Porto d’armi: come averlo e per che cosa
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11 Ago 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Porto d’armi: come averlo e per che cosa

Basta ereditare una pistola o un fucile per essere obbligati ad avere una licenza. Ma non è scontato che venga rilasciata per difesa personale. E sul possesso ci sono dei limiti.

 

Non è detto che un direttore di banca possa avere una licenza di porto d’armi. Come non è scontato che possa andare in giro con una pistola un avvocato o un giornalista. Per ottenere il porto d’armi non basta appartenere ad una categoria a rischio ma occorre dimostrare il reale bisogno di protezione.

 

La licenza, invece, è obbligatoria in certi casi, come quello in cui si eredita un’arma da fuoco.

 

In qualsiasi caso, che si debba comprare un’arma o che la si trovi già in casa, l’arma deve essere immediatamente denunciata in Questura, in commissariato o alla stazione del Carabinieri. Le forze dell’ordine devono, infatti, sapere chi possiede un’arma e dove viene custodita.

 

Esistono tre tipi di licenza di porto d’armi: per difesa personale, per uso sportivo o per uso venatorio. La prima ha una validità di un anno, mentre le altre due scadono dopo sei anni.

 

Quante armi posso comprare o tenere in casa

Ci sono dei limiti sul numero delle armi o delle munizioni che il possessore di una licenza di porto d’armi o di un nulla osta può comprare o detenere in casa:

  • 3 armi comuni da sparo;
  • 6 armi ad uso sportivo, sia lunghe che corte;
  • Un numero illimitato di fucili e carabine ad uso venatorio, con calibro e funzionamento precisati dalla legge [1];
  • 8 armi complessive tra:
    • Antiche di importanza storica fabbricate prima del 1890 o con avancarica;
    • Artistiche con particolari finiture come ricami in oro o pietre preziose;
    • Rare in un numero limitato di esemplari, come un’arma legata ad un particolare episodio o personaggio storico [2].
  • 200 cartucce per arma comune;
  • 500 cartucce per fucili da caccia;
  • 5 chili di polvere da caricamento.

 

Queste armi devono essere trasportate fuori dalla proprietà privata senza averne la disponibilità d’uso. Ad esempio, il cacciatore potrà portare il fucile nel portabagagli dell’auto, ma non, magari anche carico, sul sedile accanto al suo. Va da sé che potrà utilizzare il fucile solo per andare a caccia e non per altri scopi. Solo chi ha una licenza di porto d’armi per difesa personale può portare con sé l’arma pronta per l’uso. Il titolare di una licenza di porto d’armi può trasportare fino ad un massimo di sei armi in contemporanea. Diverso il caso di chi possiede solo il nulla osta per la detenzione d’armi a casa (ad esempio perché rara o di importanza storica). Il trasporto sarà consentito solo dal luogo di acquisto a quello della detenzione.

 

Come ottenere il porto d’armi

Prima di andare in negozio a comprare un’arma bisogna compiere una serie di passi. Il primo, andare all’Asl del Comune di residenza a chiedere un certificato di idoneità psico-fisica per l’utilizzo di armi da fuoco. Occorre, in altre parole, dimostrare che non si è uno squilibrato. Tutti saranno più tranquilli.

 

Con quel certificato in mano, bisogna dimostrare un’altra cosa, fondamentale: che si è in grado di usare l’arma. Chi ha prestato servizio in un’arma o corpo dello Stato può presentare un attestato. Chi, invece, ha frequentato una sezione del Tiro a Segno Nazionale deve chiedere regolare certificazione al maneggio delle armi. Anche quando questo test sarà superato, tutti saranno più tranquilli.

 

Appurato che non è uno squilibrato e che sa usare un’arma, l’interessato dovrà compilare una dichiarazione sostitutiva in cui si attesta che non si trova nelle “condizioni ostative della Legge”, in parole più semplici che nulla gli impedisce legalmente di prendere un porto d’armi. E’ necessario anche indicare le persone che vivono nel nucleo familiare e allegare due contrassegni telematici (le moderne marche da bollo) da 14,62 euro l’uno.

 

A questo punto è già possibile acquistare l’arma, ma non è consentito portarla in giro. Per poterlo fare, serve un’autorizzazione della Questura per il tipo di arma acquistata. Dal momento della richiesta a quello in cui si potrà portare l’arma con sé (nei casi consentiti) passerà una trentina di giorni.

 

 

Detenzione d’armi: i casi particolari

Chi vuole detenere più armi rispetto a quelle previste, può chiedere in Questura una licenza di collezione.  Anche chi vuole avere in casa un numero maggiore di munizioni rispetto ai limiti deve avere una speciale autorizzazione. Si tratta di una licenza di deposito che viene rilasciata dalla Prefettura solo in casi eccezionali legati ad attività sportive o professionali.

 

Serve un porto d’armi o un nulla osta per detenere armi diverse da quelle da sparo: spade, pugnali, balestre, sciabile, storditori elettrici, tirapugni, bastoni animati o mazze ferrate solo per citarne alcune. La legge impone l’obbligo di denuncia ma non stabilisce la quantità massima.

 

Un caso particolare riguarda le armi ad aria compressa. In linea di massima non occorre alcun titolo per possiederne una, purché non spari a raffica, abbia una potenza inferiore a 7,5 joule o sia una replica di un’arma ad avancarica a colpo singolo. Ovviamente, l’acquirente deve essere maggiorenne.

 

Ma…c’è un ma. La legge [3] vieta espressamente le armi ad aria o a gas compresso il cui proiettile contenga altre sostanze. Il riferimento è, ad esempio, alle armi in grado di sparare sfere di plastica contenenti liquidi macchianti, come quelle usate nei “giochi di guerra”. In Italia vengono considerate armi da sparo e, quindi, devono essere inserite nel Catalogo nazionale delle Armi comuni da sparo. Chi potesse acquistarle e trasportarle, dovrebbe avere in mano un regolare porto d’armi, come se avesse in fondina una più comune 9mm.

 


[1] Art. 13 legge 157/92.

[2] D.M. 14 aprile 1982.

[3] D.M. 362/2001.

 


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