Rent to buy: sfratto per i morosi
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12 Lug 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Rent to buy: sfratto per i morosi

Con il nuovo comma 2-bis dell’art. 4 del Dl Banche è possibile riprendersi la casa ceduta a godimento in funzione della successiva alienazione se non viene acquistata come stabilito.

 

L’immobile ceduto a godimento in funzione della successiva alienazione (il contratto conosciuto come rent to buy) può tornare immediatamente al proprietario se l’inquilino non paga il canone di locazione oppure non esercita il diritto di acquisto nei tempi stabiliti. Il Dl Banche prevede [1], infatti, l’ingiunzione di sfratto per il rent to buy in questi due casi.

 

 

Che cos’è il contratto rent to buy

Il contratto a godimento in funzione della successiva alienazione è stato introdotto nel nostro ordinamento dal decreto legge noto come “Sblocca Italia[1] per venire incontro alle esigenze del mercato immobiliare. A differenza di un normale contratto di locazione, il rent to buy consente all’inquilino di godere della casa pagando una rata anticipata. Questo canone può essere scalato dal prezzo dell’immobile nel caso in cui l’inquilino, entro un certo tempo stabilito con il proprietario, decida di acquistarlo.

 

L’inquilino/compratore, pertanto, dovrà fare l’inventario e pagare una cauzione al proprietario prima di occupare l’immobile. Sarà anche tenuto al pagamento delle spese e degli oneri relativi alla custodia, all’amministrazione e alla manutenzione ordinaria. Le riparazioni straordinarie, invece, saranno a carico del proprietario, al quale, però, devono essere rimborsati gli interessi sui soldi spesi.

Il contratto, inoltre deve essere trascritto e stipulato davanti ad un notaio. Le spese di trascrizione del contratto nei registri immobiliari sono a carico dell’inquilino, così come le spese legate all’atto di compravendita dell’immobile, nel caso decidesse di acquistarlo. Mentre quelle relative al possesso dell’immobile durante il periodo di godimento sono a carico del proprietario.

 

 

Rent to buy: quando scattano inadempimento e sfratto

Il decreto [2] stabilisce che “il contratto rent to buy si risolve in caso di mancato pagamento, anche non consecutivo, di un numero minimo di canoni, determinato dalle parti, ma non inferiori ad un ventesimo del loro numero complessivo”. L’inquilino/compratore dovrà, a questo punto, restituire l’immobile e pagare tutti i canoni a titolo di indennità, a meno che alla firma del contratto sia stato deciso diversamente. Altrimenti, e questa è la novità, il proprietario dell’immobile potrà avvalersi dell’ingiunzione allo sfratto, come stabilito dal Dl Banche.

 

La stessa ingiunzione allo sfratto può arrivare nel caso in cui l’inquilino, entro i tempi concordati con il proprietario, non eserciti il suo diritto ad acquistare l’immobile ma non ne voglia sapere di abbandonarlo. Al massimo, questo diritto deve essere esercitato entro 10 anni, a meno che le parti convengano una scadenza inferiore al momento della firma del contratto.

 

È chiaro che l’inquilino non è obbligato all’acquisto dell’immobile. E’, però, tenuto ad abbandonarlo nei tempi e nei modi stabiliti se non desidera comprarlo.

 


[1] Art. 4 co. 2 DL banche

[2] Art.  23 co. 2. dl Banche

 

Autore immagine: 123rf com

 


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