Acqua gratis per i redditi bassi, anche se morosi
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12 Lug 2016
 
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Acqua gratis per i redditi bassi, anche se morosi

Nasce il diritto di ciascun individuo all’erogazione gratuita di un quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali, che deve essere garantita anche in caso di morosità.

 

50 litri di acqua gratis al giorno: è questa la sostanza di una delle norme contenute nel nuovo disegno di legge dedicato alla disciplina e gestione delle acque pubbliche. La norma riconosce il diritto fondamentale, di ciascun individuo, all’erogazione gratuita di un quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni essenziali, che deve essere garantita anche in caso di morosità; tale quantitativo è individuato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri nel limite massimo di 50 litri giornalieri per persona, tenendo conto dei valori storici di consumo e di dotazione pro capite.

 

Il minimo vitale di acqua gratis sarà assicurato a quanti dispongono di redditi bassi, da individuarsi successivamente con i decreti attuativi della norma. Ad essi non si potrà sospendere l’erogazione del servizio idrico neanche in caso di morosità nel pagamento dei contributi condominiali: e ciò benché l’ultima riforma del condominio consenta all’amministratore di interrompere l’utilizzo dei servizi condominiali – suscettibili di godimento separato – nei confronti dei morosi delle quote. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico stabilirà come i gestori devono individuare i soggetti con una morosità idrica “incolpevole”, sulla base dell’indicatore dell’Isee. In questo modo si eviterebbero la conseguenze che le morosità di alcuni, magari incolpevoli, causino la sospensione dell’erogazione dell’acqua all’intero edificio.

 

Chi pagherà per l’acqua gratuita alle fasce di reddito basse? Non sarà lo Stato, ma i privati che, anch’essi beneficiari del servizio idrico, dispongono di redditi più alti. Sui consumi di questi ultimi si spalmeranno i costi della nuova misura di sostegno, applicando un sovrapprezzo che dovrebbe disincentivare anche allo spreco di acqua.

È proprio il caso di dire che i ricchi pagheranno l’acqua ai poveri (leggi anche “Acqua gratis”).

 

Si stabilisce inoltre che l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico individua misure per favorire la diffusione della telelettura in modalità condivisa da effettuare attraverso la rete elettrica, mediante l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, al fine di favorire il controllo dei consumi e la verifica del diritto all’erogazione del quantitativo minimo vitale di acqua.


[1] Ddl n. 2343, art. 7.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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