Incidente stradale: risarcimento anche per l’errore medico
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10 Lug 2016
 
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Incidente stradale: risarcimento anche per l’errore medico

In caso di infortunio stradale, il danneggiato può chiedere anche i danni per l’eventuale lesione subita in ospedale a causa di un errore medico o di una infezione.

 

In caso di incidente stradale, il responsabile e la sua assicurazione non devono risarcire solo il danno provocato dal sinistro in sé, ma anche gli eventuali effetti collaterali derivanti da un intervento medico errato o da conseguenze imprevedibili prodotte dal ricovero in ospedale. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente e interessante sentenza [1].

 

Prendiamo il caso di Antonio, investito da un’auto mentre attraversa le strisce pedonali; ricoverato in ospedale, viene ingessato, ma la posa del gesso non viene eseguita in modo corretto e, a seguito della non perfetta saldatura dell’osso, subisce una diminuzione nella funzionalità dell’arto. Oppure prendiamo il caso di Giovanni che, operato per una frattura scomposta, in sala operatoria subisce una setticemia. Chi paga in questi casi? Verrebbe da dire che l’automobilista sia responsabile solo della lesione in sé e non di tutte le conseguenze imprevedibili che da questa potrebbero derivare, come appunto il caso dell’errore medico. E invece la Cassazione fa una distinzione assai importante: tutto dipende dalla prevedibilità del rischio. In buona sostanza:

  • quando la negligenza o imperizia dei medici, persino se grave, è piuttosto ricorrente, tipica e quindi prevedibile (si pensi al caso di una ingessatura non perfetta, alle garze lasciate nella pancia, ecc.), il responsabile del sinistro è chiamato a risarcire anche tali eventi. Difatti, chi provoca un incidente deve mettere in conto le necessarie cure mediche, che dovranno essere prestate alla vittima; e, insieme alle cure, ci sono anche tutti i rischi connessi all’errore umano, tutt’altro che imprevedibile nella società odierna. Ribadiscono i Supremi Giudici che “la negligenza dei medici non costituisce di per sé un fatto imprevedibile, eccezionale, atipico rispetto al fatto originario (l’incidente stradale)”;
  • diverso è il caso in cui l’errore sanitario sia del tutto eccezionale e da solo determinante il danno; allora non si potrà rivendicare l’ulteriore risarcimento.

 

L’errore medico, insomma, non costituisce un evento tanto fuori dall’immaginazione, a maggior ragione nel caso in cui l’aggravamento della situazione clinica del ferito e la necessità di interventi chirurgici complessi risultino preventivabili in ragione della gravità delle lesioni determinate dall’incidente stradale.

 

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 29 gennaio – 7 luglio 2016, n. 28246
Presidente Blaiotta – Relatore Cenci

Ritenuto in fatto

1. La Corte di appello di Milano ha integralmente confermato la sentenza del Tribunale di Lodi di condanna di R.M.M. per il reato di omicidio colposo di F.D. , fatto commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, il (omissis) , decesso avvenuto il (omissis).
2. Avverso la decisione della Corte di appello ha presentato tempestivo ricorso per cassazione il difensore dell’imputata.
La sentenza, ad avviso del ricorrente, sarebbe viziata per inosservanza o erronea applicazione dell’art. 41, comma 2, cod. pen., anche in relazione alla dedotta manifesta illogicità del contenuto della consulenza tecnica posta a base della sentenza impugnata.
Non si contesta nel ricorso il fatto che, a seguito di sinistro stradale del (omissis) , ascrivibile a colpa dell’imputata, il signor F.D. abbia riportato una frattura della testa omerale (così alla p. 2 del ricorso): si contesta invece che il successivo decesso dell’investito, intervenuto a causa di una trombo embolia polmonare massiva dopo un intervento chirurgico eseguito per sostituire la testa omerale con una protesi, sia causalmente riconducibile alla condotta colpevole di guida della

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[1] Cass. sent. n. 28246/16 del 17.07.2016.

 

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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