Incidente stradale e danno da guard-rail: chi risarcisce?
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10 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Incidente stradale e danno da guard-rail: chi risarcisce?

Auto o moto finita contro il guard-rail in precarie condizioni e fuori dalla guida: il risarcimento del danno è negato se il conducente vi va a sbattere per colpa della propria guida.

 

Guard-rail in cattivo stato di manutenzione o, in alcuni casi, del tutto assente: a volte potrebbero evitare gli incidenti, altre volte aumentano addirittura i danni portando persino alla morte del conducente e delle persone a bordo, altre volte ancora nulla possono fare contro la velocità pazza degli automobilisti. Quando è possibile chiedere il risarcimento del danno per un incidente stradale verificatosi in prossimità di un guard-rail tenuto in pessime condizioni di manutenzione o del tutto assente? La Cassazione ha stilato le sue regole in una serie di sentenze, da ultimo ribadite in quella dello scorso 7 luglio [1]. Eccole.

 

 

Guard-rail assente

Nel caso in cui la strada non sia munita di alberi o guard-rail idonei a bloccare l’auto sbandata durante la marcia, la società autostradale è responsabile dei danni procurati sia al conducente che al mezzo; ma ciò solo a condizione che, ricostruendo la dinamica del sinistro, si possa dimostrare che, qualora vi fosse stata la protezione ai margini della strada, i danni sarebbero stati assenti o inferiori. Diversamente, se la presenza del guard-rail non avrebbe comunque potuto bloccare l’incidente e i danni (spesso mortali) sarebbero stati comunque gli stessi, alcun risarcimento è dovuto al proprietario del mezzo. Infatti, in tale ipotesi, l’unica causa del sinistro e delle conseguenti lesioni è l’automobilista, mentre nessuna incidenza ha avuta l’assenza delle barriere. Leggi, a riguardo, “Incidente su strada senza guard-rail: risarcimento non assicurato”.

 

 

Guard-rail in cattivo stato di manutenzione

Sicuramente è dovuto il risarcimento del danno nel caso in cui il guard-rail divelto dalla sua sede e non segnalato sia stato esso stesso la causa dell’incidente. Si pensi al tubo sporgente perché uscito fuori dalle dighe, contro il quale l’automobilista sia andato a sbattere nonostante la sua condotta di guida prudente.

 

Diverso il caso in cui il guard-rail sia sì in pessimo stato di manutenzione, ma l’incidente sia stato provocato dalla condotta dell’automobilista e quindi a prescindere dal fatto che la barriera sia rovinata. In tal caso è possibile applicare il concorso di colpa e un risarcimento diminuito in relazione alla gravità di colpa del conducente. Tuttavia, se dovesse risultare che la funzione assorbente propria del guard-rail poco avrebbe potuto fare contro la violenza dell’impatto, sicché l’incidente avrebbe avuto gli stessi effetti drammatici, il risarcimento viene negato (a riguardo leggi “Incidenti stradali: se il guard-rail è rovinato”).

 

Nella vicenda di specie un motociclista perdeva la vita dopo essere andato a sbattere contro un guard-rail che si trovava in pessime condizioni a seguito di un precedente incidente. Tuttavia, secondo i giudici «la perdita di controllo della moto è avvenuta prima e a prescindere dall’impatto con il guard-rail», la cui deformazione peraltro era segnalata e visibile. Ciò significa che, alla luce del «rapporto della Polizia stradale» e della «testimonianza dell’automobilista che seguiva a breve distanza la vittima», era evidente la responsabilità dell’uomo alla guida della moto, la cui «condotta», sottolinea la sentenza, «ha avuto efficienza causale esclusiva e autonoma nella produzione dell’incidente».


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 4 maggio – 7 luglio 2016, n. 13948
Presidente Vivaldi – Relatore Spirito

Svolgimento del processo

La L. ed i N. citarono in giudizio risarcitorio l’Autostrade per l’Italia spa per i danni subiti a causa del decesso del loro congiunto, G.N., a seguito di sinistro stradale. Essi sostenevano che la vittima, a bordo del suo motociclo, era andato ad urtare un piantone del guardrail, divelto a causa di un precedente incidente, perdendo il controllo del mezzo. La domanda è stata respinta dal Tribunale di Roma con sentenza poi confermata dalla Corte d’appello della stessa città. Propongono ricorso per cassazione gli eredi della vittima attraverso cinque motivi. Risponde con controricorso la so­cietà Austostrade. I ricorrenti hanno depositato memoria per l’udienza.

Motivi della decisione

Il primo motivo, lamentando la violazione di una serie di disposizioni regolamentari concernenti la costruzione e la manutenzione delle strutture di sicurezza autostradale, censura la sentenza laddove afferma che, nonostante la deformazione, la funzione del guardrail di contenere la traiettoria del veicolo era stata assolta. Sostengono i ricorrenti che nessuna imprudenza può essere imputata alla con­dotta di guida della

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[1] Cass. sent. n. 13948/16 del 7.06.2016.

 


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