Divorzio congiunto: cos’è e come procedere
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11 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Divorzio congiunto: cos’è e come procedere

Si parla di divorzio congiunto quando i coniugi sono d’accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio: come funziona, costi, documenti, procedura. Conviene sceglierlo?

 

 

Divorzio: cos’è?

Nel caso di matrimonio civile (ossia di matrimonio contratto in Comune davanti all’Ufficiale dello Stato Civile), il divorzio è lo scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale, pronunciato con sentenza da parte del Tribunale competente.

 

In caso di matrimonio concordatario (ossia quando il matrimonio è stato celebrato in Chiesa e poi regolarmente trascritto nei registri dello Stato Civile del Comune), si parla più propriamente di “cessazione degli effetti civili” del matrimonio”, espressione con cui si intende il venir meno dei doveri del matrimonio, ossia quello di coabitazione, fedeltà coniugale, assistenza morale e materiale, educazione e istruzione della prole.

 

 

Divorzio congiunto: cos’è?

Si definisce divorzio congiunto o consensuale il procedimento giudiziario che viene avviato dai coniugi in maniera consensuale, una volta che hanno raggiunto l’accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio: in particolare, sull’affidamento e il mantenimento dei figli, sul mantenimento del coniuge con un reddito più basso, sull’assegnazione della casa coniugale e sulla spartizione dei beni comuni.

 

 

Divorzio congiunto: in cosa si distingue dal divorzio giudiziale?

Come si può capire, netta è la differenza rispetto al divorzio giudiziale, che viene richiesto da uno solo dei coniugi, indipendentemente dal fatto che l’altro sia d’accordo o meno.

 

Vi è, pero, tra le due modalità un elemento comune: in entrambi i casi, le parti devono stare in giudizio assistiti da un difensore. Nel caso della separazione consensuale l’avvocato può essere unico per entrambi i coniugi, altrimenti ognuno dei due avrà il suo.

 

 

Divorzio congiunto: cosa occorre?

Il divorzio si richiede attraverso il deposito di un ricorso presso il Tribunale del luogo in cui almeno uno dei coniugi ha la residenza.

Al ricorso vanno allegati:

 

nota di iscrizione a ruolo, l’atto con cui si chiede al cancelliere di provvedere ad iscrivere la causa sul ruolo generale degli affari contenziosi civili: si tratta di un registro della cancelleria su cui vengono elencati i processi in corso. In ogni caso, è un adempimento di cui si occupa l’avvocato;

 

atto integrale di matrimonio rilasciato dal Comune dove è stato celebrato;

 

stato di famiglia di entrambi i coniugi;

 

certificato di residenza di entrambe le parti;

 

copia autentica del verbale di separazione consensuale o copia autentica della sentenza di separazione con attestazione del passaggio in giudicato (del fatto, cioè che è diventata definitiva e immodificabile) e copia autentica del verbale dell’udienza presidenziale, che ha autorizzato i coniugi a vivere separati.

 

 

Divorzio congiunto: come si procede?

Il procedimento si svolge innanzi al Tribunale in camera di consiglio, quindi con una procedura molto più snella del divorzio con la causa tradizionale e le contestazioni reciproche delle parti: per “camera di consiglio”, infatti, si intende sia il luogo materiale in cui il giudice si ritira per la decisione della causa (e nel quale non sono ammesse né le parti né il pubblico), sia una modalità particolare (procedimento in camera di consiglio) con cui si procede alla trattazione e alla decisione della causa.

 

Il tutto si esaurisce in una sola udienza che viene fissata dal Presidente del Tribunale dopo aver letto il ricorso. Il giudice tenta la conciliazione, cercando di far sì che marito e moglie trovino un accordo che permetta loro di riappacificarsi. Nel caso in cui tale tentativo fallisca, non gli resta che accertare che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può più essere mantenuta o ricostituita.

 

A questo punto, il Tribunale verifica la sussistenza dei presupposti richiesti dalla Legge sul divorzio [1], ossia almeno uno tra i seguenti:

  • i coniugi si sono già separati legalmente (si trovano, cioè, in uno stato transitorio in cui sono sospesi temporaneamente gli effetti e gli obblighi derivanti dal matrimonio in attesa di una riconciliazione o del divorzio) e, al tempo della presentazione della domanda di divorzio, lo stato di separazione dura ininterrottamente da almeno 12 mesi se la separazione è giudiziale (quando avviene per volontà unilaterale di uno solo dei coniugi ed è stabilita dal Giudice) o da almeno 6 mesi se la separazione è consensuale (quando avviene su accordo dei coniugi ed è accertata dal Giudice);
  • uno dei coniugi ha commesso un reato di particolare gravità (ad esempio è stato condannato con sentenza definitiva all’ergastolo o a una pena superiore a 15 anni di reclusione) oppure – a prescindere dalla durata della pena – è stato condannato per incesto, delitti contro la libertà sessuale, prostituzione, omicidio volontario o tentato di un figlio, tentato omicidio del coniuge, lesioni aggravate, maltrattamenti, ecc…;
  • uno dei coniugi è cittadino straniero e ha ottenuto all’estero l’annullamento o lo scioglimento del vincolo matrimoniale o ha contratto all’estero un nuovo matrimonio;
  • il matrimonio non è stato consumato;
  • è stato dichiarato giudizialmente il cambio di sesso di uno dei coniugi.

 

Giunti a questa fase, verrà emessa la sentenza di scioglimento del vincolo matrimoniale (o di cessazione degli effetti civili, in caso di matrimonio concordatario), trasmessa, poi, all’Ufficiale di Stato Civile per l’annotazione nel Registro dello Stato Civile del luogo in cui fu trascritto il matrimonio.

 

Come si può intuire, l’iter del divorzio a domanda congiunta è più veloce e più semplice di quello del divorzio giudiziale.

 

 

Divorzio congiunto: quanto costa?

Anche da un punto di vista economico, il ricorso congiunto è sicuramente più conveniente: il costo oscilla infatti fra i 1.000 e i 2.000 euro.

Ben diversa è la situazione per chi sceglie invece la via giudiziale. In questo caso, infatti, le parcelle degli avvocati schizzano anche a 10.000 – 15.000 euro per via della procedura legale che bisogna affrontare.

 

 

Divorzio congiunto: perché conviene?

Il ricorso congiunto comporta notevoli vantaggi per i coniugi: esso è più rapido e meno costoso, oltre che meno traumatico per i coniugi e per la prole. Inoltre, poichè si fonda su un accordo scritto, consente ai coniugi di stipulare un regolamento di interessi, aventi anche contenuto patrimoniale, costruito sulle loro rispettive esigenze.

 

 

Divorzio congiunto: fac simile del ricorso

Di seguito, si riporta un fac simile del ricorso per la presentazione della domanda di ricorso congiunto.

 


 

ON.LE TRIBUNALE DI ______ 

Ricorso congiunto per lo scioglimento del matrimonio (oppure: ricorso per la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario)

 

Il sig. _______ , nato a _______ il _______ C.F. _______ , residente in _______ alla via _______n. __, di professione _______, e la sig.ra _______, nata a _______ il _______ C.F. _______ , residente in _______ alla via _______ n. __, di professione _______entrambi rappresentati e difesi dell’avv. _______ (indicare generalità, fax e PEC) , giusta procura a margine del presente atto, presso il cui studio, in _____ alla via _______ n. __, eleggono domicilio. 

PREMESSO CHE

In data ____________ hanno contratto matrimonio civile ;

il relativo atto fu iscritto presso l’Ufficio dello Stato Civile di _______ come risulta da atto _______ ;

da detto matrimonio è nata una figlia e precisamente ;

_______, nata a _______ il _______;

su istanza congiunta dei coniugi __________ depositata il _________, gli stessi comparivano innanzi al Tribunale di _______, Presidente dott. _______ – nella procedura di separazione personale di cui al n. _______ Esp. e in data _______ il medesimo Tribunale ha omologato la separazione con la decreto n. _______ con certificazione del passaggio in giudicato apposta in data _______;

nel detto decreto veniva omologato quanto richiesto nel ricorso per separazione consensuale, cioè:

(riportare le condizioni della separazione decise con la sentenza)

dalla sentenza sono trascorsi ______ (indicare quanto tempo è trascorso dalla separazione specificando che sono stati superati i termini di cui all’art. 3 L.898/70. La norma indicava la necessità di una separazione protratta per 3 anni. Vedi però ora i nuovi termini introdotti con la legge sul divorzio breve: Il divorzio breve) e non si è ricostruita né la comunione materiale né quella spirituale tra i coniugi ;

i ricorrenti sono addivenuti alla determinazione di richiedere la cessazione degli effetti civili del matrimonio e (riportare il nuovo accordo o chiedere la conferma di quello precedente in toto o con delle modifiche).

Tanto premesso, ritenuto ed esposto, i ricorrenti come sopra rappresentati, difesi e domiciliati,

CHIEDONO

che l’On.le Tribunale adito voglia fissare l’udienza di comparizione personale dei coniugi e, verificate le condizioni di legge, dichiarare lo scioglimento del matrimonio (oppure: la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario) celebrato in _______ e trascritto sul registro degli atti di matrimonio del Comune di _______, ordinando all’Ufficiale dello Stato Civile del Comune di _______ di procedere alla trascrizione dell’emananda sentenza e (chiedere l’applicazione del nuovo accordo da indicare in modo dettagliato o il mantenimento di quello precedente così com’era o modificato).

I ricorrenti ed il loro procuratore dichiarano di voler ricevere le comunicazioni e le notificazioni presso il seguente numero di fax _________; o presso il seguente indirizzo di posta elettronica _______

Ai sensi dell’art. 10 D.P.R. 115/02 e successive modificazioni ed integrazioni si dichiara che il presente procedimento è soggetto al pagamento del contributo unificato ma non sono dovute le anticipazioni forfettarie.

Si allegano i seguenti documenti :

estratto per sunto dell’atto di matrimonio;

certificato attestante lo stato di famiglia di entrambi i coniugi;

certificato di residenza di entrambi i coniugi;

copia decreto di omologa o sentenza di separazione del Tribunale di _______ ;

dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi.

Luogo, __________

Avv. ____________

 


[1] L. n. 898, del 01.12.1970.

 


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