Merce difettosa: come si contesta
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12 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Merce difettosa: come si contesta

Vendite: entro 8 giorni l’acquirente deve contestare il vizio visibile del prodotto acquistato presso il negozio; diversamente deve pagare il prezzo.

 

Per tutti i difetti di fabbricazione e gli altri eventuali altri vizi presenti sul prodotto appena comprato, l’acquirente ha solo otto giorni di tempo per sollevare la contestazione al venditore: due mesi che decorrono dal momento della consegna del prodotto. Questo vale, però, solo per quei vizi visibili, quelli cioè che possono essere rilevati immediatamente, già all’atto del primo utilizzo dell’oggetto in questione. Si pensi al caso di un cellulare la cui batteria si scarichi dopo pochissimo tempo.

Invece, nel caso in cui il difetto venga alla luce solo in un momento successivo, e quindi non sia immediatamente visibile, gli otto giorni iniziano a decorrere da quando il vizio è stato rilevato. Si pensi, ad esempio, al finestrino di un’auto dal quale entri pioggia, qualora il mezzo sia stato consegnato in piena estate e, dunque, con l’impossibilità di accorgersi prontamente del difetto per via del bel tempo.

 

Nel caso in cui il difetto sia stato ammesso dal venditore, il termine di otto giorni non opera più e l’acquirente può agire a propria difesa – secondo quanto a breve vedremo – anche in un momento successivo.

 

Altresì il termine di otto giorni non opera quando il difetto sia stato dolosamente occultato dal venditore.

 

 

Come contestare il difetto del prodotto acquistato

Con una recente sentenza il tribunale di Lucca ha ricordato che spetta all’acquirente dimostrare il rispetto degli otto giorni nell’invio della contestazione. Il che significa che non basta recarsi al negozio e reclamare a voce il difetto della merce acquistata, ma è necessario farlo con una lettera raccomandata a.r. o una email di posta elettronica certificata: è insomma necessario lasciare “traccia” per iscritto non solo della contestazione, ma anche e soprattutto della data in cui essa è stata fatta. Qualora il venditore, infatti, dovesse contestare il mancato rispetto degli otto giorni nella contestazione, e l’acquirente non potesse dimostrare il contrario, quest’ultimo non avrebbe più armi a sua difesa e sarebbe comunque tenuto a pagare il prezzo e tenersi il prodotto difettoso.

 

Nella sentenza in commento si chiarisce che: quando trattasi di vizio visibile, in tema di vendita, questo va denunciato entro otto giorni dalla consegna della merce. Nell’ipotesi in cui la tempestiva denuncia venga contestata, l’opponente ha l’onere di provare la tempestiva denuncia del vizio; prove che richiedono la preventiva prova del giorno di scoperta del vizio e la dimostrazione che, rispetto a tale giorno, la successiva denuncia è avvenuta tempestivamente negli otto giorni.

 

 

Quale tutela per l’acquirente?

Se la contestazione viene sollevata negli otto giorni, l’acquirente ha diritto a scegliere tra:

  • la risoluzione del contratto di vendita, ossia la restituzione dei soldi pagati, dietro restituzione della merce difettosa; se da tale situazione sono derivati per lui anche ulteriori inconvenienti può chiedere il risarcimento del danno: questo rimedio è concesso, in genere solo quando i vizi siano di particolare entità, che cioè rendano l’oggetto inservibile per l’uso che se ne voglia fare o, comunque, ne diminuiscano notevolmente il valore;
  • la riduzione del prezzo sulla base dell’effettivo valore del prodotto acquistato con i difetti: se il corrispettivo è già stato pagato, il venditore dovrà restituirne una parte all’acquirente; altrimenti dovrà praticargli lo sconto;
  • se possibile, l’acquirente può chiedere che il prodotto difettoso sia sostituito con un altro prodotto immune da difetti, a spese del venditore. Qualora la sostituzione non sia possibile, egli può optare per la riparazione, anch’essa a spese del negoziante.

[1] Trib. Lucca, sent. n. 2144/15.

 


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