Bonus ristrutturazione pagato dalla banca
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11 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus ristrutturazione pagato dalla banca

Detrazione fiscale sulla ristrutturazione anticipata dalla banca: il cittadino potrà pagare direttamente i lavori al netto del bonus.

 

Il bonus sulla ristrutturazione, cioè la detrazione fiscale del 50% delle spese pagate per lavori, sarà anticipato direttamente dalla banca, anziché essere restituito in 10 rate nella dichiarazione dei redditi: è questo il contenuto della proposta di legge presentata recentemente alla Camera dalla Cna (Confederazione nazionale artigiani).

In questo modo, il cittadino, per i lavori di risanamento edilizio, dovrà pagare solo la metà dei costi: l’altro 50%, anticipato dalla banca, sarà da questa recuperato sotto forma di agevolazione fiscale. Il bonus ristrutturazione passa, così, dal cittadino alla banca (o al diverso intermediario finanziario): con l’indubbio vantaggio di non dover attendere 10 anni per recuperare le 10 rate della detrazione Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche). Inoltre, per il cittadino non esisterà più il rischio di incapienza, cioè di non poter recuperare la detrazione perché l’importo delle tasse da pagare è più basso.

Secondo le stime della Cna, la nuova legge rilancerebbe notevolmente il settore edilizio, creando ben 24.000 nuovi posti di lavoro e 5 miliardi di spese per lavori edili.

 

 

Bonus ristrutturazione: come funziona adesso

Attualmente, il bonus ristrutturazione consiste in una detrazione del 50% delle spese sostenute per lavori di risanamento, rinnovamento o recupero del patrimonio edilizio: in pratica, si toglie dalle imposte un importo pari alla metà di quanto pagato per la ristrutturazione.

Il bonus, però, non può essere utilizzato tutto in una volta, ma viene suddiviso in 10 rate; inoltre l’importo massimo di spesa su cui si può calcolare la detrazione è di 96.000 euro.

Facciamo un esempio per capire meglio: Tizio esegue dei lavori di ristrutturazione nella sua abitazione e spende 100.000 euro; poiché supera la soglia massima agevolabile, potrà detrarre solo 48.000 euro, cioè la metà di 96.000 euro. Inoltre, non recupererà i 48.000 euro tutti in una volta, ma in 10 anni: vuol dire che ogni anno toglierà dalle imposte (precisamente dall’Irpef) 4.800 euro.

 

 

Bonus ristrutturazione: come funzionerà

Con la nuova proposta di legge, l’importo del bonus resterà sempre lo stesso, ma sarà anticipato dalla banca: il cittadino pagherà, dunque, l’importo al netto della detrazione.

Prendendo come riferimento l’esempio precedente, Tizio, che può detrarre in totale 48.000 euro, pagherà alla ditta 52.000 euro anziché 100.000, grazie alla cessione del credito alla banca, comunicando l’opzione all’Agenzia delle Entrate. La banca recupererà l’importo anticipato in 10 anni.

Bisogna considerare che per il cittadino ci saranno dei costi derivanti dal contratto di cessione del credito: gli oneri, però, non dovrebbero essere molto elevati, considerando l’attuale tasso di sconto del 3,09%.

 

 

Quali sono gli interventi di ristrutturazione?

Non tutti i lavori di ristrutturazione consentono di fruire del bonus. Sono infatti agevolati:

 

– gli interventi di manutenzione ordinaria sulle parti comuni di un edificio residenziale (cioè riparazione, rinnovamento o sostituzione delle finiture e degli impianti di un immobile ad uso abitativo);

 

– i lavori di manutenzione straordinaria sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali (cioè gli interventi di manutenzione straordinaria effettuati sia nelle parti comuni di un immobile che nei singoli appartamenti);

 

– gli interventi di restauro e risanamento conservativo effettuati sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali (si tratta degli interventi che servono per conservare l’immobile e per assicurarne la funzionalità);

 

– i lavori di ristrutturazione sulle parti comuni di un edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;

 

– la ricostruzione o il ripristino di un immobile danneggiato a causa di una calamità, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;

 

– i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia riguardanti interi edifici, se eseguiti da imprese di costruzione, ristrutturazione immobiliare o da cooperative edilizie che provvedano entro sei mesi dalla fine dei lavori a vendere o assegnare l’immobile.

 

Sono detraibili non solo i costi dei lavori, ma anche i costi di progettazione, delle perizie e dei sopralluoghi (dunque le parcelle dei professionisti).

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che sono agevolati gli interventi che servono a prevenire atti illeciti di terzi (impianti antifurto, casseforti a muro, porte blindate…) e quelli finalizzati a favorire la mobilità dei portatori di handicap grave, anche attraverso la comunicazione, la tecnologia e la robotica.

 

 

A chi spetta il bonus?

Il bonus ristrutturazione spetta al proprietario dell’immobile (edificio o appartamento) su cui è effettuato l’intervento, all’inquilino, all’usufruttuario, al comodatario o ai familiari conviventi, purché siano loro a sostenere le spese e i bonifici e le fatture siano intestati a loro.


 


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Commenti
12 Lug 2016 Donatella Stragliati

Buongiorno. Adesso per chi acquista un immobile ristrutturato da un’impresa la detrazione non è del 50 ma del 25 e si calcola sul valo re dell’immobile… Almeno così ho capito. Saluti