Canone Rai: i codici tributo per chi non paga con la luce
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7 Lug 2016
 
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Canone Rai: i codici tributo per chi non paga con la luce

Pronti i codici tributo quando il canone non va in bolletta: c’è tempo fino al 31 ottobre per il versamento tramite F24.

 

Arrivano i codici tributo per i contribuenti che non possono pagare il canone in bolletta perché non hanno un contratto della luce intestato e, tuttavia dispongono di un televisore. Con la risoluzione di oggi [1], infatti, l’Agenzia delle Entrate istituisce i codici tributo “TVRI” e “TVNA” per il versamento, tramite il modello F24, del canone di abbonamento alla televisione per uso privato nei casi in cui non sia possibile l’addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche.

 

Il canone Rai va pagato tanto nell’ipotesi in cui il contribuente sia titolare di un contratto della luce (e in tal caso verrà addebitato sulla bolletta), tanto in quella in cui non lo sia e, tuttavia, viva in un immobile con dentro una televisione (si pensi al caso dell’inquilino che viva in una casa già arredata): e in tal caso va pagato tramite F24 coi codici appena indicati.

 

 

Chi deve pagare il canone tv tramite F24

Da quest’anno il pagamento del canone tv ad uso privato avviene tramite addebito sulla bolletta elettrica. In tutti i casi in cui questo non possa avvenire, i contribuenti dovranno effettuare il versamento tramite F24, eccezionalmente per quest’anno, entro il 31 ottobre. Si tratta, per esempio:

  • degli abitanti delle isole servite da reti elettriche non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, come Ustica, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia, Ventotene;
  • dei contribuenti che detengono un televisore e che risiedono in una casa in affitto, ma senza aver intestata la bolletta elettrica;
  • del portinaio che risiede nella casa data a disposizione dal condominio titolare dell’utenza elettrica dove detiene un televisore.

La seconda categoria, soprattutto, è numerosa: gli inquilini di case i cui proprietari hanno mantenuto l’intestazione dell’utenza elettrica sono parecchi. In molti casi, infatti, per esempio nelle locazioni transitorie, il fastidio burocratico (e i costi, circa 65 euro nel «regime di maggior tutela») scoraggia i frequenti subentri (o volture), anche se sarebbero obbligatori. Tanto più che in questo modo l’inquilino, che deve rimborsare il proprietario, finisce sempre con il pagare di più, dato che l’intestazione della bolletta elettrica, in questi casi, è necessariamente come seconda casa. Proprio per questo, nei mesi scorsi, chi si fosse trovato in questa situazione avrebbe potuto regolarizzarla.
In alcuni casi il proprietario che si sia trovato a mantenere l’intestazione della bolletta si sarà affrettato a comunicarlo (con la dichiarazione all’agenzia delle Entrate da consegnare entro il 16 maggio perché valesse per tutto il 2016) per evitare il rischio di pagare doppio canone, anche se il fatto di non essere residente dovrebbe metterlo al riparo.

 

Come e quando pagare

Il pagamento è effettuato direttamente dal contribuente, compilando un modello F24 ed inserendo il codice tributo “TVRI” nel caso del rinnovo dell’abbonamento tv e “TVNA” se è il primo anno di abbonamento. Il versamento va fatto in un’unica tranche, pari a 100 euro.


[1]Ag. Entrate risoluzione n. 53/E

 


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