Pensione di invalidità civile: la casa non fa reddito
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10 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Pensione di invalidità civile: la casa non fa reddito

L’importante è il reddito, che non deve essere superiore a 4.805,19: ottiene il beneficio della pensione di invalidità civile anche chi è proprietario di un immobile.

 

Anche se hai una casa di proprietà, puoi ugualmente avere diritto alla pensione di invalidità civile se il tuo reddito percepito non supera la soglia prevista dalla legge. Infatti, nel caso sia stata presentata domanda per il riconoscimento della pensione di invalidità civile, ai fini del calcolo dei limiti di reddito previsti dalla legge non si considera la casa di proprietà. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1]. Non è la prima volta che la Corte offre questa interpretazione del concetto di “reddito” necessario per conseguire il beneficio previdenziale: già l’anno scorso si era espressa in questo modo e, ancor prima, con sentenze del 2012 e 2013 [2], sicché si può parlare ormai di un orientamento consolidato.

 

 

La pensione di invalidità civile

Come abbiamo spiegato nella nostra guida sulla pensione di invalidità civile, il contributo spetta ai cittadini italiani o comunitari tra i 18 e 65 anni (anche quelli extracomunitari, purché in possesso di permesso per soggiornanti CE di lungo periodo), con un reddito non superiore a 4.805,19 euro. L’assegno ammonta, per il 2015, a 279,75 euro per 13 mensilità.

 

 

Il calcolo del reddito ai fini della pensione di invalidità

È proprio sui criteri di calcolo del reddito che si è pronunciata la Cassazione, chiarendo che «il reddito» previsto per «l’attribuzione della pensione di invalidità civile» non può «comprendere anche quello della casa di abitazione».

È stata così accolto il ricorso di una donna alla quale l’Inps aveva negato la pensione di invalidità solo perché proprietaria di un immobile.

In particolare la Cassazione sottolinea che “in tema di pensione di inabilità, ai fini del requisito reddituale non va calcolato il reddito della casa di abitazione”.

 

Questo significa che chi abbia un reddito molto basso può ugualmente accedere alla pensione di invalidità nonostante sia proprietario di una casa o altro immobile.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 21 aprile – 8 luglio 2016, n. 14026
Presidente Mammone – Relatore D’Antonio

Svolgimento del processo

La Corte d’appello di Firenze, in riforma della sentenza del Tribunale di Firenze, ha accolto la domanda di V.V. volta ad accertare che il reddito,ai fini dell’attribuzione della pensione di invalidità civile (non doveva comprendere anche quello della casa di abitazione.
La Corte ha richiamato un precedente della Cassazione secondo cui l’assegno divorzile, proprio perché interamente deducibile ai fini del pagamento dell’Irpef , doveva essere detratto dal reddito ai fini della pensione di invalidità civile. Secondo la Corte tale sentenza era in contrasto con quanto sostenuto dall’Inps di ritenere differenti le condizioni di deducibilità ai fini fiscali da quelle relative al reddito da considerare per l’accesso alle prestazioni. Ha concluso, pertanto, ritenendo infondata la pretesa dell’Istituto di escludere la detraibilità del reddito della casa di abitazione .
Ricorre Inps con un motivo. Resiste il V. con controricorso ulteriormente illustrato con memoria ex art 378 cpc.

Motivi della decisione

Con un unico motivo l’Inps denuncia violazione dell’art. 14 septies del

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[1] Cass. sent. n. 14026/16 dell’8.07.2016.

[2] Cass. sent. n. n. 5479/2012, 14456/12, 20387/2013.

 


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