Scaricare video e musica al bar: il gestore non è responsabile
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12 Lug 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Scaricare video e musica al bar: il gestore non è responsabile

Chi offre il Wi-fi senza registrazione non è tenuto a sapere cosa fanno i clienti, anche se violano il diritto d’autore. Nessuna sanzione, nessun obbligo di sospendere il servizio.

 

Offrire alla propria clientela una connessione Wi-fi che non preveda la registrazione non comporta la responsabilità di eventuali violazioni del diritto d’autore commesse dalla clientela stessa. Insomma, se io (cliente) vado in un bar che mi mette a disposizione il Wi-fi, mi collego senza registrarmi e scarico l’impossibile, ad esempio, da Youtube, anche quello che non devo, la responsabilità sarà mia e non del gestore. Non solo: nessuno lo può costringere a sospendere il servizio Wi-fi ai clienti, a monitorarlo o a prevedere una procedura di registrazione.

Vige, dunque, la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che in passato si è pronunciata in tal senso dopo una questione sollevata davanti ad un tribunale tedesco dalla Sony Music Entertainment.

La major pretendeva dal titolare di un negozio, che per attirare clienti aveva messo a disposizione una connessione Internet via Wi-fi, un risarcimento danni per i download pirata effettuati dal suo locale. Un utente, in particolare, aveva scaricato illegalmente alcuni brani di proprietà della Sony. La compagnia chiedeva al tribunale di ordinare la sospensione del servizio, di sottoporre la fornitura del Wi-fi alla registrazione dei clienti e di monitorare la loro attività sul web.

 

 

Download pirata al bar: nessuna responsabilità del proprietario

Per l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia europea, il polacco Maciej Szpunar, nessuna responsabilità civile è da imputare a chi fornisce al pubblico la connettività via Wi-fi nell’eventualità che uno degli utenti commetta una violazione del diritto d’autore perché sarebbe in contrasto con la disciplina europea in materia, mirata ad escludere limitazioni di questo tipo di servizio. Inoltre, nessuno ha la facoltà di imporre al titolare del locale la procedura di registrazione dei clienti che utilizzino la sua connessione Internet. Per tre motivi:

 

– innanzitutto, perché verrebbe minacciato il modello di business del proprietario del locale, un modello basato sulla possibilità per il cliente di usufruire gratuitamente di una connessione Wi-fi senza alcuna registrazione. Per l’Avvocato Szpunar, molti avventori potrebbero rinunciare ad andare o a fermarsi in quel locale se dovessero registrarsi prima;

 

– secondo motivo: la registrazione dei clienti comporterebbe la loro preventiva identificazione e, quindi, alla conservazione dei dati di traffico. Un obbligo sproporzionato, secondo l’Avvocato Generale, rispetto all’attività di chi deve servire un caffè o un panino e poco più;

 

– infine, la Corte di Giustizia UE ritiene che imporre alla propria clientela l’obbligo di registrazione comporterebbe per il gestore del locale un obbligo di sorveglianza, il che contrasta con quanto stabilito dall’Ordinamento comunitario.

Oltretutto, questa soluzione viene ritenuta inefficace per il semplice motivo che costringere un cliente alla registrazione non impedisce che la connessione venga utilizzata per scaricare musica illegalmente e, quindi, violare il diritto d’autore.

 

Le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE sono, pertanto, chiare: l’obbligo di registrazione dei clienti che utilizzano il Wi-fi in un locale pubblico tradirebbe il giusto equilibrio tra la difesa del diritto d’autore, la libertà d’impresa dei gestori di esercizi pubblici e, soprattutto, la libertà d’informazione (della sua diffusione e dell’accesso alla stessa) dei cittadini europei. Uno svantaggio, ha avvertito Szpunar, che graverebbe sulla società nel suo complesso e che potrebbe superare il beneficio potenziale per i titolari dei diritti d’autore.


 


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