Auto strisciata mentre è parcheggiata: chi risarcisce?
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10 Lug 2016
 
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Auto strisciata mentre è parcheggiata: chi risarcisce?

Il risarcimento del danno nel caso di una macchina lasciata sul margine della strada e urtata da un’altra auto o moto: come individuare il colpevole.

 

Che fareste se, tornando alla vostra auto che avete lasciato parcheggiata a bordo della strada, vi accorgeste che è stata strisciata o tamponata? Il problema è che, per chiedere il risarcimento del danno alla vostra assicurazione, avete bisogno di un dato che vi manca: il nome del responsabile del sinistro e della sua assicurazione.

Neanche è possibile attivare la polizza atti vandalici quando non si tratta di comportamenti dolosi, come appunto quello di un normale scontro tra auto, verosimilmente dovuto a colpa di un altro conducente. Gli atti vandalici, infatti, coprono i danni volontari provocati da eventi come sommosse, cortei violenti, tumulti popolari, atti di terrorismo e di vandalismo. Si va quindi, ad esempio, dalla classica riga sulla portiera fino alla rottura dei vetri o alla foratura dei pneumatici.

 

Allora, come farsi risarcire l’auto danneggiata mentre era parcheggiata? Il suggerimento viene da una recente sentenza del Tribunale di Napoli [1].

Il testimone è l’elemento chiave. Ma che sia, oltre che sincero, anche credibile. Chiunque potrebbe aver visto, mentre era affacciato da un balcone o sul ciglio della strada, il tamponamento e potrebbe aver preso il numero della targa. Quest’ultimo elemento è fondamentale se si vuole risalire al nome del conducente e alla sua assicurazione. Infatti, con una visura presso il PRA, è possibile conoscere a chi è intestata un’auto: il proprietario sarà responsabile dei danni prodotti anche se il mezzo risultava guidato da una terza persona.

 

Tutto ciò che dovete fare, allora, se un testimone riesce a prendere il numero della targa, è di fare come suggeriamo in questo articolo “Come sapere a chi è intestata un’automobile” e, poi, procedere a inviare la richiesta di risarcimento alla vostra stessa assicurazione. Se quest’ultima dovesse contestare l’esistenza del sinistro, il testimone potrebbe servirvi in udienza, affinché confermi di aver visto l’urto e di aver effettivamente preso nota della targa.

 

Attenzione però: come ben potrete immaginare, da lontano un 6 può ben apparire un 8 e una E potrebbe sembrare una F. E così via. Quindi, il vostro teste deve essere sicuro di aver letto bene la targa, di non aver commesso errori e, soprattutto, di poter affermare ciò perché si trovava a una distanza ravvicinata dal mezzo responsabile dell’incidente.

 

Non solo. Il testimone potrà servire anche a confermare che l’urto è stato dovuto a colpa dell’altro conducente e non a fatto a voi addebitabile, come ad esempio potrebbe accadere se la vostra auto fosse stata parcheggiata in modo scorretto, ad esempio dietro una curva (e, quindi, poco visibile) o troppo discostata dal marciapiede (e, quindi, sporgente verso la strada). Se così fosse, infatti, si applicherebbe la cosiddetta presunzione di pari responsabilità, in virtù della quale ciascun automobilista si assume il 50% della colpa e, quindi, il risarcimento viene dimezzato.

Dunque, il testimone potrà confermare che la vostra auto era parcheggiata correttamente, in modo pienamente visibile e non in modalità tale da costituire un pericolo per le altre auto.

Si pensi al caso di una moto che venga vista correre troppo velocemente e sbagliare nel “prendere la curva”, andando così a impattare contro la parte anteriore sinistra della vettura ferma.

 

Infine ci sono le fatture del carrozziere: se volete essere risarciti dovete dimostrare non solo di aver subito un danno, ma dovete essere in grado di quantificarlo. Così il vostro meccanico di fiducia potrà riparare il mezzo ed emettere il documento fiscale di quanto da voi pagato, oppure effettuare un preventivo del costo presumibile per rimetterlo a nuovo.


[1] Trib. Napoli, sent. n. 329/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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