Facebook, profili falsi: conseguenze e rimedi
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13 Lug 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Facebook, profili falsi: conseguenze e rimedi

Chi crea falsi profili su Facebook per occultare la propria identità rischia la prigione. Di quali reati si può essere accusati? Come scoprire e denunciare i profili falsi? Come tutelarsi?

 

Facebook e, in generale tutti i social network, danno la possibilità a ogni persona di aprire un account, comunemente detto “profilo”: nasce con lo scopo di “rappresentare” virtualmente una persona in carne ed ossa. Fatto di fotografie, storie e post, attraverso il profilo, un utente Facebook dovrebbe raccontare la sua storia e la sua vita. Una sorta di diario virtuale per immagini e commenti, insomma.

 

Attenzione, però: i profili non possono essere aperti con nickname o pseudonimi o nomi di penna, né li si può creare in condivisione con altre persone; ogni profilo appartiene a una sola persona che, per poterlo aprire, deve avere più di 13 anni e fornire il suo nome autentico, così come riportato sulla carta d’identità.

 

 

Facebook: cosa rischia chi usa un profilo falso?

Non è un dato di poco conto: in costante aumento sono i reati che hanno ad oggetto proprio i c.d. falsi profili (nel gergo degli internauti, si parla di fakes).

 

Vediamo di capire meglio quali sono le conseguenze in cui si può incorrere usando il profilo facebook in modo inadeguato. Conseguenze anche pesanti.

 

Infatti, è reato il comportamento di chi crea falsi profili su Facebook, e in generale sui social network, occultando la propria identità e utilizzando nickname e foto false, con lo scopo di portare vantaggio a se stessi o a terzi o danneggiare altri, anche attraverso comportamenti molesti. Si sottolinea che, per commettere un illecito, non basta semplicemente creare un profilo falso: a tale condotta devono seguire molestie, stalkeraggio o minacce nei confronti di altre persone; è recente il caso di una donna che aveva creato su Facebook un falso profilo con un nome di fantasia e, con questo account, aveva molestato una vicina di casa [1].

In queste ipotesi, si parla propriamente di sostituzione di persona [2], punibile con la reclusione fino a un anno: tramite la creazione del falso account si intrattengono corrispondenze informatiche con altri, spacciandosi per persona diversa. Così facendo, come detto, si intende conseguire un vantaggio o recare un danno. E tali requisiti vanno intesi in modo molto ampio, non solo in un’ottica di tipo economico: a volte lo si fa per un semplice intento ludico (lo scherzo a un amico o a un professore), altre volte per poter vivere la notorietà di un personaggio famoso (nel caso, per esempio, di un attore o di un cantante), altre volte per scopi commerciali.

 

Nella maggior parte dei casi, al fake è associata una reale immagine della persona offesa: la foto viene generalmente accompagnata da una descrizione degradante in modo tale da comunicare con altri iscritti e condividerne i contenuti [3].

Proprio in tale ultima ipotesi, se le frasi dette in chat o pubblicate ledono la reputazione della persona di cui si è creato il falso profilo, si commetterà il reato di diffamazione aggravata. Pensiamo, ad esempio, ad un soggetto che danneggia l’immagine d’un personaggio pubblico, pubblicando frasi offensive che possono ledere l’immagine della persona.

 

Come anticipato, il furto può riguardare non solo il nome di battesimo di un altro soggetto o la foto, ma anche il semplice nickname, essendo quest’ultimo riconducibile inequivocabilmente a una persona fisica esistente. Sebbene, infatti, rappresenti soltanto una identità virtuale usata in rete, è proprio attraverso il nick che gli utenti di internet si riconoscono e comunicano.

 

 

Facebook: come scoprire un falso profilo?

Il primo passo da fare per scoprire se si ha a che fare con un falso profilo è osservare la foto e notare se mancano fotografie personali. Capita che alcuni utenti usino cartoni animati o mettano foto simpatiche di animali; ma se è un utente reale, negli album di foto si troverà probabilmente un’immagine del volto o di qualche momento della sua vita, insieme ad altra gente. Tra l’altro, se le impostazioni della privacy (quelle che limitano l’accesso ai propri dati e contenuti proprio per tutelare la riservatezza) non sono troppo restrittive, si possono vedere le foto in cui l’utente è taggato (cioè segnalato) con gli amici.

 

Importante è leggere le informazioni dell’utente: un profilo vero, salvo restrizioni nella privacy, contempla notizie sulla scuola o l’università, sulla professione e sull’azienda per la quale si lavora e altri dati utili.

Anche la bacheca e gli aggiornamenti di stato sono indicativi. Se il soggetto di cui si sta verificando il profilo non pubblica mai nulla o sono presenti periodi di intensa attività alternati a lunghi vuoti, se non partecipa in maniera attiva alla “vita sociale” con commenti o “mi piace” su altri stati, se nessuno scrive sul diario qualcosa di più sensato di “grazie per l’amicizia”, se sono pochi o nulli i “mi piace” che riceve, se ci sono pubblicazioni automatiche di giochi e applicazioni come l’oroscopo, è probabile che si tratti di un falso account.

 

Capita spesso che i fakes aggiungano amici quasi casualmente, non seguano pagine o gruppi né interagiscano con essi: se si notano comportamenti del genere è consigliabile non accettare le richieste di amicizie.

 

La lista degli amici può dire molto: se sono quasi tutte donne e il profilo che stiamo analizzando è di un – presunto – uomo, oppure al contrario, ha quasi tutti uomini ma l’account è di una donna, può darsi che sia un profilo che nasconde particolari intenzioni, tipo ottenere incontri “amorosi” o per semplice “spasso”. Da notare che, spesso, si incontrano profili di ragazze con quasi tutte amicizie femminili: anche in tal caso bisognerebbe drizzare le antenne.

 

Altro elemento indicativo è la data di nascita. Sembrerebbe che la maggior parte degli account fake riportino date come il 1° gennaio oppure il 31 dicembre. Di certo questa informazione non svaluta subito un profilo ma, insieme ad alcuni dei punti già trattati, è un indizio importante per comprendere se abbiamo di fronte un’identità reale o falsa.

 

C’è un numero di telefono? Non è un dato di poco conto: quanti sono disposti a mettere in bella mostra il numero di cellulare sul profilo Facebook? E se lo pubblicano, hanno un valido motivo per farlo? Pochissime persone lo rendono visibile e il motivo è quasi sempre di tipo professionale (organizzatore di eventi, PR, fotografi, agenti di commercio, ecc..). Negli altri casi, meglio diffidare.

 

 

Facebook: quali i rimedi contro i falsi profili?

Creare un profilo falso è, quindi, davvero facile. Tuttavia un rimedio esiste: bloccare l’utente fasullo.

 

Per denunciare/bloccare/segnalare un account falso su facebook occorre eseguire piccoli e semplici passi:

  • entrare/visitare il profilo “falso”;
  • cliccare sul tasto a forma di ruota dentata/ingranaggio situato accanto alla voce “messaggio”;
  • si apre una finestra nella quale selezionerete la voce “Segnala/Blocca”;
  • si apre un riquadro nel quale sono indicate le diverse opzioni a vostra disposizione (la possibilità di annullare la ricezione di ciò che pubblica o di rimuovere l’account falso definitivamente dai vostri amici; bloccare una segnalazione o inviarne una a Facebook);
  • cliccando sulla voce “Segnala l’account di *** ” si apre un’ulteriore finestra dove è possibile specificare il motivo della segnalazione: nome falso, minacce/abusi/molestie, profilo falso, contenuti inappropriati o account di azienda/organizzazione.

 

In caso di molestie o atti più gravi, per i quali è necessaria una denuncia alla polizia postale (quella che si occupa dei reati informatici), è bene cercare di individuare l’account del molestatore procedendo nel modo seguente:

  • accedere al profilo falso e cliccare sul tasto a forma di ingranaggio;
  • posizionare il mouse sull’opzione “segnala/blocca” senza cliccarvi sopra;
  • al passaggio del mouse su questa opzione, infatti, compare in automatico in basso un sito con una serie di codici alfanumerici;
  • all’interno di questi codici si cela l’identità del molestatore o falso account. I codici generalmente cominciano con “1000…”;
  • copiare il numero del codice;
  • segnalare l’abuso alla Polizia postale del luogo di residenza, indicando il nome “falso” scelto dal molestatore e il numero recuperato nel modo appena descritto.

[1] Cass., sent. n. 24431, del 08.06.2015.

[2] Art. 494 c.p.

[3] Cass. Pen., sent. n. 25774, del 16.06.2014.

 


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