Come si calcola l’assegno sociale?
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10 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come si calcola l’assegno sociale?

Pensione sociale ed assegno sociale 2016: come si calcolano la riduzione, la maggiorazione  e l’incremento della maggiorazione del trattamento.

 

L’assegno sociale, cioè il trattamento erogato dall’Inps ai meno abbienti che ha sostituito la pensione sociale, non è uguale per tutti, ma varia a seconda del reddito e dell’età del pensionato.

L’assegno, infatti, può subire delle riduzioni a seconda del reddito personale o familiare, oppure può essere incrementato per determinati soggetti: vediamo quando devono essere applicati gli incrementi e le decurtazioni del trattamento e come si calcolano.

 

 

Assegno sociale: quando spetta per intero

L’assegno sociale spetta per intero se il beneficiario (che deve avere almeno 65 anni e 7 mesi [1]):

 

– non ha reddito;

– è sposato ed il reddito della coppia è inferiore a 5.842,91 euro.

 

L’assegno sociale “intero” è pari a 448,07 euro mensili, ed è riconosciuto, come la pensione, per 13 mensilità: pertanto, all’anno spettano 5.842,91 euro.

 

 

Assegno sociale: quando va ridotto

L’assegno sociale spetta, invece, in misura ridotta, se il beneficiario (la cui età minima deve essere sempre pari a 65 anni e 7 mesi):

 

– non è sposato e possiede un reddito maggiore di zero, sino a 5.824,91 euro annui;

 

– è coniugato ed il reddito della coppia è superiore a 5.824,91 ma inferiore a 11.649,82 euro annui.

 

 

Come si calcola la riduzione dell’assegno sociale

La riduzione dell’assegno sociale  è calcolata in base al reddito posseduto dal pensionato o dal pensionato assieme al coniuge, se sposato: in pratica, più è alto il reddito, più si riduce l’assegno, sino ad arrivare alla soglia massima di 5.824,91 euro per i non sposati e di 11.649,82 euro per i coniugati.

Facciamo degli esempi per capire meglio:

 

– Tizio, non sposato, possiede un reddito di 3000 euro annui; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo:

 

sottrarre il reddito posseduto dalla soglia di 5.824,91 euro (5.824,91- 3.000);

dividere il risultato per 13 mensilità; Tizio ha dunque diritto a un assegno mensile pari a 217,30 euro;

 

– Caio, sposato, possiede un reddito annuo pari a 3.000 euro, mentre la moglie possiede 5.000 euro annui di reddito, per un totale di 8.000 euro;  per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo:

 

sottrarre il reddito posseduto dalla soglia di 11.649,82 euro(11.649,82 – 8.000);

dividere il risultato per 13 mensilità; Caio ha dunque diritto a un assegno mensile pari a 280,75 euro.

 

 

Come si calcola l’assegno sociale per gli invalidi civili

Il calcolo dell’assegno sociale segue delle regole diverse se il beneficiario:

 

– possiede un’invalidità riconosciuta prima del compimento del 65° anno di età;

 

– percepiva la pensione d’inabilità o l’assegno mensile ed il trattamento è stato convertito in assegno sociale al compimento del requisito di età.

 

In questo caso, per il calcolo dell’ammontare dell’assegno si devono applicare i limiti di reddito validi per i trattamenti di invalidità spettanti prima della conversione; vanno inoltre considerati solamente i redditi personali, e non quelli del coniuge.

 

In particolare, per chi percepiva la pensione per gli invalidi civili totali il limite di reddito è pari, nel 2016, a 16.532,10 euro; per chi percepiva l’assegno spettante agli invalidi civili parziali il limite è pari a 4.800,38 euro.

L’assegno sociale sostitutivo dell’invalidità è pari a 364,90 euro, maggiorabile sino a 448,07 euro in presenza di determinati requisiti del reddito dell’interessato o della coppia, se sposato.

Se invece l’invalidità è riconosciuta al beneficiario dell’assegno sociale dopo i 65 anni di età, si applicano gli stessi limiti di reddito validi per l’assegno sociale non sostitutivo.

 

 

A chi spetta la maggiorazione dell’assegno sociale

Dal 2001[2] i beneficiari dell’assegno sociale hanno diritto a una maggiorazione pari a 12,91 euro mensili se:

 

– possiedono un reddito inferiore a 5.992,87 euro, se non sposati;

– possiedono un reddito inferiore  a 12.517,44 euro, se coniugati.

 

 

A chi spetta l’incremento della maggiorazione dell’assegno sociale

Dal 2002 [3], i pensionati con almeno 70 anni di età hanno diritto a un incremento della maggiorazione sino a 190,26 euro se:

 

– possiedono  un reddito sino a 8.298,29 euro, se non sposati;

– possiedono un reddito sino a 14.123,20 euro, se coniugati.

 

Il pensionato può avere diritto all’incremento anche se ha meno di 70 anni di età, a seconda degli anni di contributi posseduti: 5 anni di contributi abbassano di un anno il requisito di età per l’incremento. Ad esempio:

 

– Tizio, che possiede 5 anni di contributi versati all’Inps, ha diritto all’incremento non appena compie 69 anni;

– Caio, che possiede 10 anni di contributi versati all’Inps, ha diritto all’incremento appena compie 68 anni.

 

 

Come si calcolano l’incremento e la maggiorazione dell’assegno sociale

La maggiorazione e l’incremento non spettano in misura fissa, ma devono essere ridotti sino ad arrivare alla soglia massima di reddito:

 

– prendendo in considerazione il reddito personale, l’incremento va calcolato con la seguente formula:

 

  • 8.298,29 euro meno la somma del reddito personale e dell’assegno sociale diviso 13; in pratica, se Tizio possiede 3000 euro di reddito, la formula di calcolo dell’incremento è: 8.298,29- (5.824,91+ 3.000)/13;

 

– prendendo in considerazione il reddito della coppia sposata, l’incremento va calcolato con la seguente formula:

 

  •  14.123,20 euro meno la somma del reddito personale, del coniuge e dell’assegno sociale diviso 13; in pratica, se il reddito personale è pari a 3000 euro e quello del coniuge a 5.000, la formula di calcolo dell’incremento è: 14.123,20-(11.649,82+8.000)/13;

 

– prendendo in considerazione il reddito personale, la maggiorazione va calcolata con la seguente formula:

 

  • 5.992,87 euro meno  la somma del reddito personale e dell’assegno sociale, diviso 13; in pratica, se Tizio possiede 3000 euro di reddito, la formula di calcolo dell’incremento è: 5.992,87 – (5.824,91+ 3.000)/13;

 

 

– prendendo in considerazione il reddito della coppia, la maggiorazione va calcolata con la seguente formula:

 

  • 12.517,44 euro meno la somma del reddito personale, del coniuge e dell’assegno sociale, diviso 13; ; in pratica, se il reddito personale è pari a 3000 euro e quello del coniuge a 5.000, la formula di calcolo dell’incremento è: 12.517,44-(11.649,82+8.000)/13.

 

Se applicando i limiti riferiti al reddito personale si ottengono una maggiorazione o un incremento diversi rispetto a quelli calcolati utilizzando i limiti riferiti al reddito della coppia, al pensionato spetta l’importo più basso.

 

 

Quali redditi non contano?

Non tutti i redditi del pensionato e del coniuge vanno contati, relativamente ai limiti validi per la spettanza dell’assegno sociale. Sono infatti esclusi dal computo i seguenti redditi:

 

– trattamenti di famiglia;

 

– indennità ed assegni di accompagnamento e di assistenza, compresi gli assegni conferiti dall’Inail per l’assistenza personale continuativa, nelle ipotesi di invalidità permanente assoluta;

 

– pensioni di guerra;

 

– indennizzi risarcitori per i danni subiti da trasfusioni e vaccinazioni;

 

– reddito dell’abitazione principale;

 

TFR (il trattamento di fine rapporto, in parole povere la liquidazione) e le relative anticipazioni; sono escluse anche le altre indennità di fine rapporto, comunque denominate, come il TFS (trattamento di fine servizio) o l’IPS (indennità premio di servizio);

 

arretrati da lavoro dipendente soggetti a tassazione separata, compresi gli arretrati per attività prestata all’estero.

 

Se l’interessato percepisce una pensione calcolata interamente col metodo contributivo, questa è esclusa dai redditi per un terzo del suo ammontare e comunque non oltre 1/3 dell’ammontare dell’assegno sociale.

 


[1] D.L. 201/2011.

[2] Art. 70, L. 388/2000.

[3] Art. 38, L. 448/2001

 


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