Mantenimento: ridotto l’assegno se l’ex ha nuova famiglia e figli
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12 Lug 2016
 
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Redazione
 


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Mantenimento: ridotto l’assegno se l’ex ha nuova famiglia e figli

Separazione e divorzio: la legge riconosce il diritto a rifarsi una famiglia, per cui l’ex coniuge obbligato al pagamento del mantenimento può chiederne una riduzione se ha dei figli dalla nuova compagna o moglie.

 

Può chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento da versare all’ex coniuge chi ha iniziato una nuova relazione e, con il nuovo partner, abbia avuto altri figli. È quanto prevede l’orientamento ormai unanime della giurisprudenza, da ultimo confermato dalla Cassazione con una sentenza di poche ore fa [1].

 

Una separazione o il divorzio non possono segnare per sempre la vita di una persona: tutti hanno il diritto di rifarsi una famiglia con un nuovo partner, sia esso/a convivente o coniuge sposato (seconde nozze). Pertanto, l’obbligo di contribuire al mantenimento della precedente moglie (o marito, sebbene l’ipotesi sia più rara), non può costituire un ostacolo poiché altrimenti il soggetto obbligato al versamento dell’assegno periodico non saprebbe come mantenere i figli avuti dalla nuova relazione.

 

Così, sostiene la Cassazione, l’assegno in favore dell’ex moglie o dei figli può essere ridotto quando il genitore obbligato ha altri bambini dalla nuova relazione. Questo perché la presenza di nuove bocche da sfamare determina un mutamento delle condizioni economiche del soggetto tenuto, in base alla sentenza del giudice, a versare l’assegno.

 

La giurisprudenza riconosce la libertà di chiunque di formare una nuova famiglia dopo la separazione o il divorzio: è l’espressione di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e dall’Unione Europea, nonché da tutte le carte internazionali.

In verità la formazione di un nuovo nucleo familiare non comporta in automatico una riduzione dell’assegno di mantenimento dei figli nati precedentemente alla nuova unione familiare, ma è pacifico che la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figli dal nuovo partner determina la nascita di nuovi obblighi di carattere economico; il che deve essere valutato come una circostanza sopravvenuta che può portare alla modifica delle condizioni della separazione o del divorzio stabilite in precedenza dal giudice o dalle stesse parti in caso di procedimento consensuale.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 8 aprile – 12 luglio 2016, n. 14175
Presidente Dogliotti – Relatore Bisogni

Fatto e diritto

Rilevato che:
1. Il Tribunale di Roma, a seguito del riconoscimento in Italia della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario di M.F. e L.G. , ha dichiarato cessata la materia del contendere sulla domanda di separazione e ha posto a carico di L.G. una indennità ex art. 129 bis c.c. di 300 Euro mensili e un contributo mensile al mantenimento della figlia L.E. di 500 Euro comprensivo delle spese straordinarie.
2. Con ordinanza ex art. 702 ter c.p.c. del 6 marzo 2012 il Tribunale di Roma ha respinto la domanda di L.G. di riduzione del contributo al mantenimento della figlia sulla base delle sopravvenute circostanze, relative al suo nuovo matrimonio, intervenuto nel 2011, e alla nascita di due figli gemelli, circostanze che, incidendo fortemente sulle sue disponibilità economiche, renderebbero a giudizio del L. insufficiente il suo stipendio a fronteggiare il contributo mensile in favore della figlia E. nella misura fissata di 500 Euro mensili.
3. La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 7036/14, ha accolto parzialmente l’appello principale di L.G. riducendo a 400 Euro mensili il contributo mensile e ha rigettato

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[1] Cass. sent. n. 14175/16 del 12.07.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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