Separazione dei beni e diritti ereditari
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30 Lug 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Separazione dei beni e diritti ereditari

Mio marito è un piccolo imprenditore e mi ha chiesto di fare la separazione dei beni. Questa scelta influirà sui miei diritti ereditari?

 

La scelta di migrare da un regime di comunione legale alla separazione dei beni, in genere, ha lo scopo di tutelarsi dai creditori. In regime di comunione dei beni, il creditore di uno dei coniugi può pignorare, oltre al patrimonio di quest’ultimo, anche il 50% dell’altro coniuge. In caso di separazione dei beni, invece, il creditore può aggredire solo i beni del debitore.

 

Il passaggio da un regime di comunione alla separazione dei beni può avvenire in qualsiasi momento. A tal fine, è necessario rivolgersi ad un notaio per stipulare una convenzione matrimoniale e richiederne l’annotazione a margine dell’atto di matrimonio. La convenzione deve essere trascritta nei registri immobiliari, se ha ad oggetto beni immobili. L’operazione ha un costo di 500 euro circa, di cui 255 di imposte e 200 + iva di onorario per il notaio.

 

Se la separazione dei beni viene compiuta al solo scopo di danneggiare i creditori, questi potranno esercitare la cosiddetta azione revocatoria, finalizzata a rendere inefficaci tutti gli atti rivolti a pregiudicare i loro diritti. La revocatoria può essere esercitata entro cinque anni dalla stipula dall’atto notarile di modifica del regime patrimoniale.

 

Con la separazione dei beni, ciascuno dei coniugi conserva una posizione patrimoniale indipendente, ma sono fatti salvi i diritti di successione. Il regime patrimoniale della coppia, cioè, non influisce sui diritti ereditari. Ha però rilevanza quando c’è da stabilire il patrimonio che rientra nella successione: in caso di morte, infatti, i beni del coniuge defunto che erano in comunione legale verranno ripartiti nell’asse ereditario considerandoli solo al 50%, perché la restante metà continuerà ad appartenere al superstite.

 

Solo i beni personali del defunto (quelli posseduti prima del matrimonio o acquisiti per donazione e successione, e quelli necessari all’esercizio della professione, nonché altri dettagliatamente specificati), non rientrando nella comunione legale, verranno ripartiti tra gli eredi calcolandoli al 100%. In regime di separazione, invece, cadrà in successione l’intero patrimonio del defunto, che sarà divisibile al 100% tra gli eredi.


 


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