Il reato
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13 Ago 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Il reato

Nozione di reato; differenza tra reato e illecito amministrativo.

 

La dottrina penalistica distingue due diverse nozioni di reato:

 

formale, secondo cui è reato ogni fatto umano al quale l’ordinamento giuridico ricollega una sanzione penale, vale a dire una pena inflitta dalla Autorità giudiziaria a seguito di un procedimento giurisdizionale (cd. pena criminale);

 

sostanziale, secondo cui è reato ogni fatto socialmente pericoloso.

 

La dottrina prevalente, pertanto, ritiene necessario individuare i caratteri tipici della fattispecie illecita sulla base dei principi dettati dalla Costituzione in materia penale. Potrà trarsi, così, una nozione formale-sostanziale di reato per la quale questo consiste in un fatto umano previsto dalla legge (principio di legalità) in modo tassativo (principio di tassatività) ed irretroattivamente (principio d’irretroattività), attribuibile al soggetto sia causa/mente (principio di materialità) che psicologicamente (principio di soggettività), offensivo di un bene giuridico costituzionalmente significativo (ERICO LA, FIANDACAMUSCO) o, comunque, non incompatibile con i valori costituzionali (principio di offensività), sanzionato con una pena proporzionata, astrattamente, alla rilevanza del valore tutelato e, concretamente, alla personalità dell’agente (principio della responsabilità penale personale), umanizzata e tesa alla rieducazione del condannato (principio del finalismo rieducativo della pena).

 

 

Differenze tra il reato e gli altri illeciti

L’ordinamento giuridico può configurare un comportamento umano contrario ad una norma come illecito penale, illecito civile o illecito amministrativo. La distinzione del reato dall’illecito amministrativo si fonda esclusivamente su elementi formali (essendo, secondo la dottrina prevalente, impossibile individuare una differenza sostanziale) ossia sul tipo di sanzione prescelta dal legislatore e sull’organo – giurisdizionale o ainminisrativo – competente ad infliggerla.

 

Analoganmente, si ritiene che il reato possa essere distinto dall’illecito civile esclusivamente in base al criterio estrinseco e legale del “nomen iuris” della sanzione: pena per il reato e risarcimento del danno per l’illecito civile. Inoltre, si osserva che in campo civile non dominano i principi della riserva di legge e di tassatività meri tre sono ammesse forme di responsabilità indiretta (cd. responsabilità per rischio) o di responsabilità oggettiva; in campo amministrativo, invece, la riserva di legge è solo relativa (laddove in diritto penale si discute se sia assoluta o relativa).

 

 

Delitti e contravvenzioni

 I reati si distinguono in due grandi categorie: delitti e contravvenzioni. Quanto al criterio di distinzione, l’art. 39 c.p. stabilisce che:

 

– i delitti sono puniti con le pene della reclusione e della multa;

 

– le contravvenzioni sono punite con le pene dell’arresto e dell’ammenda. La dottrina si è sforzata di individuare un criterio sostanziale di distinzione tra i due tipi di illecito penale, senza peraltro riuscirvi. Il fallimento di questi tentativi ha indotto la dottrina più recente ad escludere l’esistenza di una reale differenza ontologica tra i due tipi di reato e ad affermare che la qualificazione di un reato come delitto o come contravvenzione dipende solo da una scelta di politica criminale operata dal legislatore, che si concreta nella previsione di una diversa sanzione penale.

 

Tale distinzione è particolarmente rilevante, non solo con riguardo alle pene principali ed accessorie, ma anche per le profonde differenze di disciplina, sotto il profilo dell’elemento psicologico, del tentativo, dell’abitualità e della professionalità nel reato, della prescrizione etc.

 

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