giustificato), resta un passo pericoloso. Ecco perché e come muoversi per non avere spiacevoli conseguenze.

 

I matrimoni al capolinea sono ormai storie di tutti i giorni e sempre più spesso l’epilogo è quello del marito o della moglie che, valigie al seguito, abbandonano il tetto coniugale: occhio però, perché il rischio è quello di finire sul terreno scivoloso dell’abbandono del tetto coniugale.

 

Andarsene di casa all’improvviso – e senza aver consultato un legale – non è una decisione saggia: non è vero che tale condotta non integra più reato, anzi: può avere conseguenze sia penali sia civili per il fuggiasco (o fuggiasca che sia). Ecco quindi questa rapida scheda per sapersi barcamenare ed evitare contestazioni in caso di abbandono del tetto coniugale.

 

 

Abbandono del tetto coniugale: cosa prevede la legge?

Abitare insieme è un dovere che deriva dal matrimonio [1], andarsene senza una motivazione plausibile significa violare questi doveri. E una simile condotta rileva anche da un punto di vista penale: chi si sottrae alla qualità di coniuge, infatti, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 a 1032 euro [2].

 

Una precisazione è, però, d’obbligo: l’atto dell’andar via di casa non costituisce, di per sé, reato, a meno che l’allontanamento non sia ingiustificato e connotato da un effettivo disvalore etico e sociale [3]. Ciò accade quando ci sia la volontà di non fare ritorno a casa per un lungo lasso di tempo (quindi un allontanamento temporaneo non è sufficiente). Inoltre, il comportamento deve avere come conseguenza – cosciente e volontaria – il mancato adempimento degli obblighi di assistenza verso il coniuge, non solo economica, ma anche morale ed affettiva.

 

Abbandono del tetto coniugale: occhio alle conseguenze

È, in ogni caso, difficile che un giudice condanni al carcere (o alla multa) il coniuge fuggitivo. Tuttavia, andarsene prima che ci sia un provvedimento del giudice (la separazione, insomma) è pericoloso sotto un altro punto di vista. Chi abbandona la casa, per esempio, in qualche misura ammette implicitamente la volontà – almeno il consenso – di lasciare l’abitazione all’altro coniuge. In caso di separazione giudiziale, l’abbandono diventa invece molto significativo e può addirittura comportare l’addebito a carico di chi se ne è andato. Così, oltre alla casa, si può perdere il diritto anche all’assegno di mantenimento e alla linea ereditaria.

 

 

Abbandono del tetto coniugale: come muoversi?

Gli avvocati matrimonialisti sono concordi: prima di lasciare la casa coniugale è meglio aspettare la sentenza di separazione.

Ci sono, però, casi nei quali la legge stessa ammette la possibilità di andarsene immediatamente. Sono quelli in cui si ha a che fare con coniugi violenti, vessazioni (fisiche e psicologiche), infedeltà ripetute (magari imposte sotto gli occhi di tutti), ingerenze pesanti da parte dei parenti. In quei casi bisogna comunque tenere presente che un giorno, in tribunale, il giudice chiederà conto di queste circostanze: quindi è necessario mettersi al riparo facendo una denuncia preventiva.

 

 

Abbandono del tetto coniugale: e i figli?

C’è anche chi, abbandonando il tetto, si porta via i figli. In questo caso bisogna fare doppia attenzione: l’altro coniuge avrà sempre il diritto di incontrarli e stare con loro, a meno che un giudice non abbia disposto diversamente. Quindi, è assolutamente necessario lasciare almeno un recapito telefonico al quale essere reperibile in caso di emergenza.


[1] Art. 143 cod. civ.

[2] Art. 570 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 12310, del 03.04.2012.

 


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Commenti
9 Lug 2016 sterle giulio

Mi dispiace ma non funziona proprio così!!! La mia ex moglie è andata via dalla casa coniugale per ben due volte (la prima col figlio la seconda da sola). Dopo la seconda uscita è andata a farsi la “giustificazione” in un centro antiviolenza dicendo che è dovuta scappare di casa a causa delle violenze del marito. Nella causa di separazione il Giudice ha fatto fare una approfondita CTU dove risulta che le “violenze del marito” sono solo il frutto di invenzioni.
Credete che ho ottenuto l’addebito?? Illusi…..