Se ricevi una cartella di pagamento o una multa ad agosto
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10 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Se ricevi una cartella di pagamento o una multa ad agosto

Equitalia: i termini per presentare ricorso si sospendono durante tutto il mese di agosto e tornano a decorrere dal 1° settembre; non c’è possibilità che scada, quindi, la possibilità di opporti alla cartella di pagamento mentre sei in ferie.

 

Se sei in ferie e, nel periodo che va dal 1° al 31 agosto, hai ricevuto la notifica di una cartella di pagamento da parte di Equitalia o di una multa stradale non c’è bisogno che ti affretti a tornare in città per trovare un avvocato – che non sia anche lui in vacanza – perché ti difenda in una eventuale causa di impugnazione: fortunatamente i termini per presentare ricorso sono tutti sospesi e tornano a decorrere dal 1° settembre. Ci spieghiamo meglio.

 

 

Il termine per presentare ricorso contro la cartella

Dal momento in cui il postino o il messo notificatore consegnano, nelle mani del contribuente, una cartella di pagamento, iniziano a decorrere i giorni per potersi opporre alla richiesta di pagamento: giorni che sono pari a:

  • 30, se la cartella esattoriale riguarda il mancato pagamento di multe stradali;
  • 40, se la cartella riguarda invece l’omesso versamento di contributi Inps e Inail;
  • 60, in tutti gli altri casi, ossia imposte e tributi dovuti all’Agenzia delle Entrate o altri enti.

 

Invece per le multe per violazione del codice stradale il termine è sempre di 30 giorni.

 

 

Quando scade il termine per presentare ricorso?

Per stabilire, con esattezza, quando scade il termine per presentare ricorso, bisogna iniziare a contare dal giorno successivo a quello della notifica. Ad esempio, nel caso di una cartella notificata il 1 marzo, il termine di 60 giorni inizia a decorrere dal 2 marzo (che, appunto, è il 1° dei 60 giorni) e, quindi, l’ultimo giorno utile per presentare ricorso è il 30 aprile (30 giorni di marzo + 30 giorni di aprile). Pertanto, il ricorso notificato il 1° maggio è ormai tardivo.

 

 

Che succede se il contribuente non è a casa quando arriva il postino?

Se il contribuente è momentaneamente assente, il postino o il messo notificatore consegnano un avviso con cui comunicano di aver tentato la notifica all’abitazione (l’avviso viene affisso alla porta di casa o immesso nella cassetta delle lettere) e, successivamente, viene spedita al contribuente una seconda raccomandata in cui lo si informa che potrà ritirare il plico presso il Comune nei successivi 30 giorni. Scaduti i quali si forma la cosiddetta “compiuta giacenza”, il che significa che la cartella si considererà ugualmente notificata.

 

Se il contribuente non ritira affatto la cartella, perché magari è in ferie e torna in città dopo più di 30 giorni (quando ormai il plico è stato restituito ad Equitalia per compiuta giacenza), il termine per proporre il ricorso inizia a decorrere dall’11° giorno successivo all’invio della seconda raccomandata.

 

Se il contribuente ritira invece l’atto in Comune dobbiamo distinguere due ipotesi:

  • se il ritiro avviene prima di 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata (ad esempio dopo 7 giorni), il termine decorre a partire dal giorno successivo a quello di ritiro effettivo della cartella;
  • se il ritiro avviene invece dopo i 10 giorni dall’invio della seconda raccomandata (ad esempio, dopo 12 giorni), il termine decorrere dall’11° giorno successivo all’invio della seconda raccomandata.

 

 

Che succede se ricevi la notifica di una cartella ad agosto?

Come detto, tutti i termini processuali per effettuare ricorso contro una cartella di pagamento sono sospesi dal 1° al 31 agosto. È come se questi giorni non esistessero sul calendario. Con la conseguenza che una cartella notificata il 1° agosto si considera notificata il 1° settembre: difatti il termine per fare ricorso non scade il 31 agosto bensì il 30 settembre (il 1° giorno di settembre, in questo caso si calcola).

 

Ed ancora, per continuare con gli esempi, nel caso di cartella notificata il 15 agosto, il termine, anche in questo caso, inizia a decorrere dal 1° settembre e non dal 16 agosto: quindi anche in questo caso il termine per impugnarla scade il 30 settembre.

 

Questo significa che il contribuente può continuare a godersi tranquillamente le vacanze e rinviare il problema della ricerca dell’avvocato o del commercialista, che possa difenderlo, al rientro dalle ferie.

 

 

Che succede se la cartella viene notificata a giugno o luglio

La sospensione dei termini processuali non vale solo per le cartelle notificate ad agosto, ma anche per quelle i cui termini dovrebbero scadere in agosto. Si pensi a una cartella notificata il 25 giugno, da opporre entro 60 giorni: qui il termine – che dovrebbe scadere il 25 agosto (5 giorni residui di giugno + 31 giorni di luglio + 25 di agosto), scade invece il 25 settembre poiché i 25 giorni di agosto non si calcolano.

 

Insomma, è come se agosto fosse proprio stato cancellato dal calendario dei tribunali. Il che vale non solo per le cause tributarie, ma anche per quelle civili e amministrative.

 

 

Che succede se l’ultimo giorno di scadenza è festivo?

Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo, ma se il 1° settembre è festivo, la scadenza non deve essere ulteriormente prorogata giacché, nell’ambito della sospensione feriale, siamo soltanto all’interno di un termine, sebbene con un giorno festivo.

 

 

Che succede se la cartella è inferiore a 20 mila euro?

Per le cartelle inferiori a 20mila euro è necessario prima procedere alla istanza di reclamo e mediazione, notificando il ricorso a Equitalia e dovendo attendere almeno 90 giorni per la risposta. La sospensione feriale si applica anche al termine per la proposizione dell’istanza di reclamo e mediazione.

 

Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], è impossibile cumulare la sospensione feriale dei termini con il termine del reclamo-mediazione: con l’effetto che il contribuente non deve tenere conto del cumulo delle due sospensioni. Questa posizione però non è condivisa da tutti, ancor meno dalla dottrina, la quale ritiene che il cumulo sia possibile, poiché non si sommano sospensioni di natura diversa.


[1] Cass. sent. nn. 11632/2015 e 7995/2016.

 


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